UBI il titolo a perso il 90% in quattro anni .

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
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UBI il titolo a perso il 90% in quattro anni .

Messaggio da rolieg » lun ott 31, 2011 2:38 pm

http://www.azionistiubi.it/sites/defaul ... 111128.pdf

UBI il titolo a perso il 90% in quattro anni .
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Se mandassimo a casa gli incompetenti....forse ??

Messaggio da rolieg » mer dic 14, 2011 9:25 am

Sarebbe forse il caso di defenestrare, con rito immediato gli incompetenti che hanno portato l'istituto in questa situazione e chiedere loro anche i danni.
Si sa' gli incompetenti e disonesti agiscono in piena liberta' e dispongono gli atti ,anche quelli piu' infami nei confronti della clientela, quando pagheranno questi signori ??
Quando non sara' piu' consentito di collocare al retail titoli che poi si rivelano tossici e/o spazzatura.
Quando in questo istituto ci saranno persone che capiranno che l'unica risorsa e il cliente e se fidelizzato e meglio !!
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Messaggio da rolieg » lun mar 12, 2012 8:51 am

Un vero e proprio smottamento di poltrone coinvolge il gruppo Ubi. Si va dall'uscita di alcuni private banker, fino all'ammutinamento della Bdg di Lugano


Il Gruppo Banca Carige per aprire la sede di Banca Cesare Ponti nella zona di Brescia e della Brianza ha strappato 9 private banker dalla rete Ubi, tutti ex Commercio e Industria ora in Banca Popolare di Bergamo.

In particolare si tratta dell'ex area manager di Brescia Pierluigi Pietta, seguito dai banker Paolo Ferretti, Marcello Malagoli ed Elena Boldi a Brescia. Mentre ad Arcore hanno fatto il loro ingresso in Banca Cesare Ponti Pietro Villa. A Monza, invece, gli ex-Ubi sono Simone Forza, De Guglielmo e Lino Mariani, a Cassina de Pecchi Luca Ricotti.

Non solo. Le cattive notizie per il gruppo Ubi arrivano anche dalla Bdg di Lugano: sembra vi siano state le dimissioni di tutto il team private della banca controllata da Ubi.
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La “pax” di Ubi banca minacciata da nuove associazioni

Messaggio da rolieg » lun mar 12, 2012 8:56 am

La “pax” di Ubi banca minacciata da nuove associazioni e vecchi campanili
Antonio Vanuzzo
In Ubi banca ci sono più associazioni di azionisti che azionisti. Nell’ultimo anno ne sono nate ben tre. Due delle quali, la cuneese “Tradizione in Ubi banca” e l’associazione “Azionisti di Ubi banca”, che fa capo all’onorevole Pdl Giorgio Jannone, si sono federate con l’obiettivo di scardinare gli equilibri tra i soci storici di Bergamo e Brescia. Per la legge sui doppi incarichi, inoltre, Ubi perderà il consigliere di sorveglianza Giovanni Bazoli, già presidente di Intesa Sanpaolo. Intanto la banca ha deliberato il riacquisto di titoli Tier 1 per 435 milioni di euro. Un modo facile e veloce per incrementare ulteriormente il patrimonio di vigilanza ed evitare nuove ricapitalizzazioni.

.Finanza8 febbraio 2012 - 11:22
Grandi manovre in Ubi banca. Nonostante il titolo abbia perso il 45,9% da un anno a questa parte, e ieri l’agenzia di rating Fitch l’abbia messo in credit watch negativo, i piccoli azionisti dovrebbero sentirsi nella classica “botte di ferro”, tutelati dal florilegio di associazioni che sono sorte tra metà 2011 e inizio 2012.

Accanto alle tradizionali Associazione banca lombarda e piemontese e Amici di Ubi banca, che rappresentano gli storici azionisti bresciani e bergamaschi, nel febbraio di un anno fa è nata l’associazione Tradizione in Ubi banca – emanazione della Cassa di risparmio di Cuneo – in agosto l’associazione Azionisti di Ubi banca, guidata dal presidente delle Cartiere Pigna Giorgio Jannone, e infine, la scorsa Epifania, l’Associazione dei cittadini e dipendenti soci di Ubi banca, che fa capo al sindacato Uilca. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

