OPS Argentina

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OPS Argentina

Messaggio da rolieg » dom mar 14, 2010 7:52 pm

BUENOS AIRES - Ufficializzata l'offerta. Il governo argentino ha formalizzato lo swap dei bond in default che riguarda 18,3 miliardi di dollari di cui 4,5 in mano agli investitori italiani. Il decreto é stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale argentina e il prospetto è stato pubblicato (vedi il sito www.Argentina2010offer.com). Lunedì a Roma verrá lanciata l'offerta: il ministro argentino dell'Economia, Amado Boudou, e il sottosegretario Hernan Lorenzino presenzieranno all'evento.
La Task force argentina, guidata da Nicola Stock, interpellata ieri da Il Sole-24Ore, sta analizzando con attenzione la proposta argentina e nei prossimi giorni esprimerá un valutazione.
Boudou prevede che aderiscano i grandi investitori istituzionali in possesso di bond per almeno 10 miliardi di dollari e per questo ha ribadito di attendere un'accettazione di almeno il 60% del totale. Analisti locali e di Wall Street assicurano però che dovrebbe essere almeno del 75 per cento. Dieci giorni fa Boudou, rivolgendosi ai risparmiatori italiani, ha dichiarato di sperare che «dopo il primo errore, comperare titoli di Stato argentini negli anni '90, e il secondo, non accettare lo swap del 2005, non commettano il terzo di rifiutare anche l'ultima offerta».
Se questi pronostici verranno confermati, vi sará una sostanziale adesione degli investitori italiani che, va rilevato, sono in possesso di quasi un terzo dei bond in default.
Nei giorni scorsi Lorenzino ha reso noto che contemporaneamente al lancio dell'offerta, inizieranno i road show: le cittá interessate, secondo quanto annunciato a Buenos Aires, saranno Lussemburgo, New York, Francoforte, Parigi, Londra, Tokyo e Roma.
La proposta é sostanzialmente analoga a quella del 2005. L'offerta prevede due nuovi titoli: Discount, con scadenza 2033, prevede un taglio pari al 66,3%, e Par, cioé senza taglio del valore nominale, con scadenza 2038. Ai piccoli risparmiatori, che detengano titoli per un valore non superiore ai 50mila dollari, verranno corrisposti interessi in contanti dal 31 dicembre 2003. L'offerta si protrarrà per 30 giorni. Quella destinata agli investitori retail si chiuderá una settimana dopo il termine dell'offerta per i buoni Discount.
Entrambe le opzioni sono a disposizione per i piccoli investitori e per quelli istituzionali.
L'ok della Consob e dell'authority del Lussemburgo, precedute da quelle della Sec Usa e della Germania e del Giappone, è arrivato all'indomani di un'attesa risoluzione del giudice di New York, Thomas Griesa, che ha rigettato una richiesta di un gruppo di investitori individuali - tra i quali alcuni italiani. È stato questo il fattore che, secondo gli analisti, ha definitivamente avviato il concambio.

1 Maggio 2010

Ultima modifica di rolieg il mer mag 05, 2010 4:13 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggio da rolieg » mar mag 04, 2010 7:45 am

«Questa è l'ultima opportunità per i risparmiatori italiani». Il ministro per le finanze argentino, Amado Boudou, ha cominciato da Roma il road-show europeo per convincere i creditori ad aderire alla nuova offerta di scambio sui Tango bond. Ma ha subito fatto capire che, aderiscano o meno i risparmiatori italiani, l'Argentina ha già la certezza, garantita da un gruppo di titolari di grandi crediti sui Tango bond, che le adesioni supereranno il 60 per cento. Boudou ha anche ammesso che l'offerta presentata la scorsa settimana (il prospetto è disponibile sul sito www.argentina2010offer.com) non è migliorativa rispetto a quella avanzata nel 2005 e alla quale aveva aderito il 76 per cento dei creditori.

L'offerta, al via dal 3 maggio, si protrarrà fino al 7 giugno per gli investitori retail, cioè coloro che hanno crediti per ammontari fino a 50 mila dollari. Per questi soggetti è prevista l'assegnazione (l'offerta Par) di nuovi bond, con scadenza 2038, per un valore pari al 100% di quello nominale dei Tango bond finiti in default più una somma in contanti pari a 823 dollari per gli interessi non pagati tra il 2001 e il 2009. Il plafond complessivo a disposizione, però, non supera i 2 miliardi di dollari.

Per gli investitori con ammontari superiori a 50 mila dollari è prevista un'offerta discount (che scadrà il 12 maggio) con l'assegnazione di nuovi bond pari al 33,7 per cento del valore delle obbligazioni finite in default, più un pagamento degli interessi arretrati previsto in titoli.

