AGGIORNAMENTO SUI RECENTI

arbitrato internazionale promosso dalla T.F.A. - Dal testo dell'ICSID che le banche hanno fatto firmare ai 170 mila investitori emerge che:
a) la revoca del mandato non lo estingue senza giusta causa
(attenzione, perché l'aver cambiato idea sul tipo di azione da
intraprendere non costituisce giusta causa...);

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rolieg
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AGGIORNAMENTO SUI RECENTI

Messaggio da rolieg » mar mag 18, 2010 2:43 pm

AGGIORNAMENTO SUI RECENTI SVILUPPI NELL’ARBITRATO ICSID.
Il 3 maggio 2010 la Repubblica Argentina, dopo l’approvazione del documento d’offerta da parte della Consob, ha annunciato un’offerta di scambio estesa all’Italia.
La TFA sottolinea che rientra nella discrezionalità di ciascun obbligazionista la decisione in ordine all’accettazione o meno dell’offerta argentina. Gli obbligazionisti italiani dovranno esaminare, con la massima cura, i termini e le modalità di offerta di scambio. A tale scopo il prospetto dell’offerta può essere “visitato” nella sua interezza sul sito della TFA. Gli obbligazionisti potranno inoltre esaminare la valutazione dell’offerta che sarà inviata dalla TFA.
La scelta degli obbligazionisti italiani che partecipano all’arbitrato contro l’Argentina, condotto sotto gli auspici della Banca Mondiale, può essere effettuata tenendo presente lo stato del procedimento ICSID n. ARB/07/5 intitolato Giovanna a Beccara and others v. Argentine Republic. Facendo seguito ai precedenti aggiornamenti della TFA, i consulenti legali degli attori, sentita la stessa TFA, hanno fornito una sintesi dello stato attuale della procedura arbitrale ICSID.
Attuale stato dell’Arbitrato ICSID
Così come è stato precedentemente comunicato l’arbitrato è nella c.d. “fase giurisdizionale”. Il 14 aprile 2010, il Tribunale Arbitrale ha chiuso l’importante udienza svoltasi in Washington DC presso il CENTRO INTERNAZIONALE PER LA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI SUGLI INVESTIMENTI (ICSID) della Banca Mondiale. L’udienza, protrattasi per sette giorni, ha visto la partecipazione di vari soggetti fra testi, consulenti ed esperti legali.
Alla fine dell’udienza il Tribunale ha concesso alle parti di predisporre una memoria conclusionale sugli argomenti principali e sulle testimonianze rese nel corso dell’udienza. Tali memorie dovranno essere depositate entro la data del 14 giugno 2010. Dopo tale data il collegio arbitrale dovrà emettere il lodo sulla giurisdizione.
Fasi della Procedura Arbitrale
Il 14 settembre 2006 gli investitori, attraverso i propri legali, hanno depositato presso l’ICSID la request for arbitration. La Segreteria Generale dell’ICSID ha rigettato le opposizioni avanzate alla registrazione avanzate dall’Argentina ed ha registrato la request for arbitration il 7 febbraio 2007. La Segreteria ICSID ha registrato l’arbitrato al n. 5/07, sotto la denominazione “Giovanna a Beccara e altri c. la Repubblica Argentina”. Il collegio arbitrale si è insediato il 6 febbraio 2008, a seguito del rigetto di numerose eccezioni avanzate dall’Argentina.
Durante la fase giurisdizionale gli arbitri valutano la propria competenza a decidere della controversia. Tale fase è stata interrotta a causa della malattia terminale del presidente del collegio arbitrale - annunciata nel giugno 2009, immediatamente prima della data prevista per l’udienza sulla giurisdizione - e del tempo necessario per la sua sostituzione. Nel corso della fase giurisdizionale, gli obbligazionisti e l’Argentina hanno depositato due memorie e numerosi allegati. Successivamente, si è svolta a Washington, dal 7 al 14 aprile 2010, di fronte alla corte arbitrale dell'ICSID, l'udienza conclusiva della fase giurisdizionale.
La decisione del collegio arbitrale è attesa a seguito del deposito, il prossimo 14 giugno, di una memoria riassuntiva delle prove raccolte e delle tesi difensive espresse in udienza. Si può ritenere che il lodo sulla giurisdizione possa essere emesso entro la fine del 2010 (ciò ovviamente dipenderà dal tempo che il collegio impiegherà per decidere).
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Messaggio da rolieg » mar mag 18, 2010 2:53 pm

Se il collegio arbitrale determina di avere competenza sulla controversia, dovrà valutare la responsabilità dell’Argentina. I legali degli investitori hanno invitato il collegio a valutare quale sia il migliore sistema per valutare la sussistenza dei diritti dei singoli obbligazionisti. A tal fine, i dati e la documentazione di ciascun obbligazionista sono già stati organizzati in un database digitale per facilitare la determinazione dei diritti e dei danni subiti da ciascun investitore.
È difficile esprimere una valutazione sulla durata e sulle probabilità di successo della fase di merito. L’Argentina è più volte risultata soccombente in molti giudizi instaurati da altri investitori per contestare le misure adottate dallo Stato durante la crisi finanziaria, sia di fronte alle corti nazionali sia in altri arbitrati ICSID. In relazione alla durata del procedimento, si fa presente che la nuova offerta pubblica di scambio proposta dall’Argentina prevede il rimborso integrale del capitale tra 23 o 28 anni.
La fase di merito può essere seguita da una fase di esecuzione, nel corso della quale la parte vittoriosa è costretta a instaurare un procedimento per portare in esecuzione il lodo definitivo qualora la parte soccombente non esegua volontariamente il disposto del lodo. L’Argentina potrebbe promuovere un’azione volta all’annullamento del lodo, ma tale azione non comporta necessariamente la sospensione dell’esecuzione. Il lodo ICSID ha efficacia immediatamente esecutiva nei 146 Stati aderenti alla Convenzione ICSID. Non si può escludere, peraltro, che la Repubblica Argentina decida di transigere il giudizio.
* * *
Gli investitori italiani partecipanti all’arbitrato ICSID possono ottenere informazioni sullo stato del procedimento inviando una richiesta di informazioni alla casella di posta elettronica info@tfargentina.it, o esaminando il sito internet www.tfargentina.it. Come già comunicato, qualsiasi investitore che revochi la propria partecipazione ai procedimenti nei confronti dell’Argentina sopra descritti rinuncia ai benefici che potrebbero derivare dall'arbitrato ICSID.
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Messaggio da rolieg » mar mag 18, 2010 2:57 pm

Argentina, Tfa: swap peggiore di 2005,decidano bondholder
giovedì 13 maggio 2010 13:1

di Stefano Bernabei
ROMA (Reuters) - Tfa, associazione italiana che rappresenta 180 mila obbligazionisti di titoli argentini in default per circa 4,5 miliardi di dollari, ha valutato che la nuova offerta di swap proposta dalla Repubblica Argentina è effettivamente peggiorativa, come previsto dalla stessa legge argentina, ma spetta agli obbligazionisti decidere se aderire allo swap.

Rispetto allo swap del 2005, secondo i calcoli della Tfa, ci sono due elementi di peggioramento che, in caso di una obbligazione per 10.000 euro, comportano ad oggi 684,25 euro in meno di incasso e un rischio di haircut, cioè di taglio rispetto al capitale posseduto, di circa il 39% con il rimborso del capitale residuo tra 23 o 28 anni.

In un lungo comunicato che analizza i termini finanziari dell'offerta di swap sui 19 miliardi di debito ancora in circolazione, Tfa sul suo sito non dà raccomandazioni ma si limita a riscontrare tecnicamente che "dai dati sopra riportati risulta quindi confermato quanto previsto dalle Legge della Repubblica Argentina 26547 (del 9 dicembre 2009) art. 3, ai sensi della quale 'le condizioni ed i termini finanziari non potranno essere gli stessi o migliori di quelli offerti ai creditori nell'offerta del 2005'. Resta nell'autonomia decisionale dei singoli obbligazionisti ogni decisione sull'opportunità di aderire o meno alla nuova Ops".

MANCANO INTERESSI DOVUTI SU TITOLI PIL, ALTO RISCHIO RIPARTO

Nella nota informativa della Tfa si mette a raffronto quanto avrebbe percepito un obbligazionista con uno dei titoli in default per 10 mila euro, nei due casi di swap alla pari e discount, rispetto a quanto gli viene offerto con il nuovo swap.

Il titolo in questione ha, nelle condizioni del 2005, un valore ipotetico di scambio di 10.137 euro e ad oggi avrebbe incassato 1.437,43 euro (in caso di opzione par) e 1.615,77 euro (in caso di discount), secondo la tabella della Tfa.

Lo stesso titolo portato in adesione al nuovo swap incassa, in contanti, 712,63 euro al netto delle commissioni in caso di opzione Par e 890,97 euro in caso di opzione discount.

Il peggioramento è quantificabile in 684,25 euro in meno di interessi pregressi sui titoli Pil a cui va aggiunto il peggioramento per il più elevato rischio di non ottenere i titoli alla pari, offerti con un plafond limitato a 2 miliardi sui quasi 19 offerti.
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parte 2°

Messaggio da rolieg » mar mag 18, 2010 2:57 pm

In questo caso se le adesioni all'opzione par fossero di 6 miliardi di euro, che rappresentano circa i soli titoli in circolazione in Italia tra Tfa (4,5 mld) e fuori della Tfa, l'obbligazionista riceverebbe tra il 2033 e il 2038 il 61,2% dei 10 mila euro portati in adesione all'offerta, cioè con un haircut del 38,8%.

Oltre che in Italia, i piccoli obbligazionisti che hanno debito argentino sono anche in Germania, Svizzera, Giappone, Usa e in altri paesi europei.

Ovviamente se le adesioni sono invece inferiori e quindi il riparto minore, l'haircut è meno severo pur restando il rimborso del capitale tra 23 e 28 anni.

Ieri la Tfa ha detto che avrebbe inviato una lettera riservata a casa ai propri 180 mila associati che hanno avviato, tramite l'associazione, un ricorso all'arbitrato internazionale Icsid.

L'offerta di swap dell'Argentina, salvo proroghe, termina il 7 giugno mentre l'Icsid ha fissato per metà giugno una udienza per decidere se ha competenza giurisdizionale per questo ricorso.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano
rolieg

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