La tutela dei risparmiatori

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
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La tutela dei risparmiatori

Messaggio da rolieg » sab nov 21, 2009 10:39 am

Mettere in mano ad estranei i risparmi di una vita. Affidare a terzi il proprio futuro pensionistico. Depositare tutto il proprio stipendio in una struttura bancaria. Esplicitata in questi termini, probabilmente, ognuna di queste azioni è in grado di intimorire e preoccupare anche il risparmiatore più spregiudicato. In realtà, si tratta di attività che ciascuno di noi svolge quotidianamente, senza attribuirvi molto peso, nel momento in cui apre un conto corrente, invia i contributi previdenziali, accetta i consigli della banca di fiducia circa gli investimenti più convenienti. La relativa tranquillità con cui si possono svolgere queste attività quotidiane è dovuta esclusivamente alla certezza del diritto, che protegge i clienti di banche e società finanziarie da qualsiasi malversazione o frode, nonché dai danni che possono derivare da asimmetrie informative e mancanza di trasparenza da parte degli operatori del settore. La tutela dei risparmiatori assume varie connotazioni. Anzitutto, i clienti degli istituti finanziari hanno diritto a ricevere un avviso sulle principali norme in materia di trasparenza e trattamento dei dati, nonché il foglio informativo di ogni prodotto o servizio proposto dalla banca. Prima di firmare un qualsiasi contratto, i risparmiatori devono ottenere una copia del testo completo e una sintesi che ne riporti gli elementi essenziali; questi ultimi devono essere espressi con chiarezza e devono essere inclusi nel frontespizio del documento finale. Le clausole vessatorie che includano condizioni più sfavorevoli di quelle pattuite inizialmente o – nel caso di prestiti e finanziamenti – tassi di interesse usurai, sono da considerarsi nulle a norma di legge. Nei contratti di durata, la variazione delle condizioni in senso sfavorevole al cliente deve essere divulgata prontamente dall’istituto finanziario, che deve anche provvedere ad inviare comunicazioni periodiche circa l’andamento del rapporto. La tutela del risparmiatore assume anche una dimensione economica: i depositi bancari sono garantiti dal rischio di fallimento della banca grazie a un apposito Fondo interbancario, fino a un importo massimo di 103mila euro per nominativo (il totale ammonta quindi a circa 206mila euro in caso di conto cointestato).
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Servizi finanziari online

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:19 pm

Aprire un conto corrente via Internet, stipulare assicurazioni on line, chiedere un finanziamento sul web: sono solo alcuni esempi di servizi finanziari online nati in seguito alla rivoluzione digitale. I servizi finanziari online conoscono oggi un’ampia diffusione, che cresce al ritmo della penetrazione di pc e connessioni remote nelle case degli italiani. Nel 2008, i conti corrente online erano più di 12 milioni soltanto in Italia, e il numero di operatori specializzati in e-banking e servizi esclusivamente via internet va aumentando di mese in mese. Molti grandi gruppi bancari hanno una divisione dedicata ai servizi finanziari online (si pensi a Ing Direct del colosso olandese Ing Group) che consente loro di raggiungere un gran numero di potenziali clienti abbattendo i costi legati a strutture fisiche e gestione del personale. Anche le assicurazioni e i servizi di prestito online sono molto diffusi e offrono in genere tariffe e tassi vantaggiosi rispetto alle controparti legate ai canali tradizionali. I servizi finanziari online offrono così dei vantaggi concreti anche ai clienti, come una riduzione dei costi e l'azzeramento di eventuali tempi di attesa allo sportello. Ulteriori tutele ai fruitori di servizi finanziari online vengono poi dalla normativa vigente, che regola l’uso dei dati personali corrisposti agli operatori (Dlgs 196 del 2003) e che stabilisce ampi termini di recesso dai contratti senza che per questo si debba pagare una penale o dare una motivazione (Dlgs 190 del 2005). Sostanzialmente infondate, poi, le preoccupazioni circa la sicurezza dei sistemi informatici per i servizi finanziari online: quando ci si rivolge ad operatori autorizzati e di accertata affidabilità, si può contare su avanzati sistemi di crittaggio che rendono pressoché impensabile un furto di dati da parte di malintenzionati.
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Consulenza finanziaria