In attesa del via libera di Bankitalia sul metodo advanced per calcolare gli impieghi, che dovrebbe portare un beneficio di 50 punti base al Tier 1 (5-700 milioni di euro) e dal bond convertibile da 640 milioni di euro, ieri il cda ha dato mandato al consigliere delegato Victor Massiah di procedere con il riacquisto di tutti i propri strumenti Tier 1 in circolazione, per un valore nominale di 453 milioni di euro. L’operazione di buyback, che segue quelle annunciate da Unicredit e Banco Popolare (a cui seguirà Intesa Sanpaolo), è rivolta principalmente agli investitori internazionali e prevede il pagamento in denaro dell’80% del valore nominale per le tre tipologie di bond coinvolti. Un modo conveniente per alzare i requisiti patrimoniali in vista dei requisiti previsti da Basilea III. Nei nove mesi del 2011 l’utile netto è infatti sceso a 182,6 milioni di euro (251,7 milioni al 30 giugno) i crediti dubbi lordi sono saliti a 8,5 miliardi con un tasso di copertura in calo al 26% (27,5% al primo semestre), su un patrimonio di base pari a 8,4 miliardi di euro e impieghi totali per 102,7 miliardi di euro. Numeri a cui si aggiungono svalutazioni sugli avviamenti per 4,2 miliardi e la sempre più probabile rinuncia al dividendo sull’esercizio 2011.

Scampato o quasi il pericolo di dover chiedere ai propri soci di mettere mano nuovamente al portafoglio a pochi mesi dall’aumento di capitale da un miliardo di euro chiuso la scorsa estate – secondo l’Eba, per raggiungere un coefficiente di vigilanza Tier 1 del 9%, la banca necessitava di ulteriori 1,4 miliardi – i grandi elettori degli organi sociali stanno già testando le alleanze in vista della cruciale assemblea del prossimo aprile, che potrebbe alterare non poco gli equilibri di governance anche se gli attuali vertici scadono nel 2013.

La carne al fuoco è tanta: dalla ridefinizione del piano industriale al 2015 (in cui si prevedeva una crescita del Pil italiano dell’1,3% per il 2013, un’ipotesi molto lontana dalla realtà attuale che vede l’Italia in recessione) alla riorganizzazione della controllata Centrobanca dopo il buco lasciato dal fallimento della maison Mariella Burani. E, non ultimo, il completo assorbimento di Banca 24 in seguito a un’ispezione di Bankitalia, che ha rilevato carenze di controlli nella gestione del rischio di credito.

Un episodio, quest’ultimo, minimizzato da un esponente di vertice di Ubi, che spiega a Linkiesta: «Come numero e portata le verifiche non sono né minori né più rilevanti rispetto a quelle normalmente condotte sugli altri istituti di credito italiani». Sebbene la parola d’ordine sulla bocca di tutti sia “vicinanza al territorio”, è l’inevitabile razionalizzazione di attività e sportelli che spaventa i tanti campanili riuniti sotto l’ombrello della banca. Un piano che, allo stato attuale, sembra escludere il complicato passaggio dal modello mutualistico a voto capitario a quello della società per azioni. Infine, altra missione delicata, bisognerà trovare un sostituto di Giovanni Bazoli, che per via della nuova legge sui doppi incarichi dovrà lasciare la poltrona di consigliere di sorveglianza, ricoprendo già il ruolo di presidente del consiglio di sorveglianza della diretta concorrente Intesa Sanpaolo, di cui Ubi peraltro possiede una quota pesantemente svalutata.

Il deputato del Pdl Giorgio Jannone si vanta di essere stato il primo, alla fine della scorsa estate, ad aver suonato la campana per il salotto buono della banca lombarda, che include industriali come Beretta e Lucchini: «Ho provato a smuovere le acque, che erano immobili da secoli» dice a Linkiesta. Come? Fondando l’Associazione azionisti di Ubi banca: «Mi occupo di banche da sempre, sono stato consigliere del Credito Bergamasco e la mia famiglia è azionista storica di Ubi. Vedendo che il valore del titolo continuava a scendere, ho provato a raccogliere un gruppo numeroso di azionisti, in termini di teste più che di azioni possedute, per provare a partecipare maggiormente alla vita societaria della banca». «Con l’associazione», prosegue Jannone, «abbiamo raccolto tantissimi soci, che arrivano anche dalla sponda dell’ex Banco di Brescia». Quindi dal nucleo di Bazoli.

