dai Tribunali alcune chicche interessanti.

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rolieg
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dai Tribunali alcune chicche interessanti.

Messaggio da rolieg » mer ott 13, 2010 2:06 pm

Sugli obblighi informativi in capo all'intermediario finanziario -

Sull'offering circular
" l'intermediario deve garantire una informazione concreta ed effettiva sul titolo negoziato in modo da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumersi consapevolmente i rischi dell'investimento compiuto, in particolare quando l'offerta del titolo sul mercato è riservata ad investitori qualificati…In mancanza di prospetto informativo, le informazioni essenziali sul titolo obbligazionario devono essere comunicate attraverso la consegna al cliente dell'offering circular, soprattutto quando il documento contiene notizie allarmanti in merito alla solidità patrimoniale della società emittente" (Trib. Genova 26.6.2006 n. 2525 ).

" poiché l'offering circular costituisce il principale documento informativo attraverso il quale vengono rese note agli investitori istituzionali le caratteristiche delle obbligazioni emesse sull'euromercato, la mancata conoscenza e acquisizione da parte dell'intermediario di detto documento costituisce una grave carenza informativa ed una violazione dei doveri imposto dal TUF agli intermediari" (Trib. Rimini 22.3.2006 n. 531).


Sulle cedole:
"Se l'operazione finanziaria viene dichiarata nulla o risolta, il cliente deve restituire i titoli in suo possesso, ma non anche gli interessi cedolari maturati prima del défault obbligazionario, in quanto trattasi di frutti percepiti dal risparmiatore in buona fede e, comunque di una prestazione già eseguita, alla quale rimane indifferente la sopravvenuta risoluzione del contratto" (Trib. Genova 26.6.2006 n. 2525; conf. Trib. Mantova 25.10.2007 n. 99/08; Trib. Torino 4.6.09). Tale principio è stato affermato anche dalla Corte d'Appello di Brescia: " …ad abundantiam si aggiunge che gli odierni appellanti, ai quali va senza dubbio riconosciuta la buona fede, non potrebbero essere tenuti alla restituzione dei frutti delle cose dovute ex art. 2033 c.c. se non dalla data della domanda" (C.A. Brescia 20.7.2007 n. 739);

" … la domanda con cui l'intermediario finanziario chiede, ex art. 2033 c.c., la restituzione delle cedole obbligazionarie percepite dall'investitore prima del default, può essere accolta solo nel caso in cui riesca a fornire la prova della mala fede dell'accipiens nella percezione di tali somme, costituendo le stesse frutti civili dell'investimento " (Tribunale di Torino 4.6.2009).

"... parte attrice …è tenuta alla restituzione dei titoli argentini acquistati, ma non del controvalore delle cedole riscosse giacché a prescindere da ogni altra considerazione le relative somme sono state versate dalla Stato argentino e non dalla banca e non sono quindi oggetto degli effetti restitutori reciproci della sentenza di nullità" (Trib. Torino 12-17 marzo 2010 n. 1822/10).



Sull'inadeguatezza dell'operazione di investimento e sulla mancata segnalazione per iscritto delle ragioni di inadeguatezza



"Le operazioni di acquisto di strumenti finanziari (nel caso di specie obbligazioni Argentina) compiute fuori dai mercati regolamentati, nel periodo di vigenza della Delibera Consob 23 dicembre 1998, n. 11768 prima delle modifiche apportate dalla Delibera Consob 18 aprile 2001, n. 13085, non potevano essere eseguite dagli intermediari se non previa espressa e specifica autorizzazione da parte dell'investitore. In difetto l'intermediario aveva l'obbligo di astenersi; conseguentemente l'esecuzione dell'operazione in assenza dei requisiti previsti dalla succitata delibera Consob concretizza il nesso causale tra inadempimento della banca e danno subito dall'investitore"( Trib. Torino 27 ottobre 2009).

" L'art. 29 del reg. Consob n. 11522/98, il quale pone a carico dell'intermediario l'onere di informare l'investitore dell'inadeguatezza dell'operazione e delle ragioni che ne sconsigliano l'attuazione, ha introdotto una vera e propria regola di validità del contratto di acquisto degli strumenti finanziari, un elemento costitutivo attinente alla struttura e al contenuto - che deve risultare da atto scritto o con forma equivalente - posto a tutela di interessi pubblicistici di rango costituzionale (quali il risparmio e l'esigenza di trasparenza dei mercati finanziari), con la conseguenza che la violazione di tale precetto comporta la nullità del contratto ai sensi dell'art. 1418, comma 1, cod. civ " (Trib. Ravenna 12 ottobre 2009).

rolieg

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