A rischio i prospetti trasparenti

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rolieg
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A rischio i prospetti trasparenti

Messaggio da rolieg » mer set 29, 2010 8:27 am

A rischio i prospetti trasparenti

La Consob europea pronta a cancellare le tabelle di probabilità dai vademecum per i prodotti d'investimento Protestano le associazioni, esultano le banche. Ok del Consiglio Ue alla direttiva sui documenti azionari
di Francesco Ninfole

In questi giorni si sta combattendo una battaglia che potrebbe compromettere la chiarezza dei prospetti informativi sui prodotti finanziari. Le lobby finanziarie europee sono a un passo da una significativa vittoria, che metterebbe in discussione la qualità delle informazioni per gli investitori. A rischio è in particolare la pubblicazione delle tabelle di probabilità: indicatori che permettono di capire le percentuali secondo cui uno strumento finanziario otterrà un rendimento positivo o negativo oppure superiore-inferiore rispetto a un'attività priva di rischio (per esempio, titoli di Stato). Le tabelle, che sono state impiegate in alcune recenti emissioni di Bpm e Banco Popolare, evidenziano i rischi per gli investitori senza utilizzare una terminologia tecnica: chiunque può comprendere il grado di rischiosità di strumenti che presentano, per esempio, il 70% di probabilità di rendimento negativo (come nel caso del convertendo Bpm). E ora questi indici sintetici potrebbero sparire dai prospetti. L'ipotesi si è concretizzata dopo la consultazione del Cesr (il regolatore europeo dei mercati) che ha delineato le linee guida sul documento di sintesi kii (key investor information) nell'ambito del recepimento della direttiva Ucits. L'occasione è stata la base per definire le informazioni riassuntive che precedono i prospetti (i fondi storicamente fanno da apripista per gli altri strumenti). Ebbene, nella bozza del Cesr le tabelle di probabilità non sono neppure proposte. Il modello del regolatore europeo, influenzato dalle pressioni del settore finanziario, si basa invece sugli scenari «what if», ovvero rappresentazioni dell'andamento del prodotto in caso di scenari favorevole, sfavorevole e neutrale. Il punto chiave è però che così non c'è indicazione delle probabilità di realizzazione degli scenari. In poche parole: gli investitori sapranno che cosa accadrà in caso di shock, ma senza sapere se si tratta di un rischio concreto.

La consultazione sul tema, che si è tenuta in tempi stretti in piena estate, ha scatenato le proteste di esperti e associazioni di investitori. «Le proposte Cesr portano a informazioni fuorvianti per i piccoli risparmiatori, per i quali sarà quasi impossibile definire i rendimenti futuri», ha sottolineato EuroInvestors, l'associazione europea degli investitori. «I profitti per gli emittenti sono spesso garantiti da derivati, su cui non c'è adeguata informativa». L'Ires ha invece ricordato che la preferenza per le tabelle di probabilità è emersa dalle precedenti consultazioni pubbliche e da studi analizzati dalla Commissione Ue. «Il documento Cesr rappresenta un inatteso e significativo passo indietro», ha aggiunto Riccardo Cesari, docente di matematica finanziaria all'università di Bologna. Gli operatori perciò hanno chiesto un nuovo test sulle preferenze dei risparmiatori e il lancio di una seconda bozza-consultazione, con l'obiettivo di introdurre gli scenari probabilistici. I tempi però sono piuttosto stretti: la direttiva deve essere introdotta entro luglio. Se non verranno apportate le modifiche, l'influenza delle norme comunitarie si farà sentire anche sulla Consob, che ha seguito una linea diversa e in una recente raccomandazione ha invitato gli emittenti a inserire proprio tali gli scenari probabilistici. Le proposte del Cesr hanno invece ottenuto l'approvazione dell'associazione bancaria europea («il risultato è molto buono») e, in Italia, di Assogestioni e Abi. Quest'ultima ha apprezzato «l'obbligo di precisare che gli scenari what if non hanno le stesse probabilità di realizzazione, ma senza l'indicazione delle probabilità associate a ogni scenario, che dipendono da assunzioni statistiche che possono differire». L'Abi ha contrastato l'uso di scenari probabilistici anche nelle consultazioni che hanno preceduto la raccomandazione Consob. Intanto il Consiglio Ue ha adottato la direttiva che riduce gli obblighi per i prospetti azionari, con risparmi previsti per 300 milioni di euro l'anno.
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Messaggio da rolieg » gio ott 14, 2010 6:55 am

HELP !!!! poveri noi !!
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