comunicato T.F.A. 21-02-08

arbitrato internazionale promosso dalla T.F.A. - Dal testo dell'ICSID che le banche hanno fatto firmare ai 170 mila investitori emerge che:
a) la revoca del mandato non lo estingue senza giusta causa
(attenzione, perché l'aver cambiato idea sul tipo di azione da
intraprendere non costituisce giusta causa...);

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rolieg
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comunicato T.F.A. 21-02-08

Messaggio da rolieg » mer mar 05, 2008 8:00 am

T.F.A.


Roma, 21- febbraio -2008


Egregio obbligazionista,
Le scrivo in merito alla causa arbitrale avviata nei confronti della Repubblica Argentina dinanzi all' International Centre for the Settlement oflnvestment Disputes (ICSID) a Washington.
Il 1° febbraio 2008, nonostante le ripetute azioni dilatorie condotte negli ultimi mesi dall'Argentina, il Presidente della Banca Mondiale ha nominato il Presidente del collegio arbitrale (lo svizzero dr. Robert Briner). Il 6 febbraio si è quindi ufficialmente costituito il Tribunale che è composto, oltre che dal Presidente dr. Briner, dal prof. Albert Jan van den Berg per gli investitori italiani e dal prof. Georges Abi Saab per la Repubblica Argentina. L'azione supportata costantemente e con impegno dalla Associazione Task Force Argentina (TFA) prosegue regolarmente entrando ora nella fase jurisdictional, nella quale i consulenti legali presenteranno al neo-costituito collegio, che si dovrà riunire per la prima udienza entro 60 giorni, le motivazioni alla base del ricorso.
In aggiunta all'arbitrato Icsid, che procede sotto leggi internazionali, la TFA ha compiuto tutti i passi per proteggere i diritti contrattuali degli investitori che hanno partecipato al ricorso ICSID da ogni possibile rischio di prescrizione che avrebbe potuto decorrere secondo le leggi nazionali applicabili nelle specifiche giurisdizioni in cui le obbligazioni sono state emesse.
II mantenimento del Mandato conferito alla TFA Le permette di assicurarsi, gratuitamente ed in aggiunta all'obiettivo primario del ricorso, un'ampia tutela dei Suoi diritti.
Circa sei anni sono trascorsi da quando la Repubblica Argentina ha dichiarato il proprio dissesto finanziario, sospendendo i pagamenti delle obbligazioni in circolazione sui mercati finanziari. Durante questo stesso periodo, l'Argentina ha goduto di un tasso di crescita economica secondo solo a quello della Cina.
Grazie al positivo andamento della propria economia, nel gennaio 2006 l'Argentina ha rimborsato, in contanti e con 2 anni d'anticipo rispetto alla originaria scadenza, circa 10 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale. Per il 2007, il Paese ha fatto fronte alle proprie scadenze finanziarie attraverso l'emissione di nuove obbligazioni per circa 6 miliardi di dollari (in gran parte acquistati dal Venezuela). Su tali nuove emissioni il Governo Argentino sarà tenuto a pagare tassi d'interesse superiori all'8%!
Le riserve valutarie della Banca Centrale sono in costante aumento: attualmente sono pari a 47 miliardi di dollari contro i 18 miliardi di dollari del gennaio 2006.
La crescita economica dell'Argentina continua ad avvenire a spese dei piccoli investitori internazionali, in particolare gli obbligazionisti italiani.
In questi anni, la TFA ha negoziato con successo diverse ristrutturazioni di prestiti obbligazionari argentini, la cui componente italiana raggiungeva la cifra di circa 2 miliardi di euro.
L'unica controparte che ha scelto quale strategia quella di non negoziare i termini di ristrutturazione del suo debito è stata la Repubblica Argentina.
Il ricorso presso l'ICSID da parte di circa 195.000 obbligazionisti italiani prova che costoro non intendono continuare a "porgere l'altra guancia", ma recuperare i propri investimenti.
Riteniamo pertanto che tale azione legale è la principale strada per ristabilire un giusto equilibrio tra piccolo investitore e Stato sovrano, sebbene soddisfacenti soluzioni negoziali per la TFA restino sempre percorribili. La tutela dei piccoli creditori è essenziale per mantenere la credibilità e la reputazione del sistema finanziario e deve essere un obiettivo primario per le Autorità nazionali ed internazionali, ancor prima della tutela del proprio credito. Alla luce di tale principio, ho in questi mesi voluto sottolineare a queste istituzioni, ed in particolare ai Ministri dei Paesi del G7, che le risorse finanziarie delle Autorità sovranazionali sono espressione delle risorse dei singoli individui/risparmiatori.
La TFA è consapevole che gli obbligazionisti italiani si attendono che il percorso intrapreso giunga rapidamente ed efficacemente a termine ed in tal senso si orientano le sue richieste e pressioni.
RingraziandoLa per l'attenzione, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Nicvola Stock Pres. Tasck Force Argentina
Ultima modifica di rolieg il gio mar 06, 2008 10:11 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da rolieg » mer mar 05, 2008 8:14 am

Il Dott. Stock dimentica forse che le 500 banche che la sua associazione rappresenta e dalle quali e sponsorizzata , sono le stesse che hanno piazzato agli ignari risparmiatori italiani le obbligazioni spazzatuta argentine.
Speriamo solo che i 190.000 craccati che si sono fidati "aime'"di Stock non si trovino ad un certo punto a dover accettare delle condizioni di indennizzo ancora piu' misere rispetto alle condizioni della o.p.s. ,infatti non possiamo dimenticare che l'adesione all'icsid ha comportato per il bondholder il mandato in "BIANCO" al dott, Sock il quale senza rendere conto a terzi puo' in ogni momento transare con l'argentina perche' gli sono stati conferiti tutti i poteri ,e al bondholder di fatto e preclusa la possibilita' di agire legalmente nei confronti della banca.

