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rolieg
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Messaggio da rolieg » mer feb 13, 2008 11:21 am

ATTI DELLA CONFERENZA STAMPA DI A.R.T. DEL 20-10-2005

rolieg
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Inviato: Gio Ott 20,2005 10:14 pm Oggetto: ATTI DELLA CONFERENZA STAMPA DI A.R.T. DEL 20-10-2005

ATTI RELATIVI ALLA CONFERENZA STAMPA DI A.R.T. DEL 20-10-2005
Da come si evince anche dalla home page del proprio sito www.tangobond.it. ART nasce ed è stata costituita esclusivamente con lo scopo di promuovere tutte le iniziative possibili' per consentire ai propri associati di rientrare dei loro risparmi .
Fin da subito ART si è concentrata su quello che riteneva e ritiene essere il nocciolo della questione e cioè ottenere tutta la documentazione realmente esistente presso la Consob o altri enti preposti al controllo di operazioni similari onde venire a capo della reale natura delle obbligazioni argentine e le loro condizioni per il collocamento in Italia.
Prendiamo atto che su questa problematica è stato scritto e detto di tutto e di più tranne che la verità. E la verità sta solo ed esclusivamente negli atti ufficiali, oggi in possesso di AR T.
Lo scandalo dei bond argentini viene a differenziarsi sostanzialmente da altri scandali, come Cirio e Parmalat, perché in questi ultimi casi i risparmiatori hanno sottoscritto dei titoli e/o obbligazioni di società private che conformemente alle leggi vigenti in Italia relative alla tutela del risparmio, hanno provveduto a richiedere le necessarie autorizzazioni al collocamento tramite prospetti depositati presso la Consob e in concorso con alcune banche "compagne di merende" hanno provveduto a piazzarli ai risparmiatori ignari delle reali situazioni economiche e di indebitamento in cui le stesse società emittenti si trovavano.

L'obbligazione argentina. o tangobond. invec$hrisulta essere una obbligazione emessa da uno stato sovrano (Argentina) collocata tramite la banca centrale argentina ai sotto scrittori - in questo caso  titolo riservato e indirizzato unicamente ad investitori istituzionali quali banche, assicurazioni, sicav etc. ossia entità in grado di valutare attentamente ed assumersi consapevolmente eventuali rischi sull'investimento, in quanto sono stati gli unici ad entrare in possesso dei prospetti
informativi che accompagnano l'emissione e la collocazione delle obbligazioni.

Venendo a noi, il caso italiano -unico e senza precedenti storici- può rientrare in un sIstema di totale disapplicazione delle regole di gestione dei rapporti e di applicazioni delle vigenti leggi.

Senza voler "scomodare" l'art. 47 della vigente Cost, che già da solo prevede la tutela del risparmio, ma arrivando al Dlgs. N. 58 del 24 febbraio 1998, il Regolamento della Commissione Nazionale per
le Società e la Borsa n. 6430 del 26 agosto 1992 e la proceduta richiesta per la notifica';alla Banca d'Italia di cui all'art. 129 della Legge Bancaria, è evidente come la violaZione sÙl stata ab origine già x
~ dalla prima vendita al piccolo risparmiatore .. " . ì
Purtroppo ne sono succedute altre, possiamo contare oltre un milione di sollecitazioni al piccolo• risparmio, che hanno prodotto oltre 450 mila contratti di borsa, tutti viziati da sostanziale conflitto di interesse e, sulla base del contenuto delle offering circulars, ART ritiene di poterli definire nulli, X fermo restando che sussiste un lasso di tempo passato durante il quale a nessuna istituzione né ente, (a parte AR T) è venuto in mente di approfondire la tematica.

ART ha operato nel seguente modo:
 Petizione (23.04.05) in occasione della Prima Assemblea a Torino richiesta
documenti alla Consob. -
 Consob risponde (17.05.05)  prot. 5035278 mette a disposizione tutti i documenti relativi alle offering circular delle obbligazioni argentine collocate al piccolo risparmio dal 1997 al 2002 e la tabella riepilogativa dei codici ISIN e relativa nota esplicativa; supporto informatico (in formato .pdf) contenente i prospetti delle 15 emissioni obbligazionarie argtine quotate in Italia.

~ Consob fornisce informazioni non veritiere: in sintesi Consob adduce che non esistendo divieti ex lege, i titoli collocati con il "collocamento privato" possono in un momento successivo (a che cosa?) entrare in possesso dei piccoli risparmiatori tramite l'attività che gli investitori professionali esercitano nei confronti della propria clientela. Prima stortura: com'è possibile che l'operazione di collocamento al piccolo risparmio sia avvenuta senza sottostare almeno al regolamento Consob?
Per ciò che riguarda la quotazione al MOT, questa era autorizzata. Diverso per il collocamento, NON autorizzato.

Quale è stato il movente che ha indotto le banche italiane a sottoscrivere l'emissione di tali titoli pur sapendo (perché l'Argentina l'ha specificato nelle offering circulars) :
1) che dette obbligazioni non erano e non sarebbero mai state registrate ai sensi della Legge dei Valori Mobiliari Statunitense del 1933;

2) che di fatto sulle stesse non vi è nessun tipo di garanzia né di pagamento degli interessi né della restituzione del capitale, né durante né allo scadere dell'obbligazione stessa;

3) che le banche investitrici si obbligavano a non ricollocare queste obbligazioni nei diversi Paesi tra cui Argentina, America ed Italia; .

4) che queste obbligazioni non avevano, non hanno e non potevano contare su nessun tipo di garanzia patrimoniale in quanto trattasi di obbligazioni emesse per fare fronte a tutta una serie di debiti che nel tempo l'Argentina aveva accumulato.

 Concamhio: come si è potuto dare corso all'OPS fermo restando che sul Prospetto Informativo del Concambio per l'ennesima volta l'Argentina ha riportato esattamente lo stato di fatto della congruità finanziaria ed economica del Paese Argentino? La Consob ha contribuito a far si che venisse rifinanziato un ulteriore debito sul debito, consentendo però questa seconda volta all'Argentina un rientro immediato del capitale al 70%.
Prendiamo atto che il perdurare di una situazione che consente di fatto al sistema bancario di scaricare sul risparmio le proprie scelte sbagliate di investimento; la propria dimostrata incapacità di gestire il risparmio, l'assoluta e totale mancanza di ricerca della tutela del risparmio affidato ha fatto si che in Italia solo negli.ultimi lO anni il sistema bancario italiano ha provveduto a bruciare 50,1 miliardi del risparmio degli italiani.
E' dovere di tutti coloro che hanno a cuore il Sistema Italia di porre fine a questo sistema clientelare che ha portato ai risultati che sono evidenti a tutti: ARr'lfoil vu61esolcfc6iltribuire ad aCcertare'la verità sull'evolversi delle cose, ma ritiene che sia proprio onere e compito invitare il Sistema bancario a fare un passo indietro, scendere a patti in quanto il risparmio italiano non può e non vuole sopportare una così onerosa perdita.
rolieg

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