Crac Parmalat, al via il processo

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rolieg
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Crac Parmalat, al via il processo

Messaggio da rolieg » ven mar 14, 2008 11:48 am

Crac Parmalat, al via il processo
Sono 56 gli imputati. Tanzi assente.
Duecentomila risparmiatori truffati
PARMA
È iniziato stamane presso il Tribunale di Parma il maxi-processo per la vicenda Parmalat, il più grande crac finanziario degli ultimi decenni che vede imputate 56 persone, tra le quali l’allora patron della Parmalat Calisto Tanzi, assente stamane in aula.

Nell’aula, alle 9,45, sono entrati i magistrati chiamati a giudicare: il presidente del Tribunale Eleonora Fiengo con i due giudici a latere Alessandro Conti e Marco Vittoria. La procura è al completo con il procuratore capo Gerardo Laguardia e con i tre pm Vincenzo Picciotti (che segue la vicenda dal gennaio 2004), Lucia Russo e Paola Reggiani. Più di 100 gli avvocati presenti in aula, mentre gli imputati sono tre e quattro e tutti di rilievo minore. Ci sono anche alcuni dei truffati, tra i quali l’onnipresente trevigiano Andra Cogo, arrivato in bicicletta.

L’orientamento emerso da queste prime battute del processo è quello di procedere per ora alla tratazione del principale dei cinque procedimenti collegati. Gli altri quattro sono stati già rinviati. I difensori di Tanzi - Biancolelli, Sgubi e Belloni - chiedono però la unificazione perchè - hanno spiegato prima di entrare in aula - «solo un processo unitario può riportare a galla la vera storia. È inutile replicare la stessa vicenda in tanti processi. Nessuno - hanno aggiunto - dice che Tanzi è una vittima; è un protagonista di questa vicenda, si è assunto le sue responsabilità ma vuole che siano giudicate correttamente. Se ci sono altre responsabilità, vanno accertate».

A chi obietta che il tentativo della difesa è quello di dilatare i tempi del processo, gli avvocati replicano che «la prescrizione è di 22 anni e dunque la nostra non è una tattica dilatoria». L’avvocato della Parmalat Marco De Luca, dal canto suo, ha osservato: «Ci aspettiamo un risarcimento», ricordando che i creditori hanno già avuto soddisfazione da quanto fatto dalla nuova Parmalat di Bondi e che i risparmiatori hanno già avuto il 30. 40 e in alcuni casi anche il 50% di quanto investito. A rappresentare molti risparmiatori l’avv. Carlo Federico Grosso, il quale ha osservato che i tempi si annunciano lunghi; «speriamo - ha detto - in alcune transazioni. Arrivare a una sentenza è un conto, prendere soldi un altro».

Difficile dire il numero delle udienze: 125 risultano quelle finora stimate. E l’allora patron della Parmalat, Calisto Tanzi, ha chiamato a difesa ben 33.500 testimoni, in maggior parte risparmiatori per dimostrare davanti alla corte la sempre sostenuta responsabilità delle banche nel default. Tra loro, in quell’elenco infinito, anche tutti quei risparmiatori che, truffati, si sono costituiti parte civile. Una provocazione? «Nient’affatto - spiega Fabio Belloni, uno degli avvocati dell’ex patron della multinazionale del latte -: il problema della Parmalat nasce da lì, dal meccanismo dei bond. I risparmiatori lamentano di avere subito un danno: vogliamo cominciare a capire chi davvero ha provocato l’afflusso di questo denaro, 6-7 miliardi di euro, nelle casse della Parmalat». Più che ovvia l’intenzione dei difensori di Tanzi di scaricare la responsabilità sulle banche, tanto che tra i testi citati figurano anche funzionari e amministratori degli istituti di credito attualmente indagati nell’inchiesta sul crac. Non solo: i legali hanno anche chiesto l’audizione del governatore della Banca d’Italia e dei vertici della Consob, nonchè di tutti gli imputati dei procedimenti paralleli al principale.
rolieg

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