Per quanto riguarda la "messa al riparo" dalla prescrizione da parte della T.F.A. (la TFA ha compiuto tutti i passi per proteggere i diritti contrattuali degli investitori che hanno partecipato al ricorso ICSID da ogni possibile rischio di prescrizione che avrebbe potuto decorrere secondo le leggi nazionali applicabili nelle specifiche giurisdizioni in cui le obbligazioni sono state emesse. )
non possiamo che ribadire ancora una volta che:

Risposta di A.R.T.:

Per il risarcimento danni per responsabilità contrattuale (ossia nei confronti delle Banche) l'azione si prescrive in 10 anni, per il risarcimento danni per responsabilità extra-contrattuale (ossia nei confronti dell'Argentina) l'azione si prescrive in 5 anni dal fatto che ha causato il danno, da intendersi come momento in cui si è verificato il danno (quindi dal momento del default argentino, cioè dicembre 2001, non dal momento dell'acquisto delle obbligazioni).

Pertanto, avrebbe dovuto essere inviata una lettera a/r interruttiva della prescrizione nei confronti dell'Argentina entro dicembre 2006 specificando il riferimento agli artt. 1219, 2943 e seguenti del Codice Civile.

Chi:
1) Ha aderito all'OPAS
2) Non ha inviato la predetta raccomandata

Non è più in condizione di agire nei confronti dello Stato Argentino: nel caso sub 1) ha espressamente rinunciato a proporre causa nei confronti dell'Argentina (potendo ancora proporre causa nei banca intermediaria nel collocamento); nel caso sub 2), il termine quinquennale è decorso.

Né valgono le affermazioni di TFA & Company che sostengono di aver ottenuto il prolungamento del decorso del termine di prescrizione: come si può modificare la legge con un semplice "accordo"?
Le regole per la prescrizione sono ferree: e chiunque può andare a leggerle su qualsiasi codice civile italiano.

..................................

Il Dott.stock ignora forse che i termini della prescrizione per azioni nei confronti dell'argentina sono di 5 anni - QUINDI ABBONDANTEMENTE DECORSI!!!!!!!!-
rolieg

ted
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Messaggio da ted » gio mar 06, 2008 9:34 am

Sintetico parere di un'altro avvocato che segue le vicende argentine.

ha scritto diverse idiozie.
Sul neretto la penso come ART. Ha mani libere per transare (v.ultimo mio post su Argentina).
Sulla prescrizione dice cose sbagliate. Credo che lì Stock abbia fatto le cose per bene, come dice Fabrizio e come riferisce lo stesso Stock; bisogna fidarsi.
Poi non capisco cosa c'entri la responsabilità extracontrattuale con l'Argentina: l'obbligazione é un contratto e per farlo valere contro l'Argentina si richiama la contrattuale, non la extracontrattuale che c'entra nulla.
Il tipo dell'ART non é "sereno"; sponsorizza le cause alle banche e basta e quindi l'obiettività (aiutata dall'ignoranza giuridica) va a farsi fott.ere.

ted
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Messaggio da ted » gio mar 06, 2008 9:36 am

Altro parere:


"Pertanto, avrebbe dovuto essere inviata una lettera a/r interruttiva della prescrizione nei confronti dell'Argentina entro dicembre 2006 specificando il riferimento agli artt. 1219, 2943 e seguenti del Codice Civile."

Mi meraviglio che da parte di un'associazione si sostenga ancora la questione della raccomandata di interruzione che non serve a un beneamato....
L'argentina non è perseguibile in Italia (sentenza della Cassazione difetto di giurisdizione) a meno che non si posseggano bonds con giurisdizione italiana, e come ripetuto altre 100 volte l'interruzione della prescrizione segue la giurisdizione dei bonds. A che serve citare il codice civile italiano quando la giurisdizione (quindi il codice di riferimento) è un altro ?
Stock stesso afferma di avere agito per l'interruzione secondo le giurisdizioni dei bonds, ed ha fatto secondo me la cosa corretta, non ha modificato nessuna legge, ha soltanto seguito la procedura corretta.
Non che Stock mi sia particolarmente simpatico, ma quando leggo certe affermazioni campate per aria è giusto dare a Cesare quello che è di Cesare. Mi si accappona la pelle pensando in che mani si affida qualcuno (e non mi riferisco ovviamente a Stock).

rolieg
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Messaggio da rolieg » gio mar 13, 2008 8:22 am

"Peccato" che l'Argentina sia chiamata a rispondere, secondo la Task Force, per il danno subìto dal risparmiatore, mentre in realtà l'Argentina è semmai responsabile nei confronti dello stato italiano, del FMI o delle banche, non certo per il fatto che le banche hanno collocato al retail in conflitto di interessi, senza valutazione di adeguatezza e senza preventiva informativa sulla natura reale del titolo...

forse questi"piccoli"particolari sono ritenuti insignificanti dai consulenti legali che danno pareri "a capocchia" gratuiti ,tenendo ben celato il proprio nominativo. A.R.T.
rolieg

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