Giovanni Ruotolo Giornalista Economico.

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Giovanni Ruotolo Giornalista Economico.

Messaggio da rolieg » sab ott 30, 2010 8:39 am


L'inflazione riparte: stangata sulle famiglie
Venerdì 29 Ottobre 2010 17:36

di Giovanni Ruotolo

I prezzi ripartono: ad ottobre l'inflazione è aumentata dell'1,7% rispetto all'ottobre del 2009 e dello 0,2% rispetto al mese di settembre 2010. Nei paesi di Eurostat l'inflazione è dell'1,9%. La colpa, secondo i ricercatori, è soprattutto nell'aumento dei prezzi dei carburanti. La reazione delle associazioni di consumatori non si è fatta attendere: secondo il Codacons, questi dati sembrano giustificare la previsione di una stangata minima di 191 euro a famiglia, su base annua, per la sola voce degli alimentari, stangata che potrebbe essere ancora maggiore a fronte di una ripresa significativa della domanda. Ricordiamo, infatti, che per gli alimentari gli italiani hanno tirato la cinghia ininterrottamente dal 2006 ad oggi, diminuendo gli acquisti, in termini quantitativi, del 10% in 4 anni»
«Inaccettabile ed inammissibile – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - che in una situazione come quella che il Paese attraversa, il tasso di inflazione torni a crescere». Secondo Federconsumatori e Adusbef, i dati attuali sono il segno di un forte disagio delle famiglie anche in relazione ai dati della disoccupazione, fissata dall'Ista all'8,3% e dalla Banca d'Italia all'11,1%. Le associazioni di consumatori denunciano anche un calo dei consumi anche nel settore alimentare, anche questo effetto della crisi: «il potere di acquisto delle famiglie diminuisce di giorno in giorno facendo registrare, secondo i dati dell'O.N.F. l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, una contrazione de -9,6% dal 2007 ad oggi. Di fronte a questa situazione, prezzi e tariffe che tornano inspiegabilmente a salire avranno ricadute estremamente negative non solo sul benessere delle famiglie, ma anche sull'intera economia del Paese».
Secondo Federconsumatori la stangata sarà di 1118 euro a famiglia per colpa degli aumenti di prezzi e tariffe, nel 2010, una stangata di ben 1.118 Euro annui a famiglia, che si aggiungono ai 510 euro in più di spesa a causa dell'inflazione. «Non ci stancheremo mai di ripetere, quindi, che senza una ripresa della domanda interna, non andremo da nessuna parte. Non si può affidare il traino dell'economia solo ed unicamente alle esportazioni, soprattutto nel clima incerto e sempre più competitivo che caratterizza i mercati internazionali».
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Crack dei bond argentini: occhio alla prescrizione .

Messaggio da rolieg » sab ott 30, 2010 8:42 am

Crack dei bond argentini: occhio alla prescrizione .

Giovedì 28 Ottobre 2010 08:49 .
di Giovanni Ruotolo


C'è una data a cui fare attenzione, è quella del 23 dicembre 2011 quando scatterà la prescrizione sul crack dei bond argentini. Fra il 1999 e il 2001 questi titoli sono stati venduti soprattutto a piccoli risparmiatori che all'antivigilia di Natale di 10 anni fa hanno scoperto di avere in mano un mucchio di carta straccia. «La questione dei bond argentini - spiega Egidio Rolich, presidente dell'Associazione Risparmiatori Tangobond – sono stati l'apripista di tutti i default della nuova finanza creativa. Tutti i meccanismi che si sono replicati anche in altri casi come Cirio e Parmalat». Il default colpì oltre 450 mila famiglie italiane per un controvalore di oltre 14 miliardi di euro. Solo in Piemonte ci sono 45000 di queste famiglie che hanno perso complessivamente oltre 1 miliardo di euro. Ancora a oggi sono ancora molte di queste rischiano di non avere nessun risarcimento.

Cosa possono fare i risparmiatori?

«Chi è stato danneggiato dai bond argentini, se non ha già provveduto a mettere in mora la banca e bloccare la prescrizione ha tempo fino al 23 dicembre 2011 – spiega Rolich – la data di partenza è quella in cui si ritiene che l'informazione sul default sia stata resa pubblica, ossia il 23 dicembre 2001. Anche coloro che hanno aderito alle offerte di scambio del 2005 e del 2010 dell'Argentina che prevedono un recupero di non oltre il 30% del capitale investito, devono sapere che hanno diritto di rivalersi, per la restante parte sull'intermediario finanziario, ossia le banche. Questo consentirà, se fanno la messa in mora, di avere ancora 10 anni di tempo per decidere se fare causa, e comunque di concorrere a quei benefici riservati solo a chi ha provveduto alla messa in mora».

Ci sono state altre iniziative per aiutare i risparmiatori a recuperare almeno in parte i loro soldi?

Un tentativo c'è stato nel 2005 con la Tfa, ossia Task Force Argentina, emanazione dell'Abi, presieduta da Nicola Stock, che ha tentato un arbitrato internazionale per costringere l'Argentina a risarcire i risparmiatori. In occasione della seconda Ops, però, su 180 mila risparmiatori, 120 mila sono usciti dall'Icsid, la procedura di arbitrato internazionale e hanno accettato il concambio. Mi auguro che anche gli altri 60 mila, rimasti attaccati alla giacca di Stock seguano l'esempio e mettano in mora le banche per riottenere indietro i loro risparmi prima della scadenza del termine»

In molti hanno timore o poca fiducia a fare causa ad una banca, cosa si può dire a questi risparmiatori?

«È comprensibile, quando si affronta una causa che può durare anche due o tre anni, ma a marzo del 2011 entra in vigore l'istituto della conciliazione obbligatoria che sarà sicuramente uno strumento che aiuterà i risparmiatori. Peraltro l'Associazione Risparmiatori Tangobond offre il servizio di Transazione Stragiudiziale Collettiva. Noi ci siamo fatti carico del problema di centinaia di migliaia di risparmiatori che possono essere in difficoltà a mettere in mora la banca anche per la difficoltà a rivolgersi ad un legale».

I dati, infatti indicano che una messa in mora "fai da te" rischia di essere assolutamente inefficace. Attraverso il servizio Tsc,
l'Associazione Risparmiatori Tangobond dà la possibilità a chi aderisce all'associazione di mettere in mora la banca in maniera corretta senza dover sostenere alcun costo se non l'iscrizione all'Associazione che è di 50 euro una tantum.

Come sono andate le cause contro le banche?

«Fino ad ora l'Associazione ha preferito la transazione stragiudiziale, in ogni caso le cause che sono state intentate sono state regolarmente vinte, ma la cosa più importante è che sono andate in porto un gran numero di transazioni che hanno permesso ai risparmiatori di recuperare almeno il 70-80% del capitale investito nel giro di 4-6 mesi contro una durata media di un processo civile di circa tre anni».
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Irlanda, casse vuote entro metà del 2011 .

Messaggio da rolieg » gio nov 25, 2010 5:35 pm

Irlanda, casse vuote entro metà del 2011 .

Giovedì 25 Novembre 2010 15:16 .

.di Giovanni Ruotolo

Entro la metà dell'anno prossimo le casse irlandesi rimarranno desolatamente vuote. Lo ha detto il ministro delle Finanze Brian Lenihan che però ha anche detto che fino a quel momento Dublino non avrà le necessità di emettere nuovi bond. Mentre il livello della crisi dell'ex tigre celtica resta ancora preoccupante e sono ancora in corso le trattative sugli aiuti europei con Unione Europea e Fondo monetario internazionale, quello che è certo che l'Irlanda non intende cedere sulla tassa sulle imprese.

Il premier Brian Cowen ha confermato ufficialmente che il piano di aiuti ammonterà a 85 miliardi di euro che si accompagneranno alla manovra quadriennale da 15 miliardi su cui il parlamento si pronuncerà il prossimo 7 dicembre. La manovra, per il 40%, sarà attuata nel 20111 e che conterrà, oltre alle misure già anticipate, anche aumento di due punti dell'Iva entro il 2014, un taglio della spesa sociale per 2,8 miliardi di euro e il taglio di quasi 25mila posti di lavoro nell'impiego pubblico, il che vuol dire tornare ai livelli occupazionali del 2005. gli stipendi dei neo assunti nel lavoro pubblico saranno tagliati del 10%. taglio di un euro anche per il salario minimo orario.

Il piano si basa sulla previsione di una crescita del pil del 2,75% sempre entro il 2014. Spettatrici interessate della situazione sono le banche tedesche che, stando a quanto reso noto dalla Banca dei regolamenti internazionali, sono fra le più esposte nei confronti del sistema finanziario irlandese (138 miliardi) insieme quella del Regno Unito. Il paese, però, verso cui le banche tedesche sono più esposte, però è la Spagna, uno di quelli che si trova nella condizione poco invidiabile di trovarsi fra i paesi Pigs, insieme a Grecia, Portogallo e appunto l'Irlanda. Nei confronti dell'Italia, invece, l'esposizione delle banche tedesche è di 153,7 miliardi.
Facile capire come la paura di un eurocontagio sia forte perchè un'eventuale salvataggio di Spagna o Italia verrebbe a pesare sulla struttura del fondo salvastati in maniera decisamente più drammatica. Secondo il presidente del Consiglio Europeo, Van Rompuy, i timori di un'espansione ad altri paesi della crisi irlandese sono "infondati" perché si tratta di situazioni molto diverse fra di loro, mentre il presidente della Commissione Barroso, è sceso in campo a difesa dell'euro «è disonesto suggerire che l'euro sia la causa dei problemi attuali e la prova anche anche paesi che sono fuori dall'euro stanno avendo una grave crisi economica»

rolieg

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