La tutela dei risparmiatori

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Leasing

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:28 pm

Il leasing è un contratto con il quale una società concede ai propri clienti la disponibilità di un bene (analogamente a quanto accade nel caso di un normale affitto o noleggio), con la facoltà per le parti di concludere il rapporto con la compravendita del prodotto in questione. Il leasing si compone così di due fasi distinte: da un lato il noleggio, che avviene dietro pagamento periodico di un canone, e dall'altro la compravendita a un prezzo prestabilito, o la normale chiusura del contratto con la cessazione di fruibilità del bene. Il leasing può essere operativo o finanziario: nel primo caso, l'oggetto è un prodotto strumentale standardizzato, prodotto dalla stessa società con cui si stipula il contratto. Il leasing operativo ha durata breve, prezzo finale elevato e garantisce al fruitore servizi e assistenza accessori. Il leasing finanziario, invece, ha per oggetto beni prodotti da società terze e una durata lunga, che corrisponde al ciclo vitale del prodotto: si tratta quindi, in altre parole, di una forma atipica di finanziamento. Vi è infine una terza tipologia di leasing, il lease-back: in questo caso un privato o un'impresa vende un bene a una società, per poi stipulare con quest'ultima un contratto di leasing sul bene stesso. Così, il venditore (poi contraente del leasing) ottiene la liquidità immediata derivante dal valore del bene, tagliando al tempo stesso i costi di proprietà senza però perderne l'utilizzo, a fronte della corresponsione di un canone periodico. Il leasing può essere relativo a beni mobili o immobili: in tutti i casi, il primo canone corrisposto dal cliente ha un importo più elevato rispetto ai successivi, tanto da essere solitamente definito "maxi-rata" o "maxi-canone".
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Carte di credito

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:29 pm

Le carte di credito sono strumenti di pagamento digitale utilizzati per effettuare acquisti senza fare ricorso al denaro contante. Si tratta di documenti non trasferibili che consentono all'intestatario di comprare beni e servizi presso gli esercenti convenzionati. L'onere del pagamento è di fatto trasferito dall'acquirente all'emittente della carta di credito, che si rivale direttamente o tramite rimborso dilazionato sul conto corrente dell'utente. Così, la carta di credito svolge una duplice funzione: prima di tutto monetaria, in quanto sostituisce pienamente l'uso dei contanti, e in secondo luogo creditizia, poiché prevede l'anticipo del dovuto da parte dell'emittente sotto forma di finanziamento a saldo mensile. Questa è anche la principale differenza con le carte di debito o bancomat, che danno luogo a un addebito immediato e non a saldo, limitandosi così ad essere strumento di pagamento e di trasferimento di capitale. Una tipologia particolare di carte di credito è data dalle carte revolving, che consentono anche di rateizzare il rimborso degli importi dovuti, al prezzo di un tasso di interesse variabile ma generalmente elevato. Ci sono infine le carte prepagate, che funzionano in modo analogo alle carte di credito ma hanno un importo fisso versato in anticipo dal titolare. Nonostante alcuni prototipi antesignani siano stati ideati già nel lontano 1700, le carte di credito vere e proprie sono nate negli anni '50 negli Stati Uniti: la prima carta di credito è stata emessa dalla Diners Inc., ma l'offerta si è moltiplicata rapidamente dinanzi all'immediato successo di questi strumenti. Così, oggi, le carte di credito emesse da American Express, Visa, Mastercard e società affini sono milioni in tutto il mondo, per un giro di affari da centinaia di miliardi di euro l'anno.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Fondi