Sono 180 mila i risparmiatori italiani ancora in possesso di Tango per un controvalore totale di 4,5 miliardi. I rappresentanti del governo argentino hanno specificato che per aderire all'offerta è necessario recedere dal mandato eventualmente conferito ad associazioni per rappresentare i propri interessi. Ma non è chiaro se questo implichi la rinuncia ad azioni legali, come per coloro che hanno deciso di aderire all'iniziativa della Task Force Argentina (Tfa) che ha promosso un'azione presso l'Icsid. Il Codacons ha invitato i risparmiatori che intendono aderire all'offerta «a non firmare alcun documento che escluda le responsabilità delle banche e, quindi, la possibilità di intentare causa contro gli istituti di credito che hanno venduto bond argentii nel nostro Paese». (L.Ser.)

3 maggio 2010
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ULTIMA POSSIBILITA’ PER I BONDHOLDERS

Messaggio da rolieg » mer mag 05, 2010 3:24 pm

ULTIMA POSSIBILITA’ PER I BONDHOLDERS


Immagine
protesta dei Bondholders


E’ un vero e proprio ultimatum quello presentato in questi giorni a Roma dal ministro dell’Economia argentina Amando Boudou relativo alle Obbligazioni Tangobond.
Infatti a quasi dieci anni dal dafault del 23.12.2001, che ha visto coinvolti circa 460.000 risparmiatori italiani per un controvalore di 14 miliardi di euro, il governo di Buenos Aires propone una seconda possibilità di scambio, con scadenza il prossimo 7 giugno.
Boudou che definisce tale proposta “ragionevole”, prevede un’adesione di almeno un 60% tra investitori retail ed istituzionali. Precisa però che per poterne usufruire sarà necessario dare disdetta della TFA (Task Force Argentina), promossa dall’ABI (Associazione Banche Italiane) e capeggiata dall’Avv. Nicola Stock, che in questi anni ha infruttuosamente portato avanti la questione agendo nei confronti della nazione Argentina dinnanzi alla corte arbitrale internazionale dell’ICSID.
La nuova offerta interessa un valore nominale di circa 19miliardi di dollari. Sottoscrivendo il nuovo titolo argentino Par, per ogni 100euro di vecchio debito verranno pagati in contanti gli interessi arretrati dal default ad oggi al tasso dell’ 8,56% .
Boudou assicura che i risparmiatori italiani riavranno il 100% del capitale e li esorta a confidare nella ripresa del Paese che già negli ultimi cinque anni ha registrato una notevole crescita del Pil.
In realtà però tale offerta non risulta essere affatto migliorativa della precedente del 2005, come evidenzia Milano Finanza. Infatti il governo argentino ha fissato un tetto di 2miliardi di dollari e solo chi detiene fino a 40.000 euro di tango bond può sperare in una restituzione, magari parziale in contanti, sempre previa disdetta alla TFA.
Il 14 giugno la corte arbitrale dell’Icsid si pronuncerà sull’ammissibilità del ricorso, dopodiché ciascun risparmiatore dovrà far causa all’Argentina attraverso un class action che partirà da New York (procedura che pochi conoscono).
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A.R.T. PENSIERO SULLA NUOVA OPS DELL’ ARGENTINA

Messaggio da rolieg » lun mag 10, 2010 3:37 pm

A.R.T. PENSIERO SULLA NUOVA OPS DELL’ ARGENTINA


Sono diverse la considerazioni che vengono in mente leggendo gli estremi della proposta presentata ai risparmiatori italiani dall’Argentina riguardo alle obbligazioni Tangobond.

Eccone alcune:

1) nel 2005 l’Argentina propone uno swap irripetibile, il primo e l’ultimo tentativo di risarcire i bondholders. Di fatto questa prima OPS non è concepita a nostro parere per soddisfare le esigenze dei risparmiatori italiani ma solo per le banche, per i fondi di investimento che detengono ancora questi titoli e per chi ha ci ha speculato acquistandoli al 5,6,8% del valore, attendendo lo swap per incassarne il 30,33% ed alcuni più fortunati concambiandoli poi coi titoli PAR.
Nel 2010 l’Argentina propone un’altra OPS, anche questa irripetibile ed irrinunciabile perché ultima, esattamente come nel 2005.
Ma allora i 140.000 risparmiatori italiani che hanno aderito alla precedente sono stati in un qualche modo ingannati? Ci sono gli estremi per l’inadempimento contrattuale da parte dell’Argentina? Se si, perché la Consob non li ha rilevati?