Obiettivo dichiarato: ottenere la maggioranza nell’assemblea del prossimo aprile per imprimere una svolta alla gestione. I numeri potrebbero anche esserci: l’alleato di Jannone, che ha raccolto finora 5mila soci, è l’associazione “Tradizione in Ubi banca”, espressione dell’anima cuneese della Banca regionale europea, nata dalla fusione della Cassa di risparmio di Cuneo con la Banca del Monte di Lombardia, a sua volta confluita nell’orbita Ubi assieme alla Bpu e alla Popolare di Bergamo. «Oltre al crollo del valore del titolo, che dal 2007 a oggi è diminuito da circa 20 euro a 3 euro», lamenta Dario Alfero, presidente dell’associazione, che conta 1.400 soci, «non condividiamo le decisioni assunte l’anno scorso in merito alla governance della Banca Regionale Europea, con la sostituzione di un presidente manager con un presidente di pura rappresentanza». Ai piemontesi non è andato giù il turnover ai vertici di Bre (controllata al 75% da Ubi e al 25% dalla Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo) dove Luigi Rossi di Montelera ha preso il posto di Pietro Bertolotto: «Il rischio è che la banca, diretta da un management non piemontese, veda attenuarsi lo storico rapporto con il territorio», osserva ancora Alfero. La prossima settimana è previsto un confronto tra i due enti per discutere delle strategie da mettere in campo in vista del prossimo aprile. Riunione in cui, secondo indiscrezioni, si discuterà anche della possibile trasformazione di Ubi in Spa.

L’asse ha fatto storcere il naso allo storico polo bergamasco riunito negli Amici di Ubi banca – che conta un migliaio di soci – secondo cui Jannone non ha fatto altro che sfruttare abilmente il malcontento che serpeggiava tra i soci quando è stato deliberato l’aumento di capitale da 1 miliardo di euro, accusando i vertici di mala gestione.

Un’altra risposta tanto all’iniziativa di Jannone, quanto alla razionalizzazione della banca, sembra essere l’Associazione dei cittadini e dipendenti soci di Ubi, una cinquantina di iscritti finora. «La traccia a cui ci ispiriamo è quella degli Amici della Bpm» osserva il presidente Flaviano Marini, sindacalista Uilca, che spiega: «vogliamo stare fuori dai giochi di potere ma essere l’ago della bilancia. L’obiettivo della nostra associazione è di portare gli interessi di chi ritiene importante il modello sociale della banca, e non solo i dati economici». Detta in altre parole, avere più voce in capitolo nella contrattazione sull’aggiornamento del piano industriale, che prevede la chiusura di 84 sportelli e la ridefinizione d’uso di altri 38 senza, per ora, ricadute occupazionali.

Insomma, la guerra per la “valorizzazione del territorio” è iniziata, e l’asse lombardo-piemontese potrebbe scardinare il tradizionale sodalizio democristiano tra la Leonessa e la città orobica. Tra qualche mese la resa dei conti.



antonio.vanuzzo@linkiesta.it

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Consiglio direttivo Ass:UBI

Messaggio da rolieg » lun mar 12, 2012 8:57 am

Oggi 9-3-2012 alle ore 17,00 partecipo alla assemblea dell'associazione AZIONISTI UBI BANCA - presso La Cartiera Paolo PIGNA S.p.A. in Alzano Lombardo - e indetto il Consiglio Direttivo allargato a tutti gli associati, Presiede il Presidente Dott.Giorgio Jannone.
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Strategie comuni di “Tradizione in Ubi”

Messaggio da rolieg » lun mar 12, 2012 8:59 am

Strategie comuni di “Tradizione in Ubi” di Cuneo e “Associazione Azionisti Ubi” di Bergamo in vista dell’assemblea dei soci della banca ad aprile
I PRESIDENTI DARIO ALFERO E GIORGIO JANNONE SI INCONTRANO LUNEDI' POMERIGGIO PER DEFINIRE UN PERCORSO UNITARIO DEI MIGLIAIA DI ISCRITTI
Si terrà lunedì 12 marzo a Bergamo (ore 16,30) la conferenza delle associazioni degli azionisti “Associazione Tradizio...ne in UBI Banca” con sede a Cuneo e “Associazione Azionisti UBI Banca” con sede a Bergamo che contano alcune migliaia di iscritti.
Dario Alfero e Giorgio Jannone, presidenti delle principali associazioni degli azionisti UBI (Cuneo e Bergamo), presso l’Hotel Mercure di Viale Papa Giovanni XXIII n. 100, a Bergamo, presenteranno le comuni strategie e materie da porre all’ordine del giorno in vista della prossima assemblea dei soci di UBI Banca, fissata per il giorno 27 aprile 2012.
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Jannone “demolisce” Ubi Banca

Messaggio da rolieg » mar mar 13, 2012 9:11 am

Jannone “demolisce” Ubi Banca

Immagine

BERGAMO — Una disamina spietata. Venti minuti per demolire, pezzo dopo pezzo, Ubi Banca e prepararsi a ricostruirla. Giorgio Jannone, presidente dell’Associazione Azionisti Ubi di Bergamo ha convocato i giornalisti per mettere sulla graticola gli attuali vertici dell’Istituto bancario nel tentativo di rivitalizzarlo e renderlo più efficiente.

