novita' per i Bondholders del default Argentino

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novita' per i Bondholders del default Argentino

Messaggio da rolieg » lun gen 09, 2012 5:17 pm

Importanti novita' per i Bondholders del default Argentino

Tango Bond, interessanti novita'per i Bondholders

Egidio Rolich presidente di A.R.T. associazione risparmiatopri tangobond www.tangobond.it , segnala alcune importanti novità in merito ai bond della Repubblica Argentina. Secondo gli Avvocati dell'associazione ed alcune sentenze di Tribunale, e verosimile ritenere che la data per calcolare la prescrizione non sarebbe il 23 dicembre del 2001, giorno in cui è stato dichiarato il default da parte dello stato Argentino , ma il mese di gennaio del 2005, quando concretamente ci fu l'offerta di scambio ( OPS) sui bond argentini. Di conseguenza, la prescrizione decennale scadrebbe nel 2015, lasciando il tempo a centinaia di migliaia di risparmiatori che rimasti fuori dalla scadenza del 2011 (perche' non debitamente informati dalla banca), di inviare alla banca che ha venduto i bond la lettera per interrompere la prescrizione. Infine, Il presidente Rolich ricorda che le banche in genere sono disposte a transare con gli obbligazionisti perche' in tribunale non solo perdono le cause,ma devono anche riconoscere interessi e rivalutazione monetaria.


http://youtu.be/eQcxlPPW2nw
Ultima modifica di rolieg il mar feb 07, 2012 8:09 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da rolieg » mar mar 27, 2012 8:36 am

:oops: :oops: :oops: :oops: :oops:
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ARGENTINA: ad un passo da un nuovo default tecnico

Messaggio da rolieg » ven nov 23, 2012 5:55 pm

ARGENTINA: ad un passo da un nuovo default tecnico

Nuovo Default Argentina alle porte? Buenos Aires condannata dal giudice di New York a pagare i vecchi possessori di bond NON ristrutturati. E la protesta popolare cresce sempre di più. Rischio sociale fortissimo.

Vi chiederete come mai su Intermarketandmore si parla di calcio… In realtà qui il calcio non c’entra proprio nulla. Parliamo di Argentina (ancora una volta) e del rischio di un nuovo default del paese dell’America Latina.
L’episodio è di qualche domenica fa, ed ha come protagonista il calciatore dell’Atalanta Denis. Durante la partita vinta con l’Inter, l’attaccante argentino mostra a tutti una t-shirt, dopo aver segnato l’ennesimo gol, con un simbolo stampato (una K sbarrata) che non sarebbe altro che una protesta con un chiaro sfondo politico, protesta più che mai in voga in terra argentina perché rivolta contro il governo presieduto da Cristina Kirchner, la donna salita sulla poltrona più importante lasciata libera da suo marito, Néstor Carlos Kirchner.

Con il termine “Kirchnerismo” s’intende la corrente politica argentina che appoggia l’azione dei presidenti Néstor Carlos Kirchner (deceduto nel 2010) e Cristina Fernández de Kirchner, moglie del primo e presidente dal 2007. La maggior parte delle forze politiche argentine si sono divise in kirchneristi e anti-kirchneristi: peronismo, radicalismo (conosciuti come Radicali K), socialismo, democrazia cristiana. I settori kirchneristi si riconoscono dall’utilizzo della lettera “K”.
E la polemica è cresciuta talmente tanto che venerdì, dopo mesi di proteste, il popolo argentino si è riversato nelle piazze delle principali città per dire il suo “no” all’attuale Governo sostenuto dal centro-sinistra. Una manifestazione enorme, che ha portato per strada centinaia di migliaia di persone. (Source)

Queste news non ci colgono di sorpresa in quanto ne parliamo da giorni di un nuovo possibile default Argentina. Intanto però c’è un’importante novità. Se prima la situazione era traballante, ora è drammaticamente complicata.

Il giudice di New York condanna l’Argentina

Il tribunale di New York ha stabilito che l’Argentina dovrà pagare anche i possessori di bond che non accettarono la ristrutturazione successiva al default del 2001. Finché non lo avrà fatto, il Governo argentino, inoltre, non potrà continuare a pagare gli interessi ai proprietari delle obbligazioni ristrutturate. Il Paese si trova così sull’orlo di un nuovo potenziale default tecnico da 24 miliardi di dollari sul debito emesso nei concambi del 2005 e del 2010.

