TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRET

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rolieg
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TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRET

Messaggio da rolieg » dom mar 15, 2009 7:29 pm

TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRETTI”

LETTERA APERTA A TUTTE LE REDAZIONI DEI QUOTIDIANI ITALIANI
IL SOLE 24 ORE – Dott. Marco Liera
IL CORRIERE DELLA SERA – Dott. Severgnini – Dott. Mieli –Dott. Sartori
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LIBERO - Direttore V. Feltri
IL FOGLIO - Direttore G. Ferrara
LA PADANIA - on U. Bossi e On Maroni
A FORZA ITALIA e AN : On Tabacci - On Silvio Berlusconi – On Fini – On Tremaglia
A D.S. : On. Romano Prodi – On Benvenuto – On Di Pietro
LETTERA APERTA INVIATA A BEPPE GRILLO
LETTERA APERTA INVIATA A CONSOB
LETTERA APERTA INVIATA A BANCA d’ITALIA – Dott. Draghi e Dott. Visco
LETTERA INSERITA IN INTERNET www.ilcaso.it e nel FORUM di FINANZA ON LINE
LETTERA MANDATA PER RACCOMANDATA ALLA GUARDIA di FINANZA di ROMA e di MILANO – via M. Gioia 5 – 20124 Milano

TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRETTI”

Mentre tutti i tribunali d’Italia navigano a vista in una generosa e creativa gara di emulazione, emettendo sentenze contrapposte in giudizi, dove sono coinvolti TANGO BOND – BANCHE e RISPARMIATORI, disquisendo dottamente se applicare la nullità o l’annullamento, piuttosto che l’inadempienza contrattuale e su chi debba assumersi l’onere della prova, gettando nello sconcerto migliaia di risparmiatori con i loro avvocati che non sanno piu’ che pesci pigliare, FINALMENTE la montagna della giustizia ha partorito un “topolino “ : e’ nata la figura del “COLLOCATORE INDIRETTO”.
Uno dei tribunali piu’ prestigiosi del Bel Paese, ha infatti finalmente scoperto quello che noi, ex risparmiatori ora ospiti presso il dormitorio pubblico di via Ortles a Milano, sapevamo da tempo: cioè che le banche che hanno venduto tango bond ai loro risparmiatori attraverso i loro sistemi di sambio organizzati (SSO) erano dei “ COLLOCATORI AL PUBBLICO delle obbligazioni emesse dallo Stato Argentino”.
Infatti non poteva essere diversamente, visto che la vendita ha interessato “casualmente” una massa di almeno mezzo milione di risparmiatori retail.

