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Derivati, Unicredit: 20 dirigenti a giudizio

Inviato: mar apr 24, 2012 11:31 am
da rolieg
Derivati, Unicredit: 20 dirigenti a giudizio
Sarebbero stati protagonisti di «artifici e raggiri» per trarne profitti.


La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici della Unicredit Banca d'Impresa spa. Sono venti gli imputati accusati, a vario titolo, di truffa aggravata, appropriazione indebita ed estorsione ai danni della società Divania srl di Modugno (Bari).
Tra questi i due componenti del Cda dell'istituto di credito, Luca Fornoni e Davide Mereghetti, all'epoca dei fatti contestati responsabili dell'Area Coroporate Banking di U.B.M. spa.
La pm Isabella Ginefra ha chiesto il processo anche per il responsabile erogazione crediti della direzione regionale centro sud Roma della Unicredit Corporate Banking spa, Francesco Conteduca, il responsabile della direzione regionale centro sud Roma della Unicredit Corporate Banking spa, Alfredo Protino e il direttore generale della Unicredit Banca d'Impresa spa, Mario Aramini.
I DERIVATI SOTTO ACCUSA. Secondo l'accusa, derivati ad altissimo rischio sottoscritti con Unicredit avrebbero causato il fallimento dell'azienda barese.
Nel 2006 (in seguito agli effetti catastrofici di quei derivati, sottoscritti a partire dal 2000) ha chiuso, licenziando 430 operai, ma finora è riuscita a evitare il fallimento. La truffa complessiva ipotizzata dalla procura di Bari si aggira intorno ai 15 milioni di euro.
L'indagine è stata avviata dopo la denuncia del titolare di Divania, Francesco Saverio Parisi. Unicredit non lo avrebbe informato correttamente dei rischi connessi agli strumenti di finanza complessa che stava acquistando, proponendoli anzi come sicuri. La società, che produceva mobili imbottiti, ha avviato un parallelo processo civile, chiedendo a Unicredit la restituzione di 219 milioni di euro più 61 di interessi.
L'accusa della procura di Bari per i dirigenti

Utilizzavano «artifici e raggiri» per trarne profitti i 20 dirigenti di Unicredit Banca d'impresa spa per i quali la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio perché accusati, a vario titolo, di truffa aggravata, appropriazione indebita ed estorsione ai danni della società Divania srl di Modugno (Bari). Dei reati di truffa aggravata e appropriazione indebita sono accusate 12 persone.
I componenti del Cda dell'istituto di credito, Fornoni e Mereghetti «ideavano, ingegnerizzavano ed implementavano prodotti finanziari derivati over the counter», vale a dire mercati alternativi alle borse vere e proprie, di solito, non regolamentati.
Sono quindi il complesso delle operazioni di compravendita di titoli che non figurano nei listini di borsa.
LA RIMODULAZIONE DEI PRODOTTI. Altri 10 imputati, tra i quali il 'responsabile erogazione crediti della direzione regionale centro sud Roma' della unicredit Corporate Banking spa, Francesco Conteduca, il 'responsabile della direzione regionale centro sud Roma' della Unicredit Corporate Banking spa, Alfredo Protino e i responsabili, con diverse mansioni, delle filiali di Bari Zona Industriale e Bari via Putignani, «si occupavano» si legge nel capo di imputazione - della rimodulazione dei prodotti truffaldini».
Secondo l'accusa i 12 imputati ai quali è contesta la truffa e l'appropriazione indebita «con artifici e raggiri, al fine di trarne profitto per gli istituti bancari di appartenenza (UBM e UBI facenti parte del gruppo Unicredit), nonché per se stessi, inducevano in errore la clientela (ed in particolare Francesco Saverio Parisi, rappresentante legale della società Divania), circa la vantaggiosità dell'acquisto (mediante sottoscrizione di contratti) di prodotti finanziari derivanti". In particolare, secondo le indagini della Procura di Bari, avrebbero indotto «Parisi nell'errore di ritenere che i 203 prodotti finanziari derivati, dallo stesso negoziati con la Filiale di Bari del Credito Italiano Spa, dell'Unicredit Banca Spa ed ancora dell'Unicredit Banca d'Impresa Spa, avessero finalità di copertura del rischio di cambio tra sterlina inglese e lira italiana (in 4 casi), tra dollaro Usa e lira italiana (in 22 casi), tra euro e dollaro Usa (in 171 casi) nonché di copertura del rischio di variazione avverse dei tassi di interesse (nei restanti 6 casi), anziché natura speculativa».
Mercoledì, 19 Ottobre 2011