2) Il Governo argentino prevede una adesione a questa seconda OPS pari al 60% dei risparmiatori italiani. Consideriamo la cosa curiosa dal momento che tale offerta è peggiorativa rispetto alla precedente del 2005 ed in più, per accettarla, è previsto il pagamento di una commissione dello 0,4% da pagare alla banca. Non è ben chiaro però se tale percentuale debba essere applicata al valore del titolo al momento dell’acquisto oppure al valore facciale del titolo al momento in cui si aderisce allo swap.
L’unico elemento positivo consiste nel fatto che vengano corrisposti gli interessi pregressi.

3) Il ministro dell’economia argentina Boudou in una recente dichiarazione afferma che sia stato un ERRORE consentire l’acquisto di titoli a rischio da parte di piccoli risparmiatori; un ERRORE non aver accettato l’OPS del 2005 né questa ultima.
Non entriamo nel merito della prima affermazione, ma ci permettiamo di puntualizzare che questa stessa frase è riportata nelle Offering Circular, cioè i prospetti informativi che gli istituti di credito avrebbero dovuto mostrare ai clienti al momento della vendita delle obbligazioni Argentina.
Il testo delle O.C. infatti recita che tali operazioni fossero consentite solo nei confronti di “investitori istituzionali in grado di valutare e sostenere rischi speciali”. Per questo motivo infatti le banche lead manager avevano all’epoca sottoscritto l’impegno a non collocare tali titoli al retail.

4) Passiamo ora ad esaminare da vicino l’OPS del 2010.
l’Argentina intende sanare il debito quantificato in 19miliardi di dollari, però pone un tetto: fino a 2miliardi di dollari offre il concambio con titoli PAR 100% (per un ammontare massimo di 50.000 $ cioè 40.000 euro per singola operazione).
I restanti 17miliardi di dollari vengono concambiati con titoli DISCOUNT al 33,7%.
E’ ovvio quindi che non tutti potranno concambiare i titoli coi PAR 100% !!!
E la scelta tra titoli PAR e DISCOUNT non è una scelta perché per i titoli PAR verranno prese in considerazione le domande fino alla disponibilità dei 2 miliardi di dollari e per un valore massimo di 50.000$ (40.000 euro) per ogni singola operazione.
Questi dati ci consentono di giungere ad una triste ma reale considerazione, cioè che circa il 90% dei titoli verrà concambiato con titoli DISCOUNT, e solo un 10% con titoli PAR.


Vediamo ora nello specifico le caratteristiche dei nuovi titoli:

“I TITOLI PAR 100%”
- hanno scadenza nel 2038 (quindi tra 28 anni, 37 anni dal 2001 anno del default);
- vengono rimborsati in rate semestrali a partire dal 30.09.2029 con tassi di interesse pagati alle scadenze:
dal 30.09.2009 al 31.03.2019 al 2,26%
dal 31.03.2019 al 31.03.2029 al 3,38%
dal 31.03.2029 al 31.12.2038 al 4,74%
(con una media del rendimento lordo del 3,46%);

- è riservato inoltre un pagamento cash sui PAR dal 2003 fino al termine dell’offerta (07.06.2010) con un tetto massimo di disponibilità di 160milioni di dollari;
- per ogni dollaro di debito aderente allo swap è emesso un titolo legato al Pil dell’Argentina con scadenza non oltre 2035, che paga un dividendo ogni anno in relazione al Pil dell’Argentina.
Questa compensazione non è applicata dal 2006 al 2009.

“I TITOLI DISCOUNT 33,7%”
Chi “sceglie” i discount riceverà 3 titoli:

1) una obbligazione DISCOUNT con scadenza 31.12.2033 (tra 23 anni, 32 dal 2001)
- il rimborso avviene in 20 rate semestrali;
- il valore facciale del titolo corrisponde al 33,7% dei bond portati in adesione allo swap;
- è corrisposto un interesse annuo del 7,82% lordo fino a scadenza;
- gli interessi maturati dal 31.12.2013 vengono corrisposti in parte in denaro e in parte capitalizzati (???)

2) una obbligazione in dollari GLOBAL 2017 con scadenza 2017
- il rimborso avviene alla scadenza con versamento di una cedola dell’8,75% in dollari;
- vengono corrisposti gli interessi maturati dal 2005;
- per ogni dollaro di debito che aderisce allo swap viene emesso un titolo legato al Pil dell’Argentina, con scadenza 2035 che pagherà un dividendo in relazione al Pil dell’Argentina.

3) un WARRANT.
Come per i PAR non avrà luogo la compensazione per i pagamenti tra il 2006 ed il 2009.


