Crack dei bond argentini: occhio alla prescrizione .

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rolieg
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Crack dei bond argentini: occhio alla prescrizione .

Messaggio da rolieg » mar gen 11, 2011 10:50 am

Crack dei bond argentini: occhio alla prescrizione .

Giovedì 28 Ottobre 2010 08:49 . .di Giovanni Ruotolo

C'è una data a cui fare attenzione, è quella del 23 dicembre 2011 quando scatterà la prescrizione sul crack dei bond argentini. Fra il 1999 e il 2001 questi titoli sono stati venduti soprattutto a piccoli risparmiatori che all'antivigilia di Natale di 10 anni fa hanno scoperto di avere in mano un mucchio di carta straccia. «La questione dei bond argentini - spiega Egidio Rolich, presidente dell'Associazione Risparmiatori Tangobond – sono stati l'apripista di tutti i default della nuova finanza creativa. Tutti i meccanismi che si sono replicati anche in altri casi come Cirio e Parmalat». Il default colpì oltre 450 mila famiglie italiane per un controvalore di oltre 14 miliardi di euro. Solo in Piemonte ci sono 45000 di queste famiglie che hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo di euro. Ancora a oggi sono ancora molte di queste rischiano di non avere nessun risarcimento.

Cosa possono fare i risparmiatori?

«Chi è stato danneggiato dai bond argentini, se non ha già provveduto a mettere in mora la banca e bloccare la prescrizione ha tempo fino al 23 dicembre 2011 – spiega Rolich – la data di partenza è quella in cui si ritiene che l'informazione sul default sia stata resa pubblica, ossia il 23 dicembre 2001. Anche coloro che hanno aderito alle offerte di scambio del 2005 e del 2010 dell'Argentina che prevedono un recupero di non oltre il 30% del capitale investito, devono sapere che hanno diritto di rivalersi, per la restante parte sull'intermediario finanziario, ossia le banche. Questo consentirà, se fanno la messa in mora, di avere ancora 10 anni di tempo per decidere se fare causa, e comunque di concorrere a quei benefici riservati solo a chi ha provveduto alla messa in mora».

Ci sono state altre iniziative per aiutare i risparmiatori a recuperare almeno in parte i loro soldi?

Un tentativo c'è stato nel 2005 con la Tfa, ossia Task Force Argentina, emanazione dell'Abi, presieduta da Nicola Stock, che ha tentato un arbitrato internazionale per costringere l'Argentina a risarcire i risparmiatori. In occasione della seconda Ops, però, su 180 mila risparmiatori, 120 mila sono usciti dall'Icsid, la procedura di arbitrato internazionale e hanno accettato il concambio. Mi auguro che anche gli altri 60 mila, rimasti attaccati alla giacca di Stock seguano l'esempio e mettano in mora le banche per riottenere indietro i loro risparmi prima della scadenza del termine»

In molti hanno timore o poca fiducia a fare causa ad una banca, cosa si può dire a questi risparmiatori?

«È comprensibile, quando si affronta una causa che può durare anche due o tre anni, ma a marzo del 2011 entra in vigore l'istituto della conciliazione obbligatoria che sarà sicuramente uno strumento che aiuterà i risparmiatori. Peraltro l'Associazione Risparmiatori Tangobond offre il servizio di Transazione Stragiudiziale Collettiva. Noi ci siamo fatti carico del problema di centinaia di migliaia di risparmiatori che possono essere in difficoltà a mettere in mora la banca anche per la difficoltà a rivolgersi ad un legale».

I dati, infatti indicano che una messa in mora "fai da te" rischia di essere assolutamente inefficace. Attraverso il servizio Tsc,
l'Associazione Risparmiatori Tangobond dà la possibilità a chi aderisce all'associazione di mettere in mora la banca in maniera corretta senza dover sostenere alcun costo se non l'iscrizione all'Associazione che è di 50 euro una tantum.

Come sono andate le cause contro le banche?

«Fino ad ora l'Associazione ha preferito la transazione stragiudiziale, in ogni caso le cause che sono state intentate sono state regolarmente vinte, ma la cosa più importante è che sono andate in porto un gran numero di transazioni che hanno permesso ai risparmiatori di recuperare almeno il 70-80% del capitale investito nel giro di 4-6 mesi contro una durata media di un processo civile di circa tre anni».
rolieg

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