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:29 pm

Per fondo comune di investimento si intende solitamente un investitore istituzionale, specializzato nella gestione collettiva del risparmio, che raccoglie e amministra un patrimonio autonomo partecipato da numerosi investitori e suddiviso in altrettante quote. In altre parole, ogni sottoscrittore di un fondo ne acquista una quota; il patrimonio totale così investito da tutti i partecipanti viene depositato presso una banca apposita ed è amministrato da una società di gestione. Quest'ultima attua nel tempo precise strategie di investimento volte a garantire la migliore remunerazione possibile degli asset raccolti; l'incremento di capitale, cui si sottrae la remunerazione del gestore, costituisce il guadagno dei partecipanti ed è tra questi ripartito in misura proporzionale al valore delle quote detenute. Il fatto che il fondo sia conservato presso una banca depositaria terza garantisce la separazione tra il patrimonio dei partecipanti e quello del gestore. Un fondo si dice "aperto" quando le quote possono essere vendute o acquistate in qualsiasi momento: in questo caso il patrimonio può variare nel tempo a prescindere dai risultati di gestione, e il prezzo di ogni quota ai fini della compravendita è calcolato suddividendo il valore totale dell'intero portafoglio per le sue parti. Un fondo è invece "chiuso" se l'ammontare totale del patrimonio è stabilito al momento della sua costituzione e i partecipanti non possono chiedere il rimborso delle quote prima della scadenza. Sussiste poi un'ulteriore distinzione tra fondi mobiliari e immobiliari: i primi investono su strumenti finanziari quotati e non quotati, mentre i secondi investono in beni immobili e in partecipazioni di società immobiliari. La normativa fondamentale in tema di fondi comuni di investimento in Italia è data dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (Dlgs 58 del 1998).
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Previdenza integrativa o complementare

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:30 pm

Nell’ambito dei servizi finanziari, l’insieme degli strumenti di previdenza complementare va assumendo con il passare degli anni un peso sempre più rilevante. Il “secondo pilastro” del sistema pensionistico italiano è gestito, attualmente, da fondi pensione chiusi o aperti e da società di assicurazione. I primi sono fondi negoziali che erogano servizi previdenziali esclusivamente a determinate categorie di lavoratori. Nascono da accordi sindacali tra le parti sociali che stabiliscono destinatari, modalità di versamento, responsabili della gestione del patrimonio raccolto e strumenti finanziari sottostanti per ciascuna linea di investimento. I fondi aperti possono invece essere sottoscritti da tutti i lavoratori – indipendentemente dalla categoria e dall’ambito di riferimento. Sono gestiti da banche, Sim, Sgr e compagnie di assicurazione. Ai fondi pensione si può destinare il Trattamento di fine rapporto, oltre a una quota del reddito futuro; il montante accumulato viene restituito al momento della pensione sotto forma di retribuzione mensile aggiuntiva rispetto alla pensione pubblica. I fondi pensione investono il patrimonio raccolto dai vari aderenti in una serie di linee di investimento, che possono avere un sottostante prevalentemente azionario, obbligazionario o misto. In alcuni casi (le cosiddette linee “life cycle”) il rapporto tra componente azionaria ed obbligazionaria può variare automaticamente nel tempo, man mano che aumenta l’età del contribuente e si modifica il suo profilo di rischio. I Pip, o piani individuali pensionistici, sono prodotti personalizzati di natura assicurativa che possono essere sottoscritti dai singoli lavoratori. Stando a dati Covip, al 31 dicembre 2008 aderivano ai fondi pensione aperti quasi 800mila iscritti unici per un patrimonio pari a 4,66 miliardi di euro. Nel corso dell’anno, tuttavia, la crescita della previdenza complementare ha subito un forte rallentamento dovuto alla crisi economica e finanziaria. Tra i principali fondi pensione aperti attivi in Italia, ricordiamo Intesa SanPaolo con Eurizon Vita, Intesa Previdenza Sim, Axa-Mps, Allianz, Generali e Pioneer, mentre tra i fondi chiusi spiccano Fonte, Arca, Foncer, Alifond, Fonchim, Fondapi e Telemaco.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Private banking

