Risparmio gestito - Parliamo di Prip

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Risparmio gestito - Parliamo di Prip

Messaggio da rolieg » gio dic 23, 2010 7:04 am

Risparmio gestito - Parliamo di Prip

di Giacomo Nero
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La normativa sui PRIP saprà inaugurare una nuova era per la tutela dei risparmiatori? di Peter Grimmett, Head of Fund Regulatory Development, M&G.


Il 26 novembre la Commissione Europea ha emesso l’atteso documento di consultazione sui PRIP - Prodotti d'Investimento Preassemblati. A mio giudizio il raggio d’azione della direttiva è meno ambizioso di quanto avrebbe potuto essere, e questo è davvero deludente, considerando che si è dibattuto molto su questa normativa negli ultimi mesi.

Da tempo si è convenuto sul fatto che prodotti d’investimento retail in competizione tra loro – dai prodotti UCITS, alle polizze unit linked, ai fondi pensione e i prodotti bancari strutturati – non sono venduti o distribuiti secondo una competizione “ad armi pari” all’interno dell’Unione Europea. Sono anche presenti incongruenze sugli obblighi informativi all’investitore. Da una parte ci sono gli UCITS, prodotti fortemente regolati, con elevati obblighi informativi: infatti da luglio 2011 la direttiva UCITS IV introdurrà nuovi obblighi informativi agli investitori nella forma di un documento di sintesi di facile consultazione, il KIID – Key Investor Information Document. Dall’altra, esistono prodotti retail caratterizzati da poca trasparenza su costi, commissioni, livello di rischio e così via.

La consultazione della Commissione è un tentativo di rimediare a questa competizione impari, ma a mio avviso non affronta il problema in modo adeguato, né darà una risposta a come la vendita di questi prodotti possa essere regolata da un’unica direttiva armonizzata.

Uno degli impegni più onerosi per gli investitori è sul fronte previdenziale, eppure le pensioni non sono ad oggi incluse nel raggio d’azione della proposta di direttiva. Non mi convince il fatto che il ritardo nell’affrontare la vendita dei prodotti previdenziali ai risparmiatori europei venga giustificato semplicemente dicendo che esistono molte altre iniziative in atto in questo ambito. Gli investitori non dovrebbero essere costretti ad aspettare degli anni per avere informazioni chiare e sintetiche sulla natura di questi prodotti d’investimento, specialmente perché nessuno è in grado di stabilire quando la complessa normativa previdenziale pan-europea sarà ultimata, se mai lo sarà. Di conseguenza, nell’Unione Europea persiste il rischio di episodi di mis-selling di prodotti previdenziali; e non è neanche da molto che il Regno Unito ha dovuto affrontare un grande scandalo di mis-selling in questo ambito

La Commissione propone di affrontare in modo armonizzato solo l’area degli obblighi informativi, attraverso un’unica direttiva che includa i prodotti d’investimento retail. Questa è una buona notizia e il fatto che il KIID degli UCITS sarà usato come benchmark è degno di merito. È invece preoccupante che si sia persa l’opportunità di affrontare le modalità di vendita di questi prodotti secondo un’unica direttiva. La Commissione sostiene che sarebbe meglio affrontare le “procedure di vendita” su base settoriale, ad esempio con la Insurance Mediation Directive Review per i prodotti assicurativi. Il problema è che la tempistica prevista per la IMD Review potrebbe portare a un ritardo nell’implementazione, esito incoerente con l’impegno a realizzare una competizione “ad armi pari” con gli altri prodotti. Questo significa anche che gli investitori rimarranno impelagati in una sfilza di diverse normative, quando invece la direttiva PRIP avrebbe potuto riunirle tutte in una.

L’attenzione dovrebbe essere rivolta a cosa è meglio per i risparmiatori, garantendone la tutela in modo coerente, a prescindere dal tipo di prodotto. La Commissione corre il rischio di non dare agli investitori quello di cui hanno bisogno: trasparenza sui prodotti d’investimento, semplicità, fiducia nel settore del risparmio, e la possibilità di scegliere le modalità in cui preferiscono fruire della consulenza finanziaria.








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