Bond più sicuri, ci pensa la CONSOB

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rolieg
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Bond più sicuri, ci pensa la CONSOB

Messaggio da rolieg » mar gen 18, 2011 9:02 am

Bond più sicuri, ci pensa la CONSOB

dell’authority: una ventina i pareri in tutto. Oltre alle associazioni di categoria e a quelle dei consumatori, anche studi legali e docenti universitari.
Nel provvedimento (che ha la veste giuridica di una raccomandazione) si chiede agli emittenti di inserire, nei prospetti informativi delle obbligazioni, tre indicatori sintetici del profilo di rischio e dei rendimenti potenziali

(grado di rischio, scenari probabilistici dell’investimento finanziario, orizzonte temporale d’investimento).

Modifiche già chieste dalla Consob per gli Oicr (fondi e Sicav) e per le polizze «finanziarie ».
Ora però la regola verrà introdotta pure per obbligazioni strutturate (con derivati sottostanti) e semplici plain vanilla.

Per i clienti è sicuramente uno strumento in più: sul prospetto si leggerà, per esempio, che «il rendimento è positivo ma inferiore
a quello dell’attività finanziaria priva di rischio
» (è una delle frasi nello schema Consob) assieme alla percentuale di probabilità. E quindi che il bond della banca XY ha il 70% di probabilità di far peggio di un BTP.
Tutto bene dunque? C’è qualcuno che mette in guardia dall’eccessivo entusiasmo.
Ci si domanda se sia davvero utile rappresentare all’investitore la probabilità di perdita ricorrendo a una percentuale.
Una percentuale ad esempio molto bassa non finirebbe per dare un messaggio troppo rassicurante all’investitore?

Oltre ai dubbi ci sono anche i mugugni delle banche sugli ulteriori costi che comporterà quest’approfondimento di informazione.

Tanto che qualche istituto sta pensando di puntare di nuovo sul risparmio gestito, sui fondi comuni in particolare. Dal documento Abi
(l’associazione delle banche) presentato in consultazione, emerge però un altro elemento: la raccomandazione Consob potrebbe portare gli emittenti italiani a valutare concretamente il ricorso del passporting dei prospetti. Ovvero andare in Lussemburgo a farsi approvare il bond dall’authority locale per poi collocarlo in Italia. La disciplina comunitaria lo permette. Ma c’è qualche controindicazione: I principali distributori (di prodotti finanziari, ndr)italiani prediligono l’uso di una documentazione di offerta “italiana”, approvata dalla Consob, più gradita alla clientela. Optare per la passaportazione significa quindi, spesso, precludersi determinati canali di distribuzione.
La raccomandazione Consob sui bond non è un provvedimento obbligatorio. Chi non lo fa però rischia di essere bollato come «poco trasparente» e veder quindi storcere il naso al cliente di turno.

Ma stavolta pare che l’Italia abbia anticipato l’Europa: la commissione Ue infatti sta per modificare la direttiva prospetti (datata 2003). E la comparabilità tra prodotti finanziari diversi, è una delle più rilevanti modifiche in arrivo. Euroburocrazia permettendo, nel 2011 la normativa Ue entrerà in vigore e a quel punto bisognerà adeguarsi per forza.
rolieg

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