BOND PATACCA ,22 MILA TORINESI BIDONATI

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rolieg
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BOND PATACCA ,22 MILA TORINESI BIDONATI

Messaggio da rolieg » mer feb 13, 2008 9:50 am

PARLA EGIDIO ROLICH ,PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE RISPARMIATORI TANGOBOND:NOI,CRACCATI DALLE BANCHE.


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TUTTA LA VERITA' QUESTA SERA ,ALLE 20, IN UN CONVEGNO AL TEATRO SALESIANI, VIA PIAZZI 25 (CROCETTA)TORINO

TORINO - Dicembre 2001, vigilia di Capodanno. Per i 450 mila risparmiatori italiani, di cui 12 mila torinesi, che avevano sottoscritto una pletora di bond argentini, questa è una data nera. Il governo di Buenos Aires dichiara il dissesto finanziario e, di conseguenza, i titoli emessi non valgono più nulla. Una data che il presidente di A.r.t. (Associazione Risparmiatori Tangobond), Egidio Rolich, ricorda molto bene e che ripercorrerà stasera alle 20, in un convegno (teatro Salesiani Crocetta, via Piazzi 25) di fronte al popolo dei risparmiatori bidonati.
Presidente, qual è il retroscena di tutta questa vicenda?
«Sappiamo che gli Stati Uniti avevano importanti interessi economici in Argentina e in Brasile, ma hanno stabilito che era più conveniente tutelare quelli brasiliani lasciando l'Argentina al suo destino. Il paese aveva assoluto bisogno di denaro e allora ha emesso questi titoli obbligazionari sui mercati finanziari europeii attraverso le banche. L'unico problema è che questi titoli non erano per nulla garantiti. In altre parole l'Argentina ha emesso i titoli, li ha ceduti alle banche che li hanno collocati ai risparmiatori».
Ma perché le banche sono finite sotto accusa? «Nel 2005, come associazione abbiamo organizzato un convegno a Torino ( PRESSO LA CANOTTIERi ESPERIA )nel corso del quale abbiamo promosso una petizione popolare con cui si richiedeva alla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) tutta la documentazione inerente ai bond argentini. Una volta entrati in possesso dei documenti abbiamo scoperto che la Consob, che ha una funzione di controllo, sapeva che questi bond erano fasulli, c'era scritto nero su bianco nei prospetti informativi. In sostanza tutti sapevano che i titoli non godevano di alcun tipo di garanzia, tutti comprese le banche che li hanno piazzati ai risparmiatori. Quello delle banche italiane è un caso unico: le banche europee, infatti, conoscendo i rischi, se li sono tenuti preservando il denaro dei risparmiatori».
Come si sono difese le banche?
«Sostenendo che non hanno sollecitato la collocazione presso i piccoli risparmiatori. Una buffonata, dal momento che in tutta Italia i bidonati sono 450 mila. E' come se 450 mila persone si fossero svegliate un mattino e di punto avessero deciso di sottoscrivere dei titoli sconosciuti. La giustificazione non sta in piedi. La verità è che le banche volevano liberarsi dei titoli spazzatura, scaricando i costi sui risparmiatori italiani».
Le banche hanno subito azioni legali? «Circa 500, tutte vinte dai risparmiatori, tranne una, a Milano, dove il tribunale non solo ha dato torto al risparmiatore ma è entrato nel merito della decorrenza dei termini, sostenendo che la situazione argentina era già nota nel 2000. Insomma il giudice ha anticipato, la decorrenza dei terni per agire in giudizio. Molti dei 450 mila risparmiatori
interessati alle azioni legali lo ignoravano». E ora cosa accadrà? «La Cassazione si esprimerà su questa sentenza tra due o tre anni, questo vuol dire che i risparmiatori per mantenere il diritto di ricorrere nei co fronti delle banche dovranno metterle in mora bloccando la decorrenza dei termini».
Cosa ha tratto da quesi esperienza?
«Che i risparmiatori , italiani non sono tutelati i dalla Consob, né dal g verno, né dalla Banca d' italia, una cosa incredibile Il sistema difende le banche e dei risparmiatori bidonati, chi-se-ne-frega Ora ci tuteleremo attraverso la Corte europea basta una sentenza per obbligare le banche a restituire i soldi. Tutti».
Alessandro Locatelli


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