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:31 pm

Non tutti i servizi finanziari sono disponibili per ogni genere di clientela. Alcuni sono riservati ai risparmiatori più facoltosi, il cui portafoglio sia superiore ai 500mila euro o, in molti casi, al milione di euro. È il caso del “private banking”, un insieme onnicomprensivo di consulenza, servizi di investimento, art advisory e gestione del risparmio ben lontano dalla semplice promozione finanziaria. Molte banche e società finanziarie hanno una divisione ad hoc specializzata proprio nel private banking. Queste strutture si propongono di offrire un servizio altamente personalizzato ai propri facoltosi clienti, prendendosi cura di tutti gli aspetti del loro portafoglio. Secondo l’ultima indagine della società Magstat, il mercato italiano del private banking vale complessivamente 734 miliardi di euro; di questi, 302,2 miliardi sono gestiti dalle banche commerciali italiane, 80 miliardi sono in mano alle banche d’affari straniere, altri 43,6 miliardi appartengono alle banche italiane specializzate, mentre la raccolta di sgr e sim ammonta a 21,2 miliardi. Il totale è in calo di 70 miliardi dai 574 di fine 2007, e anche il numero di banche straniere presenti nel Paese (41 al 31 dicembre 2008) è diminuito per la prima volta negli ultimi anni a causa del tracrollo finanziario di Lehman Brothers. In Italia restano comunque quasi 6500 private banker, divisi tra 1.539 filiali con oltre 560mila clienti. Tra i principali operatori del private banking in Italia, ricordiamo Intesa SanPaolo Pb e Unicredit Pb (che gestiscono il 48% del mercato in mano a operatori italiani), Credit Agricole e Ubs Italia (che gestiscono il 34% del mercato delle banche d’affari straniere), Banca Fideuram e Azimut (con una quota del 91,6% del totale in mano a sgr, sim e boutique finanziarie).
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Camere di commercio

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:32 pm

Il sistema delle Camere di commercio italiane nasce anche per aiutare la costituzione di nuove imprese e per favorire la crescita di quelle esistenti, agevolando così il processo di sviluppo economico del Paese. In questa prospettiva, particolare rilevanza assumono i servizi finanziari e creditizi forniti dalle Camere di commercio alle imprese attive sui territori di riferimento. In particolare, le Camere di commercio stabiliscono l'emissione di incentivi alle imprese sotto forma di prestiti (sia di esercizio sia di investimento), contratti di leasing e di factoring. Le Camere di commercio offrono anche un servizio di rapporto e collegamento tra il sistema produttivo e il comparto bancario, nell'ottica di una collaborazione fruttuosa con i servizi di credito e di assistenza al credito. Rientra nell'ambito di questa attività di mediazione anche la promozione dei Confidi, consorzi di garanzia collettiva che nascono dalle Associazioni di categoria allo scopo di favorire l'accesso al credito dei singoli associati. Un ulteriore e più diretto servizio offerto alle imprese dalle Camere di commercio è dato dall'intensa attività di informazione e consulenza. È infatti possibile, per gli imprenditori, rivolgersi agli appositi sportelli presenti in ogni regione e ben distribuiti sul territorio nazionale, per avere preziose informazioni sulle agevolazioni finanziarie disponibili a livello locale, statale o comunitario. In alcuni casi, le Camere di commercio svolgono un vero e proprio servizio di generica formazione finanziaria oltre che di consulenza ad hoc. Le Camere di commercio forniscono infine assistenza nella richiesta di agevolazioni o nella rendicontazione dei programmi, e provvedono a gestire fondi rotativi per le imprese che rispondano a determinati requisiti di merito.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Strumenti di tutela per risparmiatori ed investitori

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:35 pm

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 30 ottobre 2007 ed entrato in vigore il 14 novembre, il decreto legislativo n. 179, regola L’”Istituzione di procedure di conciliazione e arbitrato, sistema di indennizzo e fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori”. Si tratta in pratica di fornire strumenti utili alla risoluzione delle controversie che spesso insorgono tra investitori e intermediari dove per investitori si intendono i clienti non professionali.