Considerazioni finali

Secondo il nostro parere difficilmente si arriverà a buon fine aderendo alla OPS, dal momento che l’Argentina non sarà nelle condizioni di onorare le promesse fatte.
Pur lasciando liberi i bondholders di scegliere, sentiamo il dovere di ribadire l’importanza di mettere in mora la banca per bloccare la decorrenza dei termini di prescrizione. Ciò consentirà in un secondo momento di agire nei confronti dell’intermediario finanziario per il recupero del restante capitale.
A questo proposito consigliamo di aderire alla T.S.C. transazione stragiudiziale collettiva, le cui informazioni sono riportate sul sito di A.R.T. www.tangobond.it.
Ultima modifica di rolieg il mer giu 09, 2010 4:33 pm, modificato 1 volta in totale.
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AGGIORNAMENTO TFA 26.07.2010

Messaggio da rolieg » lun set 20, 2010 10:09 am

AGGIORNAMENTO TFA 26.07.2010

Ricorso Icsid, Washington

Il 22 giugno 2010, è stata depositata la memoria conclusiva riassuntiva sugli argomenti principali e sulle testimonianze rese nel corso dell’udienza finale della fase giurisdizionale del ricorso promosso dagli obbligazionisti italiani, (udienza svoltasi a Washington dal 7 al 13 aprile u.s.).
La decisione del collegio arbitrale in merito alla fase jurisdictional è attesa entro l’anno. Nel frattempo, la TFA sta ultimando il conteggio delle lettere di revoca pervenute nel corso del periodo di adesione all’offerta della Repubblica Argentina, per determinare l’esatto numero di investitori che hanno invece deciso di proseguire il ricorso presso l’ICSID. Non appena i dati saranno ritenuti conclusivi, la TFA li renderà pubblici.
Aggiornamenti sulle fasi del ricorso sono forniti nella pagina “ICSID” del sito internet della TFA www.tfargentina.it.
Risultati della Offerta Pubblica di Scambio della Repubblica Argentina
Il 1° luglio 2010, la Repubblica Argentina ha reso noti ufficialmente i dati sulle adesioni all’Invito Globale e all’Offerta pubblica di scambio (OPS) presentata in Italia come parte dell’Invito Globale.
In Italia, sono state portate in adesione obbligazioni esistenti per un valore di scambio complessivo pari a circa 3,8 miliardi di dollari, dei quali 1,4 miliardi destinati alla Opzione Discount e 2,4 alla Opzione Par (con scadenza 2038). Poiché l’ammontare conferito alla Opzione Par ha superato il limite massimo di 2 miliardi di dollari U.S.A. previsto nell’offerta, l’Argentina ha comunicato che assegnerà l’Opzione Par secondo un fattore di riparto pari al 75,2593%. Di conseguenza, circa il 25% di ciascuna adesione validamente conferita all’Opzione Par sarà ripartita alla Opzione Discount, che prevede un taglio del 66,3% del capitale.
Quanto alla adesione all’Invito Globale, l’Argentina ha reso noto che l’importo complessivo sarebbe di 12,8 miliardi di dollari (su un valore di scambio in circolazione pari a circa 18,3 miliardi di dollari).
Secondo quanto appreso da notizie di stampa argentina, tale risultato sarebbe stato ottenuto grazie alla massiccia partecipazione degli investitori istituzionali statunitensi, mentre rimangono holdout le obbligazioni di alcuni fondi, che sarebbero in possesso di circa 4 miliardi di dollari, oltre agli investitori retail individuabili in Italia, Germania e Svizzera.
Al riguardo la TFA, nell’analizzare i dati resi noti dal Ministero dell’economia argentino,rileva che nell’importo delle adesioni sarebbero ricompresi anche gli oltre 600 milioni di dollari conferiti da investitori che avevano già aderito alla OPS del 2005. Sulla base delle informazioni disponibili e dei calcoli effettuati, l’Associazione ritiene che l’ammontare globalmente rappresentato dagli investitori holdout ammonti più correttamente a circa 7,7 miliardi di dollari.

Il presente documento è stato redatto dalla TFA per meri fini di informazione e non può in nessun caso essere considerato un’offerta o
una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di prodotti finanziari. Le informazioni sono state ricavate da fonti ritenute dalla TFA 1 / 3 affidabili, ma non sono necessariamente complete e l’accuratezza delle stesse non può essere garantita. Le opinioni, previsioni e
stime contenute nel documento sono il risultato di un autonomo apprezzamento dei dati, degli elementi e delle informazioni acquisite.
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