Parmalat -Monte Parma pagherà 31 mila €

Tribunali Italiani. sentenze sui diversi default.
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rolieg
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Parmalat -Monte Parma pagherà 31 mila €

Messaggio da rolieg » sab feb 16, 2008 3:32 pm

Collocamento non valido per scarsa informazione Monte Parma pagherà 31 mila €

L a vicenda dei bond Parmalat non finisce di occupare le aule dei tribunali. A tenere banco, nelle ultime settimane, sono state nuove cause legali avviate in sede civile dai risparmiatori rimasti coinvolti nel default dell'azienda di Collecchio (Parma), scattato il 18 dicembre 2003, quando Bank of America dichiarò inesistente la liquidità della Bonlat, attestata da un estratto conto grossolanamente falsificato. I magistrati stanno accumulando, sentenza dopo sentenza, una copiosa giurisprudenza sugli effetti del crack a danno dei risparmiatori. Per quanto, ovviamente, questa giurisprudenza non sempre sia univoca, vi sono però alcune questioni per le quali, pur con motivazioni diverse, le decisioni dei tribunali stanno prendendo un indirizzo abbastanza definito ad esempio sul collocamento di obbligazioni emesse dalla Parmalat e dalle sue controllate nella fase del cosiddetto [b]"grey market".Tra le ultime sentenze va segnalata la numero 1028 con cui la prima sezione civile d
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Tribunale di Parma, presieduta da Bruno Stellario, ha condannato in primo grado Banca Monte Parma a rifondere a due risparmiatori parmensi oltre 31 mila euro. Si tratta della cifra, al netto delle cedole incassate fino al default, che i due risparmiatori avevano investito il 19 marzo 1999 in obbligazioni Parmalat Finance Corporation BV 5,5% scadenza 30 marzo 2009. II collocamento, realizzato dalla banca parmense, era stato effettuato appunto durante la fase del "mercato grigio", quella che inizia il giorno dell'annuncio di una nuova emissione di bond e termina il giorno di chiusura dell'operazione. Il collocamento viene gestito da broker che acquistano e vendono i titoli per conto terzi, senza assumere rischi diretti. Poiché i bond compravenduti non sono ancora sul mercato, la compravendita è a termine e i clienti non sono in grado di conoscere le caratteristiche dell'emissione se non attraverso le informazioni date loro dal broker: in quella fase infatti manca ancora il pr
ospetto
informativo e la offering circular, di norma, resta riservata.
La causa, avviata il 29 luglio 2004 da 27 risparmiatori tutelati dall'avvocato Anna Campilii di Parma, è terminata il 30 maggio con la condanna della banca parmense alla rifusione dell'investimento. I giudici hanno stabilito infati la nullità della compravendita, sostenendo (contro l'opinione della Consob) che nel "grey market" la compravendita configura collocamento diretto. Dunque la banca, non mettendo a conoscenza gli investitori dei rischi dell'operazione, avrebbe violato l'articolo 94, secondo comma, del Testo unico della finanza sugli obblighi di informativa alla clientela.
In merito, la direzione generale della Banca Monte Parma rende noto che procederà al più presto a esaminare congiuntamente ai propri legali le motivazioni della sentenza e valuterà l'eventuale proposizione dell'appello per chiarire, anche con il supporto di prove documentali, la correttezza dell'operato della banca, la quale non prevede - nemmeno a livello organizzativo - lo svolgimento dell'attività di collocamento.
Nicola Borzi

COSA DICE LA LEGGE:
Grey Market
La fase del "mercato grigio" inizia il giorno dell'annuncio di una nuova emissione di bond e termina il giorno di chiusura dell'operazione. Il collocamento è gestito da broker che acquistano e vendono i titoli per conto terzi, senza assumere rischi diretti e a termine. Di solito è vietata la vendita a clienti retail perché non sono disponibili le informazioni necessarie a valutare l'investimento, mancando ancora il prospetto informativo mentre la offering circular, di norma, è riservata.


Art. 94 Testo unico finanza
L'articolo riguarda gli obblighi degli offerenti e, al secondo comma, detta le regole di informativa ai risparmiatori per il prospetto: «Il prospetto contiene le informazioni che, a seconda delle caratteristiche dei prodotti finanziari e degli emittenti, sono necessarie affinché gli investitori possano pervenire a un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria e sull'evoluzione dell'attività dell'emittente
nonché sui prodotti finanziari e sui relativi diritti».
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