La Corte di Cassazione

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rolieg
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La Corte di Cassazione

Messaggio da rolieg » mer giu 09, 2010 2:47 pm

La "tutela del risparmio" non rappresenta semplice interesse privato, bensì vero e proprio "interesse pubblico".


La Corte di Cassazione ha ormai riconosciuto da tempo che la "tutela del risparmio" non rappresenta semplice interesse privato, bensì vero e proprio "interesse pubblico" che trova esplicito riconoscimento nel testo costituzionale (in particolare nell'art. 47 Cost.): "...nel nostro ordinamento - osserva infatti la Corte - l'attività bancaria nel suo complesso, quale comprensiva dell'esercizio del credito e della raccolta del risparmio (...) risulta disciplinata in modo tale da configurare non solo una delle tante forme di esercizio di impresa, già di per se' sottoposto a particolari forme di controllo, ma soprattutto, proprio in quanto riservata in via esclusiva agli istituti di credito e in conformità al dato (spesso trascurato) della tutela costituzionale del risparmio di cui all'art. 47 Cost., predisposta a favore della collettività, un 'servizio" per il pubblico con tipiche forme di autorizzazione, vigilanza e di "trasparenza ".
Ne deriva che i profili di responsabilità nell'espletamento di tale attività vanno individuati e, ove sussistenti, sanzionati in conformità all'elevato grado di professionalità richiesto" (così Cass., sez. I civ., sentenza n. 2058 del 23 febbraio 2000).
Dopo la Corte di Cassazione anche la Procura Generale di Torino ha recentemente sottolineato il rilievo "pubblicistico" delle azioni intraprese da privati a tutela del risparmio.
In questa prospettiva deve infatti leggersi la Circolare che il Procuratore Generale - dott. Gian Carlo Caselli – ha inoltrato alle Cancellerie degli uffici giudicanti civili affinché segnalino alla stessa Procura Generale la pendenza di procedimenti civili (in particolare le azioni a tutela del risparmio e dei diritti dei consumatori, le azioni in cui si denuncia la violazione delle leggi bancarie oppure di quelle in tema di intermediazione finanziaria) che richiedano l'intervento del pubblico ministero a tutela, appunto, di un "pubblico interesse" (come previsto dall'art. 70, ultimo comma, c.p.c).
Se questa circolare sarà applicata e condivisa da tutte le Procure, d’ora in poi, ogni volta che nel processo civile è in discussione un diritto fondamentale di consumatori ed utenti, le cancellerie civili dovranno informare i Pubblici Ministeri che, ritenuto sussistente il pubblico interesse, dovranno comparire a fianco della parte privata nel processo!!!
Parte da Torino, ma è una svolta rivoluzionaria nell’amministrazione della giustizia e nel perseguimento della legalità, senza riforme, né spese in bilancio.
rolieg

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