I COLLOCATORI sono stati ultimamente cosi’ appassionati al loro lavoro che il ritmo della ruota di collocamento, sempre piu’ veloce, era divenuto ormai INARRESTABILE !
Tanto che nel 2001 l’Argentina e’ riuscita a collocare in Italia , senza problemi, una emissione tripla di obbligazioni, pari alla somma di quelle che aveva emesso nei 3 anni precedenti (informiamo che i diagrammi delle emissioni annuali dell’Argentina sono stati pubblicati in passato dal SOLE 24 ORE).
Il fatto poi che l’Argentina, che solitamente metteva di routine ogni anno un volume pressocche’ equivalente di nuove obbligazioni, abbia improvvisamente emesso nel 2001 (in un anno) IL TRIPLO di tali volumi, non ha minimamente allarmato I COLLOCATORI INDIRETTI ( come – con felice eufemismo – li definisce il Giudice) i quali, anzi, furono ben felice di incrementare i loro profitti a spese della ricchezza nazionale.
Altro che patriottismo, altro che difesa dell’italianità delle banche ! E pensare che l’oscuro oggetto del desiderio dei partiti italiani e’ di possedere una banca !
Finalmente viene censurata la posizione della CONSOB quando, nella sua audizione davanti alla Commissione Parlamentare , si limita ad una interpretazione formalistica e non sostanziale dei fatti.
E’ doveroso , pero’, sottolineare che la CONSOB, a dispetto del suo ruolo di sorvegliante e delle sanzioni gia’ emesse, e’ purtroppo anch’essa parte in causa, avendo omesso di sanzionare le banche quando operavano con gli SSO in violazione degli art. 8 e 9 delle norme di attuazione del D.L. 24.2.98 – delibera Consob 11768 - applicando la contropartita diretta senza chiedere preventivamente assenso scritto del cliente per ogni ordine.
Questa circostanza purtroppo, fa di CONSOB un arbitro che non puo’ considerarsi al di sopra delle parti !
Di fatto, afferma il magistrato, le banche operavano “COME DEI COLLOCATORI INDIRETTI” comprando dall’Argentina i tango bond per poi rivenderli al pubblico tramite i loro sistemi di scambio organizzati (SSO), evitando cosi’ tutti gli obblighi di legge stabiliti dal mercato, tra cui quello fondamentale di pubblicare il PROSPETTO INFORMATIVO.
Non e’ difficile immaginare che l’eventuale pubblicazione di un prospetto informativo che ripeteva le avvertenze scritte in sede di emissione sulle offer circular dell’emittente Argentina,avrebbe suscitato nei consumatori un allarme tale da rendere praticamente invendibili i tango bond, tagliando cosi’ alla base le aspettative di guadagno dei solerti “collocatori indiretti”.
Da parte sua, il Governo Argentino, ben felice della fedele collaborazione delle banche italiane, dopo aver dichiarato il peggio sulle proprie offer circular per sollevarsi da ogni responsibilita’, sapendo dove arrivavano alla fine le proprie obbligazioni, decise cinicamente nel 2001 di farsi un regalo di Natale con i risparmi degli italiani, dichiarando il default nel dicembre del 2001, a ridosso dlel’ultima emissione.
Naturalmente , al momento del default, si scopre che quasi la totalita’ dei bond argentini presente in Italiana era “casualmente” in mano al pubblico dei risparmiatori, nonostante l’Argentina avesse indicato ai “collocatori indiretti” nelle sue offer circolar che tali “obbligazioni erano adatte ad investitori istituzionali capaci di valutare e sostenere rischi speciali “
Quanto abbiano pagato all’Argentina le banche italiane per queste obbligazioni spazzatura non e’ dato sapere.
Gli onorevoli Benvenuto, Olivieri e Didone’, al ritorno dal loro viaggio da Buenos Aires, fecero filtrare una notizia “di fonte argentina, che parlava del valore di questi bond intorno al 60% del facciale a fronte di un collocamento vicino al 100%.
Sapendo che i risparmiatori italiani detenevano circa 14 miliardi di euro, il conto sul guadagno delle banche italiane è presto fatto.
L’On. Tabacci, in un recente conferenza tenuta durante le giornate del risparmio presso la sede del SOLE 24 ORE a Milano, ha lamentato, davanti ad una platea qualficata – senza essere smentito – che i dati relativi a questi scambi “ SONO STATI SECRETATI . “ !
Secretati da chi ? E a quale scopo ?
Non si puo’ fare a meno di inorridire di fronte ad un sistema bancario italiano che si mette, per speculare, a disposizione di uno Stato straniero che si appropria del risparmio della ns. nazione, senza che gli organismi di controllo abbiano nulla da obiettare.
Il Security Act, con il pragmatismo che contraddistingue gli anglosassoni, sempre attenti all’azione, all’utilita’ pratica, dice che chi acquista titoli dall’emittente con l’intento di distribuire al pubblico (“in vew of distribution among the public”) E’ UN COLLOCATORE .
Ma probabilmente la BANCA D’ITALIA e la CONSOB, vista la collocazione delle loro sedi, avevano piu’ confidenza con il vernacolo romanesco dei furbetti del quartierino che non con la lingua inglese.
Per concludere : la vicenda dei tango bond si riassume bene con la favola di Collodi quando il gatto e la volpe convincono Pinocchio a seminare gli zecchini d’oro per far crescere l’albero degli zecchini.
Nella nostra vicenda: la volpe sta in Argentina, Pinocchio sta in Italia a risparmiare, il gatto sta dietro gli sportelli delle nostre banche.
Quello che non si sa e’ dove siano i GENDARMI ….
Speriamo che arrivino presto, anche perche’ – come affermava Keynes con sottile ironia – “ NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI “.

2 maggio 2006
Gualtiero Sans Avoir – libero docente al dormitorio pubblico di via Ortles - Milano
rolieg

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