BPM Convertendo

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BPM Convertendo

Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:40 pm

Comunicato Stampa A.R.T.

A.R.T. associazione risparmiatori,scende in campo sulla questione CONVERTENDO - BPM.
...
Su richiesta dei propi associati: obbligazionisti e azionisti BPM convertendo , a prescindere dallo svolgimento dei fatti a tutti oramai noti.

Il Presidente di A.R.T. Egidio Rolich ha richiesto agli Avvocati dell'Associazione di inoltrare un Esposto alla Procura della Repubblica di Milano per valutare la sussistenza in ipotesi di reato relativamente alle corrette procedure messe in atto da BPM e nella fattispece relative alla leicita' della delibera assembleare sul convertendo.

A.R.T. associazione risparmiatori - Torino 0115681299 www. tangobond.it

To,05/01/2012 ore 18,30
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Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:41 pm

Convertendo Bpm 2009/2013 - 6,75% - Disclaimer



La presente documentazione non può essere pubblicata, distribuita o trasmessa direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti, in Canada, Australia o Giappone. Inoltre tale documentazione non costituisce un'offerta degli strumenti finanziari cui viene fatto riferimento. Tali strumenti finanziari non sono stati e non verranno registrati ai sensi del U.S. SECURITIES ACT del 1933 (il "Securities Act") e non possono essere offerti o venduti negli Stati Uniti, salvo ai sensi di esenzioni applicabili.
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Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:45 pm

Banca Popolare di Milano S.C.a r.l.


REGOLAMENTO DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO

DENOMINATO “CONVERTENDO BPM 2009/2013 - 6,75%”
Articolo 1 - Importo, titoli e prezzo di emissione
Il prestito obbligazionario a conversione obbligatoria denominato “Convertendo BPM 2009/2013 - 6,75%”
(il “Prestito Obbligazionario” o “Prestito”), di valore nominale complessivo pari ad Euro 695.535.200, è
costituito da n. 6.955.352 di obbligazioni che si convertiranno automaticamente a scadenza (le
“Obbligazioni” e singolarmente l’“Obbligazione”), del valore nominale unitario di Euro 100 (il “Valore
Nominale”), emesse da Banca Popolare di Milano S.c. a r.l. (la “Banca”) in data 3 luglio 2009 (la “Data di
Emissione”) ad un prezzo di emissione pari al 100% del Valore Nominale.
Le Obbligazioni saranno immesse nel sistema di gestione accentrata Monte Titoli S.p.A. (“Monte Titoli”) in
regime di dematerializzazione ai sensi del Decreto Legislativo 24 giugno 1998, n. 213 e delle relative norme
di attuazione.
La consegna delle Obbligazioni avverrà mediante messa a disposizione dei sottoscrittori (gli
“Obbligazionisti”) per il tramite degli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di
Monte Titoli S.p.A. (gli “Intermediari Aderenti”) entro il decimo giorno lavorativo successivo alla Data di
Emissione.
Articolo 2 - Data di Godimento
Le Obbligazioni hanno godimento dal 3 luglio 2009 (“Data di Godimento”).
Articolo 3 - Durata del Prestito
Il Prestito avrà durata dal 3 luglio 2009 fino all’1 giugno 2013 (la “Data di Scadenza”).
Alla Data di Scadenza le Obbligazioni non ancora convertite in base a quanto previsto nell’articolo 7 saranno
convertite automaticamente ai sensi dell’articolo 6 e alle condizioni ivi previste.
Articolo 4 - Interessi
Dalla Data di Godimento (inclusa) le Obbligazioni fruttano l’interesse annuo lordo del 6,75% calcolato sul
valore nominale delle Obbligazioni, pagabile annualmente in via posticipata. Gli interessi maturati, (calcolati
secondo la convenzione ACT/365), sono posti in pagamento il 1 giugno di ciascun anno (la “Data di
Pagamento”), dall’1 giugno 2010 all’1 giugno 2013 compresi.
La prima cedola (in pagamento l’1 giugno 2010) avrà durata dalla Data di Godimento (inclusa) all’1 giugno
2010 (escluso).
Nel caso in cui il godimento delle Obbligazioni cessi prima della Data di Scadenza per effetto di quanto
stabilito all’articolo 7 del presente regolamento, nessun diritto potrà essere vantato dagli Obbligazionisti
sugli interessi che siano decorsi dalla Data di Pagamento precedente alla Data di Conversione.
Articolo 5 - Natura giuridica delle Obbligazioni
Le Obbligazioni costituiscono obbligazioni dirette, generali, incondizionate e non subordinate della Banca e
saranno considerate in ogni momento di pari grado tra di loro e almeno di pari grado con le altre obbligazioni

il seguito su :
http://www.bpm.it/strumentifinanziari/p ... o-def2.pdf
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Da: Corriere della Sera.

Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:46 pm

Risparmio Le proteste all' assemblea, poi il via libera al taglio
«Noi del convertendo Bpm, peggio dei Tango bond»

MILANO - «Chi aveva i bond dell' Argentina ha ripreso il 30%. A noi nemmeno il 10%». Si sentono traditi. Hanno sempre avuto fiducia nella «loro» banca, «la banca non di Milano ma dei milanesi». Alla Bpm hanno il conto personale, della moglie, dei figli. Molti sono azionisti e hanno sottoscritto anche l' ultimo aumento di capitale. Come d' altronde hanno sempre fatto ogni volta che serviva una mano. Anche nel 2009, con il maledetto «convertendo», emesso per 475 milioni in abbinata con la richiesta di 500 milioni di Tremonti Bond. La banca lo aveva piazzato a 15 mila correntisti, spesso inconsapevoli di acquistare non una normale obbligazione ma un derivato, per giunta non quotato. Ieri i bondholder sono stati convocati in assemblea per decidere se accettare di anticipare alla prossima settimana la chiusura del prestito a un prezzo di conversione non di 6 ma di 2,71 euro. A decidere se perdere subito l' 80% dell' investimento o lasciare tutto così fino al 2013. Nella sala delle Colonne di Piazza Meda ne sono arrivati un centinaio. Pensionati, qualche professionista, donne di casa. Tutti con una gran voglia di riversare la rabbia su chi quel prodotto l' ha pensato e venduto. Di chiedere le dimissioni dei responsabili. E di non essere messi con le spalle al muro. «Meritiamo una punizione. Abbiamo sbagliato a fidarci di un tranello concepito proprio perché la banca andava male. Dobbiamo dire no» ha esordito un obbligazionista ultraottantenne, accompagnato sul podio dal badante. «Li ho sottoscritti - spiega un altro - perché me la proponeva la persona a cui ho affidato i miei risparmi. E invece mi ha portato a perdere l' 80% in due anni. È vergognoso». C' è chi ha investito i denari della suocera «classificata con profilo di rischio basso», racconta, quasi vergognandosi di aver seguito i consigli del bancario di fiducia: «Lui chissà se le ha sottoscritte. Qui di dipendenti Bpm non ne vedo». Uno però c' era. L' unico tra i vertici a presentarsi all' assemblea: il direttore generale Enzo Chiesa, all' epoca del convertendo condirettore generale. In platea era seduto anche Piero Lonardi, consigliere di sorveglianza di Bpm che ieri ha proposto di rinviare a giugno l' assemblea e migliorare la proposta. Per le modalità con cui il convertendo è stato collocato Chiesa è stato multato dalla Consob per 377 mila euro insieme ad altri due manager di Bpm. Sempre sulle modalità della vendita è in corso anche un' inchiesta della Procura di Milano, e le associazioni dei consumatori hanno annunciato esposti e class action per chiedere i danni. «Dire che provo imbarazzo è poco» ha esordito Chiesa, prendendo la parola con un' ammissione di colpa che per un attimo sembrava poter stemperare il clima. «Non è tanto per la multa, che pagherò, e per la perdita registrata dal convertendo e dalle azioni Bpm - ha poi aggiunto, però -. Ma perché si mette in dubbio la mia buona fede all' inizio». Il manager ha spostato sulla crisi di mercato, che pure ha avuto un ruolo nelle maxiperdite sul convertendo, la colpa di tutto. Non ha motivo per farsi da parte: «Le dimissioni sono una cosa mia, personale». Lui stesso ha sottoscritto 100 mila euro di bond convertibili, racconta rispondendo alla richiesta di un obbligazionista. Che come molti altri alla fine si è dovuto rassegnare. I risparmiatori-clienti-obbligazionisti hanno fatto quel che potevano, votando compatti in 121, con 101.394 obbligazioni, contro la proposta fermandosi però sotto il 2,5%. Il voto per delega, come nelle migliori tradizioni della Bpm, con il 53,78% ha cancellato le incertezze facendo passare la delibera. Federico De Rosa RIPRODUZIONE RISERVATA

De Rosa Federico
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Clienti in rivolta sul convertendo Bpm

Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:48 pm

Clienti in rivolta sul convertendo Bpm

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Finanza e Mercati > Azioni
Clienti in rivolta sul convertendo Bpm
Monica D'AscenzoCronologia articolo23 dicembre 2011
In questo articoloArgomenti: Mercato azionario | Enzo Chiesa | Consob | Altroconsumo | Federconsumatori | Fiorenzo Dalu | Borsa Valori | Banca Popolare di Milano | Borsa di Milano
..Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 23 dicembre 2011 alle ore 06:41.

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L'assemblea degli obbligazionisti della Banca Popolare di Milano ha approvato la proposta di ristrutturazione del prestito convertendo 2009/2013. Eppure le oltre tre ore di confronto dell'assise sono state tutt'altro che indolori. «Questo è un imbroglio colossale». «Anche chi ha sottoscritto i bond argentini ha recuperato il 30%: qui siamo al 10%». «Questa truffa non deve passare, deve intervenire la Procura di Milano». «Sono qui per votare contro». «Il direttore generale Enzo Chiesa si dimetta». Sono solo alcuni stralci degli interventi dei piccoli obbligazionisti, che si sono susseguiti per quasi quattro ore e che hanno messo in imbarazzo il direttore generale di Bpm, Enzo Chiesa. «Dire che sono imbarazzato è poco ma non tanto per la multa, che pagherò, e non per la perdita registrata dal convertendo e dalle azioni Bpm. Ma perché si mette in dubbio la mia buona fede all'inizio» ha spiegato Chiesa, aggiungendo: «se solo avessi saputo che la crisi avrebbe avuto un impatto così forte sui titoli della banca, non avrei assolutamente mai pensato di poter fare una cosa di questo tipo». Inoltre il direttore generale ha assicurato che «non ci sono stati premi per la vendita del convertendo, come la Consob ha constatato» e a chi gli chiedeva di dimettersi ha risposto che «le dimissioni sono una cosa personale».
L'assemblea dei bondholder ha, infine, approvato la proposta di ristrutturazione del prestito convertendo 2009/2013 con una maggioranza del 53,7% contro una percentuale di rpesenti pari al 56,4% degli obbligazionisti. A seguito delle modifiche, gli obbligazionisti vedranno convertiti i bond in azioni di nuova emissione il 29 dicembre 2011, anziché il primo giugno 2013, e riceveranno 3,88 euro per ogni obbligazione come rata degli interessi maturati dall'ultima data di pagamento.
L'operazione era stata già oggetto di contestazioni. «L'anticipo della scadenza del convertendo Bpm dal primo giugno 2013 al 29 dicembre 2011 causerà agli obbligazionisti una perdita tra il 50 e il 70%» aveva denunciato Altroconsumo, presentando un esposto alla Consob «perchè riaccenda i riflettori sul cambio forzato delle regole gioco, deciso univocamente a partita ancora in corso». La Consob, peraltro, aveva già indagato sul convertendo Bpm. Il collocamento «spinto» da parte della banca è costato a tre alti dirigenti della banca una multa complessiva di 377 mila euro. La Consob ha sanzionato con 175 mila euro a testa l'ex direttore generale dell'istituto, Fiorenzo Dalu, il suo successore, Enzo Chiesa, nonché con 27.600 euro il responsabile della funzione compliance, Ivano Venturini. I tre dirigenti sono stati multati per le irregolarità accertate agli sportelli della Bpm dove i dipendenti della banca, modificando il profilo di rischio dei clienti per renderlo idoneo all'acquisto del convertendo e adottando prassi commerciali non corrette, hanno spinto per piazzare l'obbligazione a correntisti che non avevano un profilo idoneo a sottoscrivere titoli complessi e illiquidi quale appunto il convertendo. Sull'argomento rilancia anche Federconsumatori, che ha dato mandato a un collegio di legali, coordinato dall'avvocato Massimo Cerniglia, di predisporre una class action contro la Bpm.
L'approvazione della ristrutturazione del convertendo è stata, comunque, salutata con favore dai mercati. A Piazza Affari ieri il titolo della banca ha chiuso le contrattazioni con un balzo del 5,08% terminando a quota 0,31 euro per azione. Intanto i vertici continuano a lavorare per poter individuare e nominare un consigliere delegato a inizio 2012 e avviare così un nuovo corso per la banca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza- ... d=AaJRztWE
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Messaggio da rolieg » gio gen 05, 2012 5:52 pm

News Finanza & Economia » Banca Popolare di Milano » Ristrutturazione bond Convertendo Bpm 2009/2013: class action consumatori
Banca Popolare di Milano, Hot News
Ristrutturazione bond Convertendo Bpm 2009/2013: class action consumatori
Obbligazionisti convocati per domani, rischiano fino al 90% del loro investimento
21-12-2011, ore 12:54 - 1 Commento Federconsumatori studia ipotesi class action contro Banca Popolare di Milano. Domani assemblea obbligazionisti. – L’associazione dei consumatori Federconsumatori ha dato mandato a uno studio legale, coordinato dall’Avvocato Massimo Cerniglia di studiare la presentazione di un’azione collettiva contro il piano di ristrutturazione del bond della Banca Popolare di Milano “Convertendo Bpm 2009/2013 6,75%”, su cui è chiamata ad esprimersi l’assemblea degli obbligazionisti, convocata per domani. Sono oltre 15 mila i risparmiatori che potranno partecipare alla riunione, anche se ci si attende una bassa partecipazione, dovuta soprattutto alla consapevolezza che poco potrà l’assemblea, visto che, comunque vada, quasi certamente non potranno evitare fortissime perdite sul loro investimento, sotto forma di minusvalenze.

Per questo, i consumatori si stanno mobilitando e per Bpm si rischia l’apertura di un altro capitolo giudiziario, dopo l’avvio delle indagini da parte della Procura di Milano e la sanzione comminata dalla Consob a tre dirigenti della banca, tra cui il direttore generale Enzo Chiesa, per un valore complessivo di 377 mila euro.

Il bond era stato emesso nel 2009, ma di fatto di tratterebbe di un titolo derivato, presentando così un alto profilo di rischio. Non avendo ottenuto riscontro tra gli investitori istituzionali, il prestito convertendo fu offerto soprattutto agli stessi clienti della Bpm, ossia al canale retail, con un profilo di rischio non tale da rendere possibile il collocamento.

Per questo, Consob avviò un’indagine, che si chiuse con la comminazione della suddetta sanzione a carico di Piazza Meda, mentre la Procura di Milano sta ancora indagando,

Ma se questa storia era già sorta con il piede sbagliato, adesso rischia di concludersi tragicamente per gli obbligazionisti, che qualche giorno fa hanno appreso del piano di ristrutturazione varato dalla banca, che prevede l’anticipo della data del rimborso del bond convertendo, dalla scadenza fissata al 30 giugno 2013 al 29 dicembre del 2011 (tra una settimana). Ma tale rimborso avverrebbe al prezzo di conversione non più di 6 euro, bensì di 2,71 euro.

In sostanza, facendo quattro calcoli, si scopre che chi aveva investito nel bond 10 mila euro, adesso si ritroverebbe in mano 3.690 azioni a un prezzo di 2,71, ma il loro valore di mercato sarebbe di appena 1.070 euro, vista l’attuale quotazione di 0,29 euro per azione. La perdita, in questo caso, sfiorerebbe il 90%.

Certo, si dovrebbe tenere anche conto del rendimento annuo del 6,75%, che al netto diverrebbe del 4,90%, in quanto tali interessi sono tassati con aliquota al 27%, essendo considerati frutto di prodotti atipici; ma in ogni caso, la perdita sarebbe nettissima e per quasi il totale del valore investito.

Un pò meglio andrebbe per quanti avessero approfittato della possibilità di sottoscrivere 92 nuove azioni a un prezzo unitario di 0,30 euro per ciascuna obbligazione. In questo caso, infatti, lo stesso obbligazionista, avendo investito altri 2760 euro, in sede di aumento di capitale, si ritroverebbe in mano un numero di azioni pari a 3.690 + 9200 = 12.890, che valutate al corso attuale di 0,29 euro, darebbero una perdita complessiva vicina al 70%.

Attraverso questa conversione del debito in azioni, Bpm punterebbe a racimolare tra gli 80 e i 90 punti base di Core Tier1, in osservanza di quanto imposto dalla Banca d’Italia, ma a costo di fare subire gravissime perdite ai risparmiatori.

Questi ultimi, tuttavia, difficilmente eviterebbero una forte minusvalenza, per cui l’assemblea di domani è solo poco più che rituale. Bisogna, semmai, vedere se gli obbligazionisti punteranno a conservare il loro bond fino alla scadenza, magari in previsione di un rapporto di conversione più favorevole. O ancora, potrebbero convertire già entro l’anno le obbligazioni detenute, ma sperando in una risalita del titolo Bpm, che tamponerebbe le loro perdite.
Leggi altre news su : 75%, assemblea obbligazionisti, Banca D'Italia, Banca Popolare di Milano, bond della Banca Popolare di Milano, class action Bpm, Consob, Convertendo Bpm 2009/2013 6, Direttore Generale, Enzo Chiesa, Federconsumatori, ristrutturazione bond Covertendo Bpm

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