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:20 pm

Per districarsi con successo nel mondo dei prodotti finanziari occorre sempre più spesso una preparazione finanziaria non comune, soprattutto quando si ha a che fare con strumenti derivati, fondi azionari e altre tipologie di investimento potenzialmente rischiose. Non tutti hanno le competenze necessarie, o il tempo da dedicare alla gestione dei propri risparmi: la consulenza finanziaria nasce proprio per rispondere alle esigenze di chi preferisce affidarsi ai consigli di professionisti affermati piuttosto che ricorrere al fai-da-te. La consulenza finanziaria è per definizione personalizzata, in quanto mira a individuare gli strumenti di investimento più adatti alle esigenze dei singoli risparmiatori sulla base delle caratteristiche reddituali, dell'età anagrafica e del profilo di rischio desiderato. Per consulenza finanziaria in senso stretto si intende quella relativa a un singolo, determinato prodotto, ma i servizi di consulenza possono includere, più in generale, anche consigli circa le migliori categorie di investimento e sulla asset allocation del portafoglio dei clienti. La consulenza finanziaria può essere fornita direttamente dagli intermediari, dai promotori finanziari o da privati iscritti all'albo dei consulenti finanziari. Quella del consulente finanziario indipendente è una nuova figura introdotta nel 2007 dalla normativa Mifid, che prevede precisi requisiti patrimoniali, di professionalità e onorabilità. L'attività di consulenza finanziaria può essere sottoposta al rischio di conflitto di interessi, qualora sia fornita dall'emittente dei prodotti e servizi finanziari collocati al cliente, o da un promotore che riceva incentivi per la loro vendita. Anche per questo, la piena trasparenza e una corretta e informazione previste dalla legge sono alla base di una vera tutela dei risparmiatori.
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Gestione del rischio

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:21 pm

Ogni attività umana comporta un certo grado di rischio, e quelle finanziarie o imprenditoriali non fanno certo eccezione. Quando si investe del capitale, la remunerazione è generalmente proporzionale al rischio che si corre, e un errore di calcolo in tal senso può portare a perdite impreviste e conseguenze negative anche molto gravi. Per questo in ogni attività - finanziaria o meno - è importante attuare sin dal principio un accurato processo di valutazione e gestione dei rischi presenti e futuri, in modo tale da minimizzare imprevisti e incognite. La gestione dei rischi non è altro che l'insieme delle modalità e degli strumenti con cui si misura l'aleatorietà di eventi negativi e si stabiliscono azioni concrete per affrontarli. Alla base del risk management vi è quindi un calcolo delle probabilità basato su valutazioni statistiche o esperienziali. L'impegno e la spesa dedicati all'adozione di misure di prevenzione del rischio variano quindi a seconda del tipo di attività intrapresa, ma anche alla probabilità che l'evento in questione si verifichi. Un imprenditore che stipula un'assicurazione o un risparmiatore che diversifica l'asset allocation del proprio portafoglio sta, di fatto, adottando misure preventive di gestione del rischio. Nelle imprese, la gestione del rischio (detta anche risk management) riguarda tutti gli eventi e le azioni che inficino la capacità aziendale di raggiungimento degli obiettivi stabiliti. In questo caso, spesso la gestione del rischio è affidata ad un apposito specialista, detto risk manager, che lavora di concerto con la dirigenza. Se l'impresa è di grandi dimensioni o divisa in più unità, la gestione del rischio può essere parimenti ripartita tra i responsabili dei vari dipartimenti.
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La gestione del risparmio

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:22 pm

La propensione al risparmio degli italiani è piuttosto alta e, in tempi di crisi, il rapporto tra risparmio lordo e reddito disponibile delle famiglie (pari in media al 15% circa, secondo le ultime rilevazioni Istat) tende ad aumentare ancor di più. Soltanto in pochi casi il patrimonio così accumulato viene lasciato in banca sotto forma di liquidità: il ben noto “materasso imbottito di soldi”, infatti, è soggetto alla rapida erosione del valore legata all’inflazione e ai costi di deposito bancario. Soltanto i risparmiatori più informati, tuttavia, sono in grado di decidere autonomamente quali siano gli investimenti migliori per il proprio profilo di rischio e per il dato momento storico ed economico. Per questo, tra i numerosi servizi finanziari esistenti, la gestione del risparmio costituisce forse uno degli strumenti più importanti per generare valore al servizio di famiglie e singoli individui. Per occuparsi di questo aspetto, sono nate apposite Società di gestione del risparmio (Sgr), Società di intermediazione mobiliare (Sim) e Società di investimento a capitale variabile (Sicav). I promotori finanziari, in particolare, si occupano di gestire la asset allocation dei clienti per conto di banche e società finanziarie. Le stesse Sgr, in Italia, sono in primo luogo emanazione dei grandi gruppi bancari locali ed esteri; istituiscono e gestiscono fondi comuni di investimento in cui confluisce la raccolta annua totale. L’attività di gestione del risparmio si compone quindi in prima battuta del servizio di consulenza ed erogazione di informazioni personalizzate, e quindi della gestione del portafoglio del cliente tramite la asset allocation in azioni, obbligazioni, titoli di stato e altre forme di investimento. Tra le società di gestione del risparmio attive in Italia, ricordiamo Aletti, Arca, Mps Am, Zenit, Duemme, Azimut, Eurizon ed Euromobiliare.
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Intermediazione finanziaria

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:23 pm

L'attività di intermediazione finanziaria è data dall'insieme di servizi volti a favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di servizi finanziari. Più in particolare, costituisce intermediazione finanziaria il trasferimento di capitale da soggetti che ne abbiano in avanzo ad altri che siano invece in deficit, attraverso la compravendita di titoli e strumenti finanziari propri o altrui. In base alla normativa vigente, l'attività professionale di intermediazione finanziaria nei confronti del pubblico è riservata esclusivamente alle banche, alle società di investimento, alle Sicav, alle società di gestione del risparmio, agli intermediari finanziari iscritti nell'apposito elenco, alle imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie con succursale in Italia, nonché alle società di gestione armonizzate. Anche le società di investimento mobiliare (Sim) possono essere considerate, in senso lato, come intermediari finanziari. I soggetti che esercitano attività di intermediazione finanziaria possono poi essere distinti ulteriormente in intermediari creditizi (specializzati in prestiti, obbligazioni, finanziamenti), intermediari assicurativi (che operano attraverso l'emissione di polizze) e intermediari mobiliari (che agiscono sui tradizionali mercati finanziari). La normativa fondamentale è data dal Testo unico in materia di intermediazione finanziaria (decreto legislativo 58 del 24 febbraio 1998) dalla legge 52 del 6 febbraio 1996, e dai più recenti Dlgs 195 del 6 novembre 2007 e Dlgs 229 del 19 novembre 2007. Importanti previsioni in materia sono contenute anche nel Testo unico bancario (Dlgs 385 del primo settembre 1993). La vigilanza sulle attività e sui soggetti dell'intermediazione finanziaria spetta alla Consob e alla Banca d'Italia: la prima è responsabile della correttezza e della trasparenza dei comportamenti, la seconda del contenimento del rischio e della stabilità patrimoniale del sistema.
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Servizi di borsa

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:23 pm

Borsa Italiana offre numerosi servizi finanziari rivolti alle banche, alle società e ai risparmiatori interessati a investire sui mercati azionari o a migliorare la propria formazione sul tema. In particolare, i servizi di borsa includono una piattaforma digitale aggiornata in tempo reale in grado di fornire informazioni, novità e dati sui titoli quotati a Milano e sulle altre Piazze mondiali. Borsa Italiana mette anche a disposizione un'anagrafe degli strumenti finanziari, con tutte le statistiche aggiornate relative a più di 80mila prodotti, cui si aggiunge un archivio completo dei regolamenti di prodotti obbligazionari e bond nazionali ed esteri. Tra i servizi di borsa rivolti ai risparmiatori, c'è la possibilità di ricevere i dati di chiusura di azioni, Etf, obbligazioni e ogni genere di prodotto gestito, oltre alle comunicazioni "price sensitive" (in grado cioè di influenzare l'andamento dei titoli) immesse dalle società stesse. Borsa italiana offre anche una serie di servizi pensati appositamente per le società quotate: tra questi, ricordiamo la diffusione dei dati, in forma personalizzata, direttamente sui siti web delle emittenti; le soluzioni di marketing, l'emissione di avvisi di borsa e la preparazione di newsletter finanziarie. La Borsa, infine, produce comunicazioni istituzionali e vigila sul corretto svolgimento delle operazioni effettuate sui mercati da essa gestiti. Servizi di borsa sono offerti anche da operatori esterni, come i trader e i broker, che operano professionalmente comprando e vendendo azioni sui mercati regolamentati. In questo caso, l'accezione di servizio di borsa si riferisce esclusivamente all'attività svolta dagli agenti operando sulle Piazze finanziarie per conto terzi.
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Le normative sui servizi finanziari

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:24 pm

La normativa dei servizi finanziari affonda le proprie radici tanto in leggi emanate a livello nazionale quanto in direttive dell’Unione Europea. Fra le leggi fondamentali per il settore, ricordiamo il decreto legislativo 385 del primo settembre 1993, o “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, che pone le basi per la moderna disciplina dei servizi bancari e finanziari. In tema di privacy e tutela dei consumatori, il Dlgs. 196/2003 riguarda per l’appunto la “ Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali ”, mentre la legge 154 del 1992 descrive le norme di trasparenza dei prodotti e servizi finanziari. Sul fronte dei prestiti e finanziamenti, la legge 108 del 1996 stabilisce il limite oltre il quale gli interessi superano il tetto anti-usura. Il Dlgs 52 del 1996 ha introdotto il Capo XIV-bis (artt. 1469-bis-1469-sexies) del Codice Civile, che prevede un sistema di protezione del Consumatore contro le clausole vessatorie. La Direttiva Mifid (2004/39/EC) è stata recepita in Italia con decreto legislativo nell’agosto 2007, modificando di conseguenza il Testo unico della finanza. Contemporaneamente, Banca d’Italia e Consob hanno adottato nuovi regolamenti congiunti vincolanti per tutte le società finanziare e gli istituti di credito. Sempre a livello comunitario, la Commissione Europea ha di recente pubblicato una proposta di direttiva per regolamentare il mercato internazionale dei fondi speculativi al fronte dei nuovi rischi sistemici legati allo scenario economico post-crisi. La proposta potrebbe essere approvata già nel corso del 2009, sebbene abbia già suscitato le critiche di Londra e Parigi. In ogni caso, non dovrebbe entrare in vigore prima del 2011.
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Prestiti

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:27 pm

L'origine del concetto di prestito è antica tanto quanto quella del baratto: si tratta, in poche parole, del trasferimento dell'utilizzo di un bene da un creditore a un debitore, per un periodo di tempo determinato, con la promessa da parte del ricevente di restituirlo pressoché inalterato alla scadenza pattuita. Così come il baratto si è presto evoluto in commercio, anche il prestito ha rapidamente assunto una funzione finanziaria, caratterizzandosi come il trasferimento di una somma di denaro tra due soggetti (creditore e debitore), da restituire entro un termine preciso e secondo modalità concordate in un vero e proprio contratto. Il prestito, oggi, rappresenta una delle attività principali di banche ed enti finanziari, ed è concesso sotto molteplici forme e per varie finalità. Si può così chiedere un prestito per comprare un bene, per ristrutturare una casa o per un generico bisogno di liquidità, e lo si può rimborsare a rate nel corso di settimane, mesi o anni. I prestiti hanno però un costo, che viene definito "tasso di interesse": questo serve a rimborsare il creditore del mancato guadagno che gli sarebbe pervenuto da un impiego alternativo del capitale concesso al debitore. Oggi, il costo massimo di un prestito è regolato dalla legge, che condanna la pratica dell'usura e dello strozzinaggio. Poiché le banche stesse ricorrono tra loro ai prestiti di capitale, un'importanza determinante nel determinare questo limite è data dal tasso di interesse medio interbancario. Le banche e gli enti finanziari, però, non concedono automaticamente i prestiti a tutti i richiedenti, perché correrebbero il rischio di ritrovarsi con un numero elevato di insolvenze da parte di debitori non in grado di restituire il dovuto. Così, gli istituti di credito si affidano a criteri di selezione della clientela piuttosto rigidi, che prendono in considerazione il reddito, l'età e i debiti precedenti dei richiedenti. Chi non rispetta il pagamento delle rate viene segnalato alle autorità di vigilanza e il suo nome entra a far parte dell'elenco dei cattivi pagatori, che le banche possono consultare per facilitare il processo di valutazione dei richiedenti.
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Credito al consumo

Messaggio da rolieg » mer apr 28, 2010 2:27 pm

Quando i prestiti sono rivolti a famiglie o a privati non professionisti al fine di permettere il pagamento a rate di beni e servizi durevoli, si parla di credito al consumo. In pratica, il prestito viene concesso da banche e società finanziarie iscritti nell'apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia, a condizioni che vengono però trattate tra il venditore dei beni in questione e l'acquirente. Il credito al consumo include soltanto quei finanziamenti che non hanno alcuna correlazione con fini commerciali o imprenditoriali e che non sono quindi destinati a investimenti. Esempi tipici di credito al consumo sono i prestiti per l'acquisto di automobili ed elettrodomestici, ma anche il ricorso a carte di credito, carte revolving e bancomat. Tutte queste forme di finanziamento finalizzato sono regolate dal Dlgs 385 del 1993, o Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Il credito al consumo ha conosciuto una grande diffusione negli ultimi anni, con un numero sempre maggiore di italiani pronti ad acquistare a rate, e altrettante imprese impegnate nella pubblicizzazione di offerte allettanti. Si sente spesso parlare, infatti, di "rate a interessi zero", ma il dato fondamentale che il consumatore deve sempre prendere in considerazione è il Tasso annuo effettivo globale (Taeg), che indica le spese reali del finanziamento. La legge stabilisce che anche nelle comunicazioni pubblicitarie il Taeg debba essere indicato con chiarezza, insieme al periodo di validità dell'offerta, anche sotto forma di esempio esplicativo. Quando si fa ricorso al credito al consumo, l'acquirente riceve copia scritta del contratto (solitamente un modulo prestampato) sul quale devono essere riportate le suddette condizioni, oltre al tasso d'interesse, al nome della banca che concede il prestito, ai dati del consumatore e alle condizioni di recesso.
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