La novità importante risiede nel fatto che il decreto prevede l’istituzione di una camera di conciliazione presso la Consob con il compito di gestire i procedimenti di arbitrato e conciliazione che interessano questioni riguardanti la violazione da parte degli investitori degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori.
In tela contesto la Consob assolve ai seguenti compiti:
a) l'organizzazione della Camera di conciliazione e arbitrato;
b) le modalità di nomina dei componenti dell'elenco dei conciliatori e degli arbitri, prevedendo anche forme di consultazione delle associazioni dei consumatori e degli utenti e delle categorie interessate, e perseguendo la presenza paritaria di donne e uomini;
c) i requisiti di imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità dei componenti dell'elenco dei conciliatori e degli arbitri;
d) la periodicità dell'aggiornamento dell'elenco dei conciliatori e degli arbitri;
e) le altre funzioni attribuite alla Camera di conciliazione e arbitrato;
f) le norme per i procedimenti di conciliazione e di arbitrato.

Nel caso in cui venga riscontrato un inadempimento dell’intermediario, l’arbitro o il collegio arbitrale possono riconoscere un indennizzo a favore dei risparmiatori, tutto questo per garantire maggiori tutele nei confronti di questi ultimi e colmare quindi quelle lacune legislative, venute alla luce in maniera palese in occasione dei recenti scandali finanziari. Sempre con tale fine, è stato inoltre istituito, grazie al decreto, un fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori, dando incentivo ai risparmiatori a fare le loro scelte di investimento avendo consapevolezza della rischiosità di tali operazioni e assicurandosi, di avere tutte le informazioni necessarie per operare questo tipo di scelte, evitando quindi di avventurarsi in pacchetti di investimento non sufficientemente trasparenti.

redazione Camere di commercio
Fonte: redazione Camere di commercio
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Conciliazione

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:37 pm

La conciliazione è uno strumento di risoluzione delle controversie che possono nascere tra imprese o tra imprese e consumatori con il fine di arrivare ad un'amichevole composizione dei contrasti insorti. Le parti possono trovare di comune accordo una soluzione che ponga fine alla lite, con l’aiuto di un terzo neutrale ed imparziale.
Le Camere di commercio, dopo la legge di riforma n. 580/1993, sono state investite da numerose altre leggi relative alla gestione dei servizi di conciliazione che, attualmente, sono improntati ad una maggiore uniformità sul territorio nazionale. Ciò in virtù delle nuove regole di conciliazione e del nuovo tariffario che tutte le Camere di commercio stanno adottando. Come per le procedure contenziose tra due o più parti si ha l'intervento del terzo estraneo, anche nella conciliazione si ha l'intervento di un terzo imparziale e neutrale, ma, mentre nel primo caso l'intervento ha per obiettivo la decisione della controversia, nel secondo caso l'intervento del terzo ha per obiettivo il raggiungimento della negoziazione tra le parti. La procedura di conciliazione si prefigge che, ad opera del terzo neutrale, le parti in contrasto siano guidate verso il raggiungimento di un accordo che le soddisfi. Le Commissioni conciliative, costituite presso le Camere di commercio, data la natura pubblica di queste ultime, offrono il vantaggio di garantire maggiore imparzialità. Tutte le Camere di commercio hanno istituito gli Sportelli di conciliazione, considerata l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione per le controversie nascenti da contratti di subfornitura, introdotta dalla legge n. 192 del 1998.
Oltre alla previsione generale dell'istituzione di Commissioni conciliative per la risoluzione di controversie tra imprese e tra imprese e consumatori, contenuta nella legge di riordinamento delle Camere di commercio, la legge n. 281 del 1998 prevede che le associazioni di categoria, prima di adire il giudice, possono attivare la conciliazione davanti alle Commissioni conciliative delle Camere di commercio. Per le controversie in materia di fornitura di servizi turistici, la legge quadro sul turismo rinnova alle Camere di commercio il compito di costituire le Commissioni arbitrali conciliative. Per promuovere il procedimento di conciliazione, l'attore deve rivolgere la relativa domanda di conciliazione, su apposito modello, alla Camera di commercio. Lo Sportello di conciliazione camerale darà comunicazione della richiesta di conciliazione alla controparte, la quale comunicherà a sua volta se intende accettare il tipo di procedura. La composizione della controversia è affidata ad un collegio composto da tre conciliatori che provvede a formulare la soluzione conciliativa.Ufficio Regolazione del mercato
Fonte: Redazione Camera di commercio
rolieg

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti