TANGOBOND

Area news
Rispondi
rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

TANGOBOND

Messaggio da rolieg » lun nov 26, 2007 11:06 am

BOND ARGENTINI: RISARCITO IL 100%
Immagine


E' LA PRIMA VOLTA CHE SUCCEDE A TORINO
100.OOO EURO:
QUANTO HA RECUPERATO UN UTENTE ADOC

2 ANNI:
LA DURATA DELLA CAUSA DAVANTI AL TRIBUNALE CIVILE DI TORINO

Quando il giudice ha letto il dispositivo della sentenza che le restituiva l'intera somma investita nei famigerati bond argentina, la signora Giovanna ha pianto. E con le lacrime agli occhi ha abbracciato il suo avvocato e i responsabili dell'Adoc, l'associazione dei consumatori che in questi anni aveva seguito passo passo il suo caso permettendole, a sette anni di distanza, di recuperare i 100 mila euro che pensava di aver definitivamente perso.

OBBLIGO D'INFORMATIVA
L'istituto di credito ha il dovere di illustrare i rischi dell'investimento

La sentenza in questione è quella depositata nei giorni scorsi dalla prima sezione civile del tribunale di Torino (presidente Pier Carlo Premoselli). Una sentenza particolare in una città - Torino - in cui da sempre gli istituti di credito hanno una certa influenza. Anche perché ribadisce un concetto fondamentale: sulle banche grava l'onere di informare sui rischi generali degli investimenti in obbligazioni e specifica di quelli nei cosiddetti Paesi emergenti come l'Argentina.
La signora Giovanna, professionista torinese non aveva contezza di quel che stava andando a investire e di come. Nel giugno-luglio 2000 il suo patrimonio era investito per 450 milioni in fondi di investimento e per 350 milioni in titoli di Stato.

Si trattava di una risparmiatrice oculata, che mai aveva tentato la strada degli investimenti speculativi. Contattata da personale della Unicredit, era stata sollecitata a investire in bond argentini, presentati come sicuri e remunerativi.

E questo nonostante già all'epoca l'agenzia di rating Standard & Poor's non li considerasse proprio un portento.

Il tribunale ha dichiarato che la signora Giovanna non ha provato in modo certo di essere stata raggirata.
Eppure il suo profilo di rischio basso e l'incapacità della banca di provare di averla informata correttamente, ha determinato la decisione del tribunale.

La presidente regionale dell'Adoc Silvia Cugini si è detta soddisfatta: «Una sentenza che ci offre lo spunto per ribadire l'importanza della Class Action. Se fosse già nel nostro ordinamento una decisione di tal fatta porterebbe benefici immediati a tutti i risparmiatori coinvolti nella vicenda».

la Stampa RAPHAE'L ZANOTTI
_________________
rolieg

Top[/color]
rolieg

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite