Così i banchieri si mettono al riparo dalle insolvenze.

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rolieg
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Così i banchieri si mettono al riparo dalle insolvenze.

Messaggio da rolieg » gio ott 22, 2009 8:14 am

Per gli istituti un beneficio da 200 milioni l'anno. I prestiti congelati non possono pesare sui bilanci
LUCA FORNOVO
TORINO
A essere un po’ maliziosi verrebbe da dire: due piccioni con una fava. Già perché la moratoria sui mutui se è, fuori da ogni dubbio, un formidabile e utilissimo salvagente per le famiglie in difficoltà, è anche vero che può essere d’aiuto per le banche. Come? Evitando alle banche di perdere i soldi prestati e mettere a bilancio sofferenze e accantonamenti in più. Cioè quei crediti difficili da recuperare perché, per esempio, chi ha perso il lavoro o è finito in cassa integrazione fatica a pagare la rata del mutuo.

Proprio ieri, peraltro, l’Associazione bancaria ha annunciato che per effetto della recessione continua a peggiorare la qualità del credito. A fine agosto, si legge nel rapporto mensile dell’Abi, le sofferenze lorde delle banche italiane hanno raggiunto quasi 52 miliardi di euro, oltre 12 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più basso degli ultimi anni.

«Ma la moratoria sui mutui - sottolinea Gennaro Casale, partner e managing director del Boston Consulting Group, colosso mondiale della consulenza - è innanzitutto una mossa utile per dare ossigeno alle famiglie». In aggiunta, afferma Casale, «può prevenire e mitigare sofferenze e accantonamenti delle banche perché può ridurre l’ammontare dei mutui scaduti. E quest’anno, secondo un nostro studio, i conti economici delle banche saranno gravati da 8 miliardi di utili in meno a causa dei maggiori accantonamenti». Il costo annuo delle sofferenze solo sui mutui delle famiglie è 1-1,5 miliardi. Bisogna attendere i regolamenti attuativi, ma secondo stime prudenti degli esperti, il beneficio della moratoria dei mutui potrebbe tradursi per le banche in minori accantonamenti per 150-200 milioni. C’è poi un terzo piccione da prendere. La moratoria potrebbe servire anche a limitare i pignoramenti delle case ed evitare una caduta del mercato immobiliare in Italia come è avvenuto negli Stati Uniti, dove c’è stato un vero e proprio crollo, dopo il boom di confische di immobili. Ma la vera finalità della moratoria è aiutare le famiglie disagiate. Un’esigenza molto sentita anche dalle banche. Tant’è che in molte hanno già avviato iniziative per congelare le rate dei mutui. «C’è un bisogno reale della gente - spiega Davide Vivaldi, responsabile mutui e prestiti al consumo di Monte dei Paschi di Siena - da marzo abbiamo attivato il programma “Combatti la crisi” e abbiamo sospeso 6 mila mutui non solo di persone che hanno perso il lavoro, ma anche di chi ha dovuto sostenere spese sanitarie impreviste».

Anche Intesa Sanpaolo, spiega Marina Tabacco, responsabile direzione marketing privati, «ha lanciato iniziative per sospendere le rate, col mutuo giovani viene interrotto il pagamento di 6 rate mensili per tre volte nella vita del mutuo, poi abbiamo congelato mutui di molti abruzzesi in difficoltà dopo il terremoto». C’è poi la Popolare di Vicenza che ha attivato la sospensione fino a 18 mesi e Unicredit l’ha fatto per un anno. Con ogni probabilità aderiranno al salvagente dei mutui oltre a Mps, il Banco Popolare, Popolare di Milano e il Credito Valtellinese, cioè tutti quegli istituti che hanno sottoscritto i Tremonti Bond. E quindi, come era previsto nel protocollo d’intesa, hanno già aderito a sospendere le rate dei mutui alle famiglie in difficoltà.
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