“Non ci interessa entrare nella banca in questa fase” ha precisato Jannone che con la sua associazione ha raccolto finora oltre 2800 azionisti. Lo showdown con l’attuale managment però è solo rimandato. Al 2013 quando l’assemblea andrà ad elezioni “e allora lì si vedrà chi ha il sostegno reale degli azionisti” ha precisato il parlamentare.

“Il nostro intento non è polemizzare ma proporre soluzioni positive e rigorose” ha spiegato Jannone, affiancato da Dario Alfero, presidente dell’Associazione di Cuneo. Ma intanto l’analisi della magagne è puntuale e micidiale. “Siamo preoccupati dall’andamento del gruppo” ha detto Jannone snocciolando la lista della cose che non vanno. Dal progressivo distacco con il territorio bergamasco e le imprese, vero capitale dell’istituto bancario, alle decisioni importanti accentrate verso la holding, dai compensi troppo elevati del managment alle dispendiose consulenze esterne, dalla disaffezione dei dipendenti alle critiche dei sindacati, dal piano industriale “totalmente disatteso” alle “sofferenze fra le più alte del sistema”, fino al titolo precipitato e ai capitali conseguentemente bruciati. “Noi vogliamo un nuovo modello di banca federale – ha aggiunto Jannone – un modello snello per evitare sprechi” per un istituto di credito che attualmente conta 241 amministratori e 90 sindaci, “con incarichi elargiti a pioggia” mentre il numero dei correntisti è drammaticamente calato.

http://youtu.be/uCKEF0oDyRg
Ubi Banca: la disamina di Giorgio Jannone 3

I risultati di bilancio molto negativi, il crollo dei titoli in Borsa, la probabile assenza di dividendi da distribuire ai soci, la diminuzione verticale del numero di conti corrente, l’andamento preoccupante delle controllate, le recenti aspre critiche e prese di posizione dei principali sindacati, i ripetuti rilievi delle autorità di vigilanza impongono rapidi cambiamenti gestionali che i soci non possono più attendere, pena la distruzione dell’antico patrimonio delle banche facenti parte del Gruppo UBI (come sta avvenendo per molte controllate). Nel contempo, le due associazioni, evidenziano molti tra Consiglieri di Gestione e di Sorveglianza del Gruppo UBI, cumulano cariche in contrasto con il disposto dell’articolo 36 della L. n. 214 del 22.12.2011 che vieta la contestuale appartenenza a organi statutari di società concorrenti.

http://youtu.be/5w6ZiLJ6VvM
Ubi Banca: la disamina di Giorgio Jannone 2

Le due associazioni di Cuneo e Bergamo hanno inoltre evidenziato la necessità di convocare al più presto l’assemblea straordinaria dei soci per modificare l’art.30 dello Statuto Societario che risulta in palese contrasto con il disposto dell’art.36 sopra citato.

http://youtu.be/_WGXNpADfko
Ubi Banca: la disamina di Giorgio Jannone

Alfero e Jannone hanno illustrato il piano comune strategico volto alla gestione delle prossime assemblee dei soci, annunciando la volontà di presentare liste comuni per il Consiglio di Sorveglianza e di Gestione.

Secondo Giorgio Jannone “siamo certi di aver ormai i numeri necessari per conquistare tutte le maggioranze assembleari. Da qui alla prossima Assemblea del 2013, assise in cui tutte le cariche statutarie giungeranno a fine mandato, o meglio ancora, da qui alla prima scadenza assembleare, saremo comunque pronti alla conta, anche per garantire l’atteso ricambio”.
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Assemblea Ubi, Jannone all'attacco.

Messaggio da rolieg » mar mar 13, 2012 10:54 am

Assemblea Ubi, Jannone all'attacco:
«Siamo pronti alla conta»

Le associazioni degli azionisti di Bergamo e Cuneo contestano duramente la gestione del gruppo bancario


Giorgio Jannone
Nel corso della conferenza stampa indetta dalle associazioni degli azionisti di UBI Banca di Cuneo e di Bergamo, i Presidenti Dario Alfero e Giorgio Jannone hanno illustrato il piano comune strategico volto alla gestione delle prossime assemblee dei soci, annunciando la volontà di presentare liste comuni per il Consiglio di Sorveglianza e di Gestione. I risultati di bilancio molto negativi, il crollo dei titoli in Borsa, la probabile assenza di dividendi da distribuire ai soci, la diminuzione verticale del numero di conti corrente, l’andamento preoccupante delle controllate, le recenti aspre critiche e prese di posizione dei principali sindacati, i ripetuti rilievi delle autorità di vigilanza impongono rapidi cambiamenti gestionali che i soci non possono più attendere, pena la distruzione dell’antico patrimonio delle banche facenti parte del Gruppo UBI (come sta avvenendo per molte controllate).

Nel contempo, le due associazioni, evidenziano molti tra Consiglieri di Gestione e di Sorveglianza del Gruppo UBI, cumulano cariche in contrasto con il disposto dell’articolo 36 della L. n. 214 del 22.12.2011 che vieta la contestuale appartenenza a organi statutari di società concorrenti. Le due associazioni di Cuneo e Bergamo hanno inoltre evidenziato la necessità di convocare al più presto l’assemblea straordinaria dei soci per modificare l’art. 30 dello Statuto Societario che risulta in palese contrasto con il disposto dell’art. 36 sopra citato. Secondo Giorgio Jannone “siamo certi di aver ormai i numeri necessari per conquistare tutte le maggioranze assembleari. Da qui alla prossima Assemblea del 2013, assise in cui tutte le cariche statutarie giungeranno a fine mandato, o meglio ancora, da qui alla prima scadenza assembleare, saremo comunque pronti alla conta, anche per garantire l’atteso ricambio”.
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“Tradizione in Ubi” di Cuneo e “Associazione Azionisti”

Messaggio da rolieg » mar mar 13, 2012 11:04 am

“Tradizione in Ubi” di Cuneo e “Associazione Azionisti” Bergamo pronte a contarsi in assemblea con liste comuni per i Consigli della banca

I PRESIDENTI DELLE DUE ASSOCIAZIONI HANNO ESPRESSO PREOCCUPAZIONE PER I RISULTATI DI BILANCIO E L'ANDAMENTO DEL TITOLO IN BORSA. "RICAMBIO"
I presidenti Alfero (Cuneo) e Jannone (Bergamo) hanno illustrato il piano strategico volto alla gestione delle assemblee dei soci, annunciando la volontà di presentare liste comuni per Consiglio di Sorveglianza e di Gestione. Vedi Bergamonews.

L’hanno fatto nel corso della conferenza, indetta dalle principali associazioni degli azionisti di UBI Banca di Cuneo e di Bergamo.

I risultati di bilancio molto negativi, il crollo dei titoli in Borsa, la probabile assenza di dividendi da distribuire ai soci, la diminuzione verticale del numero di conti corrente, l’andamento preoccupante delle controllate, le recenti aspre critiche e prese di posizione dei principali sindacati, i ripetuti rilievi delle autorità di vigilanza impongono rapidi cambiamenti gestionali che i soci non possono più attendere, pena la distruzione dell’antico patrimonio delle banche facenti parte del Gruppo UBI (come sta avvenendo per molte controllate).

Nel contempo, le due associazioni, evidenziano molti tra Consiglieri di Gestione e di Sorveglianza del Gruppo UBI, cumulano cariche in contrasto con il disposto dell’articolo 36 della L. n. 214 del 22.12.2011 che vieta la contestuale appartenenza a organi statutari di società concorrenti.

Le due associazioni di Cuneo e Bergamo hanno inoltre evidenziato la necessità di convocare al più presto l’assemblea straordinaria dei soci per modificare l’art. 30 dello Statuto Societario che risulta in palese contrasto con il disposto dell’art. 36 sopra citato.

Secondo Giorgio Jannone “siamo certi di aver ormai i numeri necessari per conquistare tutte le maggioranze assembleari. Da qui alla prossima Assemblea del 2013, assise in cui tutte le cariche statutarie giungeranno a fine mandato, o meglio ancora, da qui alla prima scadenza assembleare, saremo comunque pronti alla conta, anche per garantire l’atteso ricambio”.

http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id= ... rimapagina
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