La decisione del giudice distrettuale di Manhattan, Thomas Griesa, è l’ennesimo capitolo di una saga giudiziaria che si trascina da una decina di anni. E non sarà l’ultimo. In seguito al default da quasi 95 miliardi di dollari, l’Argentina offrì ai possessori di obbligazioni divenute insolventi nuovi bond con uno sconto del 70%. Circa il 92% dei risparmiatori accettarono, anche perché a corto di alternative. Chi non si è rassegnato ha fatto causa al Governo di Buenos Aires.
Il 26 ottobre una corte d’appello statunitense aveva confermato una precedente sentenza di Griesa (82 anni), che imponeva all’Argentina di trattare i detentori di bond insolventi allo stesso modo di quelli che avevano accettato la ristrutturazione e di rimborsare circa 1,3 miliardi di dollari a Nml Capital, il ricorrente che avanza le pretese più consistenti. Il Governo di Buenos Aires aveva immediatamento chiesto di sospendere la decisione in attesa di una nuova pronuncia da parte della corte d’appello. Ma Griesa ha rigettato l’istanza, scrivendo nella sua ordinanza che «meno tempo avrà l’Argentina per sottrarsi ai suoi doveri, meno probabilità ci saranno che lo faccia». Il giudice ha anche citato alcune dichiarazioni del presidente Cristina Kirchner, che aveva assicurato che «non avrebbe pagato un dollaro ai fondi avvoltoi», come chiama i detentori dei bond insolventi. Di fronte a «minacce» di questo genere, sostiene Griesa, era necessario prendere contromisure immediate.
Griesa ha anche ordinato all’Argentina di versare i soldi in un deposito di garanzia prima di continuare a rimborsare i risparmitori “ristrutturati”. Non solo. Se l’Argentina decidesse di ignorare l’ordinanza, gli intermediari finanziari coinvolti nelle operazioni di pagamento (in primo luogo Bank Mellon di New York) potrebbero essere ritenuti responsabili.
L’Argentina è all’angolo. Quest’anno ha in scadenza 4 miliardi di dollari di rimborsi, compresi 3,4 miliardi in warrant legati alla crescita economica il 15 dicembre.
Il Governo ha già fatto sapere che farà appello contro la decisione di Griesa, arrivando fino alla Corte Suprema se necessario. Nei suoi ricorsi sarà affiancata dai risparmiatori e dagli investitori che hanno aderito alla ristrutturazione e che ora rischiano di perdere i propri soldi. Il caso potrebbe costituire un precedente anche per altre ristrutturazioni, compresa quella greca.
Nel frattempo, i bond argentini sono diventati i più cari al mondo da assicurare, secondo Bloomberg. I credit default swap a un anno sono saliti di 224 punti base fino a un picco di 6.506. I warrant denominati in dollari hanno perso il 14%, quelli in pesos il 7,6%. (Source) .

Beh, direi che questa sentenza mette in ginocchio in modo evidente l’Argentina. La frase chiave è la seguente: “ … dovrà pagare anche i possessori di bond che non accettarono la ristrutturazione successiva al default del 2001. Finché non lo avrà fatto, il Governo argentino, inoltre, non potrà continuare a pagare gli interessi ai proprietari delle obbligazioni ristrutturate.”
La Kirchner dice in una nota che Lei tanto farà quello che vuole. Buona parte di questi bond NON ristrutturati sono in mano ad hedge funds che non avevano aderito al piano di ristrutturazione.
Siamo alla vigilia di quello che gli economisti chiamano “default tecnico”. Per circa 24 miliardi di dollari. E ci risiamo.

CDS Argentina
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Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello

Messaggio da rolieg » ven dic 14, 2012 3:31 pm











venerdì 14 dicembre 2012


Argentina. Bloccati gli avvoltoi, ma gli speculatori ancora volteggiano

01:06. | Pubblicato da admin. | . .



Di Claudio Tognonato

La Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello del governo argentino contro la sentenza del giudice Thomas Griesa che aveva chiesto il pagamento immediato dei titoli argentini in default dal 2001. Il provvedimento che è stato sospeso chiedeva di corrispondere ai fondi avvoltoio il cento per cento dei loro titoli, più gli interessi accumulati, tassativamente entro il 15 dicembre prossimo. I fondi avvoltoio rappresentano il nucleo duro dell'economia finanziaria, la loro specialità: giocare d'azzardo in situazioni di crisi o fallimentari. Questi settori vogliono punire l'Argentina che dal 2001 porta avanti politiche contrarie ai consigli del Fondo Monetario Internazionale e al cosiddetto Consenso di Washington che continua ancora oggi a proporre le stesse ricette che hanno portato l'Argentina alla bancarotta. Dopo la crisi del 2001 e per un decennio l'Argentina ha registrato una crescita media intorno al 8% annuo, collocandosi tra i primi paesi emergenti. Il governo ha promosso una raffica di misure nel campo delle politiche sociali, milioni di disoccupati hanno trovato lavoro, mentre lo Stato si è ripreso alcune aziende strategiche precedentemente privatizzati. Il governo ha messo freno alla speculazione finanziaria ed è stata creata un agenzia di esperti per controbattere le graduatorie stilate dalle agenzie di rating che continuano a declassare il paese. Insomma, l'Argentina è un cattivo esempio. I vertici della finanza globale non vedono di buon occhio il successo delle politiche antiliberiste. Questi settori vogliono l'egemonia globale e puntano al fallimento di ogni fede alternativa alla bibbia neoliberista.
La decisione della Corte d'Appello di New York di sospendere il pagamento di 1,33 miliardi di dollari ai fondi speculativi, ha sorpreso positivamente per la sua velocità, ma non risolve la questione, che è stata rimandata al 27 febbraio 2013. A partire da quella data i giudici dovranno pronunciarsi nel merito della questione. La sospensione della sentenza evita la possibilità che l'Argentina entri in un assurdo «default tecnico» in quanto proprio il 15 dicembre erano anche in scadenza i titoli del 93% dei creditori che avevano accettato i termini della ristrutturazione del governo argentino. La sentenza del giudice Griesa aveva stabilito che il mancato pagamento ai fondi avvoltoio avrebbe bloccato i pagamenti degli altri 93% di titoli in scadenza. Ora l'Argentina ha 90 giorni per contrastare la sentenza del giudice di New York. Un'altra dura battaglia contro i fondi avvoltoio la sta portando avanti l'Argentina nel Tribunale del Mare di Amburgo, dopo che il 2 ottobre la magistratura del Ghana ha accolto una richiesta dei fondi avvoltoio e chiesto il sequestro della sua nave ammiraglia, la Fragata Libertad . Proprio pochi giorni fa i rappresentanti dell'Argentina hanno accusato il governo del Ghana di violazione delle norme di diritto internazionale che stabiliscono l'immunità delle navi da guerra. Queste controversie portano alla luce la pericolosa voracità di questi avvoltoi, le loro connivenze ai vertici delle corporazioni, dell'alta finanza e della magistratura in ogni parte del mondo. Attraverso queste manovre riescono a calpestare la sovranità degli stati, colpire paesi e distruggere le loro economie.


Fonte: http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati ... pz/332597/
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Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello

Messaggio da rolieg » ven dic 14, 2012 3:31 pm











venerdì 14 dicembre 2012


Argentina. Bloccati gli avvoltoi, ma gli speculatori ancora volteggiano

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Di Claudio Tognonato

La Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello del governo argentino contro la sentenza del giudice Thomas Griesa che aveva chiesto il pagamento immediato dei titoli argentini in default dal 2001. Il provvedimento che è stato sospeso chiedeva di corrispondere ai fondi avvoltoio il cento per cento dei loro titoli, più gli interessi accumulati, tassativamente entro il 15 dicembre prossimo. I fondi avvoltoio rappresentano il nucleo duro dell'economia finanziaria, la loro specialità: giocare d'azzardo in situazioni di crisi o fallimentari. Questi settori vogliono punire l'Argentina che dal 2001 porta avanti politiche contrarie ai consigli del Fondo Monetario Internazionale e al cosiddetto Consenso di Washington che continua ancora oggi a proporre le stesse ricette che hanno portato l'Argentina alla bancarotta. Dopo la crisi del 2001 e per un decennio l'Argentina ha registrato una crescita media intorno al 8% annuo, collocandosi tra i primi paesi emergenti. Il governo ha promosso una raffica di misure nel campo delle politiche sociali, milioni di disoccupati hanno trovato lavoro, mentre lo Stato si è ripreso alcune aziende strategiche precedentemente privatizzati. Il governo ha messo freno alla speculazione finanziaria ed è stata creata un agenzia di esperti per controbattere le graduatorie stilate dalle agenzie di rating che continuano a declassare il paese. Insomma, l'Argentina è un cattivo esempio. I vertici della finanza globale non vedono di buon occhio il successo delle politiche antiliberiste. Questi settori vogliono l'egemonia globale e puntano al fallimento di ogni fede alternativa alla bibbia neoliberista.
La decisione della Corte d'Appello di New York di sospendere il pagamento di 1,33 miliardi di dollari ai fondi speculativi, ha sorpreso positivamente per la sua velocità, ma non risolve la questione, che è stata rimandata al 27 febbraio 2013. A partire da quella data i giudici dovranno pronunciarsi nel merito della questione. La sospensione della sentenza evita la possibilità che l'Argentina entri in un assurdo «default tecnico» in quanto proprio il 15 dicembre erano anche in scadenza i titoli del 93% dei creditori che avevano accettato i termini della ristrutturazione del governo argentino. La sentenza del giudice Griesa aveva stabilito che il mancato pagamento ai fondi avvoltoio avrebbe bloccato i pagamenti degli altri 93% di titoli in scadenza. Ora l'Argentina ha 90 giorni per contrastare la sentenza del giudice di New York. Un'altra dura battaglia contro i fondi avvoltoio la sta portando avanti l'Argentina nel Tribunale del Mare di Amburgo, dopo che il 2 ottobre la magistratura del Ghana ha accolto una richiesta dei fondi avvoltoio e chiesto il sequestro della sua nave ammiraglia, la Fragata Libertad . Proprio pochi giorni fa i rappresentanti dell'Argentina hanno accusato il governo del Ghana di violazione delle norme di diritto internazionale che stabiliscono l'immunità delle navi da guerra. Queste controversie portano alla luce la pericolosa voracità di questi avvoltoi, le loro connivenze ai vertici delle corporazioni, dell'alta finanza e della magistratura in ogni parte del mondo. Attraverso queste manovre riescono a calpestare la sovranità degli stati, colpire paesi e distruggere le loro economie.


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Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello

Messaggio da rolieg » ven dic 14, 2012 3:32 pm











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Argentina. Bloccati gli avvoltoi, ma gli speculatori ancora volteggiano

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La Corte d'Appello di New York ha accolto l'appello del governo argentino contro la sentenza del giudice Thomas Griesa che aveva chiesto il pagamento immediato dei titoli argentini in default dal 2001. Il provvedimento che è stato sospeso chiedeva di corrispondere ai fondi avvoltoio il cento per cento dei loro titoli, più gli interessi accumulati, tassativamente entro il 15 dicembre prossimo. I fondi avvoltoio rappresentano il nucleo duro dell'economia finanziaria, la loro specialità: giocare d'azzardo in situazioni di crisi o fallimentari. Questi settori vogliono punire l'Argentina che dal 2001 porta avanti politiche contrarie ai consigli del Fondo Monetario Internazionale e al cosiddetto Consenso di Washington che continua ancora oggi a proporre le stesse ricette che hanno portato l'Argentina alla bancarotta. Dopo la crisi del 2001 e per un decennio l'Argentina ha registrato una crescita media intorno al 8% annuo, collocandosi tra i primi paesi emergenti. Il governo ha promosso una raffica di misure nel campo delle politiche sociali, milioni di disoccupati hanno trovato lavoro, mentre lo Stato si è ripreso alcune aziende strategiche precedentemente privatizzati. Il governo ha messo freno alla speculazione finanziaria ed è stata creata un agenzia di esperti per controbattere le graduatorie stilate dalle agenzie di rating che continuano a declassare il paese. Insomma, l'Argentina è un cattivo esempio. I vertici della finanza globale non vedono di buon occhio il successo delle politiche antiliberiste. Questi settori vogliono l'egemonia globale e puntano al fallimento di ogni fede alternativa alla bibbia neoliberista.
La decisione della Corte d'Appello di New York di sospendere il pagamento di 1,33 miliardi di dollari ai fondi speculativi, ha sorpreso positivamente per la sua velocità, ma non risolve la questione, che è stata rimandata al 27 febbraio 2013. A partire da quella data i giudici dovranno pronunciarsi nel merito della questione. La sospensione della sentenza evita la possibilità che l'Argentina entri in un assurdo «default tecnico» in quanto proprio il 15 dicembre erano anche in scadenza i titoli del 93% dei creditori che avevano accettato i termini della ristrutturazione del governo argentino. La sentenza del giudice Griesa aveva stabilito che il mancato pagamento ai fondi avvoltoio avrebbe bloccato i pagamenti degli altri 93% di titoli in scadenza. Ora l'Argentina ha 90 giorni per contrastare la sentenza del giudice di New York. Un'altra dura battaglia contro i fondi avvoltoio la sta portando avanti l'Argentina nel Tribunale del Mare di Amburgo, dopo che il 2 ottobre la magistratura del Ghana ha accolto una richiesta dei fondi avvoltoio e chiesto il sequestro della sua nave ammiraglia, la Fragata Libertad . Proprio pochi giorni fa i rappresentanti dell'Argentina hanno accusato il governo del Ghana di violazione delle norme di diritto internazionale che stabiliscono l'immunità delle navi da guerra. Queste controversie portano alla luce la pericolosa voracità di questi avvoltoi, le loro connivenze ai vertici delle corporazioni, dell'alta finanza e della magistratura in ogni parte del mondo. Attraverso queste manovre riescono a calpestare la sovranità degli stati, colpire paesi e distruggere le loro economie.


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Tango bond, una chance per evitare la prescrizione

Messaggio da rolieg » sab gen 12, 2013 10:27 am

Tango bond, una chance per evitare la prescrizione


http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaTTRchE
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Bond argentini: violazione degli obblighi di informazione

Messaggio da rolieg » lun feb 04, 2013 9:11 am

Bond argentini: violazione degli obblighi di informazione e risoluzione del contratto
Tribunale Piacenza, sentenza 28.07.2009 n° 546 (Manuela Rinaldi)



Senza informazioni idonee circa i rischi a cui potrebbe andar incontro il cliente, per investimenti in titoli di natura speculativa, la banca ha l’obbligo del risarcimento del danno, in quanto la vendita non è trasparente.



In capo all’istituto di credito può configurarsi, infatti, un grave inadempimento contrattuale: per l’ordine di acquisto delle obbligazioni, autonomo dal contratto quadro, può scattare l’obbligo della restituzione.



Il Tribunale di Piacenza con la recente sentenza 546/2009, ha, infatti, condannato una banca al pagamento di circa 22.000 euro in favore di una cliente per un investimento da lei effettuato in titoli di stato argentini, in relazione ad una causa intentata da alcuni consulenti legali dell’associazione di consumatori.



I giudici hanno, inoltre, respinto la richiesta dell’istituto di credito di restituzione delle cedole di interessi percepiti dalla risparmiatrice prima del default dell’Argentina, condannando, altresì, la banca anche al pagamento delle spese legali.





Nella sentenza testualmente si legge che “l’intermediario finanziario è tenuto, nello svolgimento della sua attività, a garantire una conoscenza effettiva del prodotto venduto misurato e rapportato al profilo di investimento del cliente,verificando,ai sensi della previsione di cui all’art. 29 Reg. Consob (espressione del principio della suitability rule), che il cliente abbia compreso le caratteristiche essenziali dell’operazione proposta, non solo con riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali ,ma anche con riferimento alla sua adeguatezza in rapporto alla sua situazione patrimoniale (Tribunale Bologna, 22 maggio 2007; Tribunale Firenze, 18 febbraio 2005).





Con riguardo,quindi,alle modalità attraverso le quali il dovere di informazione sancito dalle disposizioni richiamate si estrinseca si rileva che la stessa normativa richiamata indica quali ne siano le componenti essenziali,costituite dalla sottoscrizione da parte dell’investitore del contratto relativo alle prestazioni del servizio di investimenti e dei servizi accessori (art. 23 TUF e 30 Reg. 11522 del 1998 ) ,dalla consegna al medesimo del documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari, nonché, limitatamente ad ipotesi particolari,mediante consegna del prospetto informativo di cui all’art 94 TUF”.





L’intermediario finanziario – secondo il pensiero del giudice - deve tutelare il mercato oltre che i clienti.



Nella ipotesi in cui il risparmiatore non dica nulla, è compito del professionista del ramo stabilirne la propensione al rischio in base all'età, alla professione e alle condizioni patrimoniali.

Dinanzi alla riservatezza dell'utente sui dati "sensibili" l'area degli investimenti proponibili si restringe, mentre nella specie il rating del titolo è prospettato al cliente senza scala di riferimento: l'equilibrio del rapporto è compromesso, scatta il grave inadempimento contrattuale.



Nello specifico, l’ordine di acquisto non può essere dichiarato nullo ma è ammessa la domanda di risoluzione circoscritta al solo contratto di acquisto del prodotto finanziario.



(Altalex, 14 gennaio 2010. Nota di Manuela Rinaldi)

http://www.altalex.com/index.php?idnot=48628

/bond argentini /intermediario finanziario /risarcimento /Manuela Rinaldi /
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