Il premier parla e Unicredit sbanda

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Il premier parla e Unicredit sbanda

Messaggio da rolieg » gio nov 27, 2008 11:22 am

Il premier parla e Unicredit sbanda
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Il Cavaliere scatena le paure di Piazza Affari

FRANCESCO MANACORDA
MILANO
A fine giornata, nelle sale operative di Borsa, passano di mano i grafici «intraday», quelli che come i diagrammi appesi ai letti dei malati, segnalano i movimenti dei titoli ora per ora. E lì, dopo che alle 16 e 24 i primi flash di agenzia mettono assieme le parole «Berlusconi» e «nazionalizzazione», si vede netta la caduta del titolo Unicredit. Già sul filo teso dell’euro per tutta la giornata, la banca guidata da Alessandro Profumo perde il 4% solo nell’ultima ora di contrattazioni e finisce in ribasso del 6,39% a 0,98% euro. Smentite e precisazioni arriveranno mentre gli ordini di vendita ancora volano e, almeno per ieri, non serviranno a nulla. Ancora una volta il mercato, infatti, sfoga il suo nervosismo proprio sul titolo che per una serie di motivi - esposizione all’Est europeo in primis - pare diventato una sorta di parafulmine. Si scaricano là le incertezze di Borsa sul settore bancario, che ieri comunque penalizzano anche titoli come Intesa-Sanpaolo, che perde l’1,7%, Banco Popolare (-2,1%) e Bpm (-1,7%). Da giorni gli uomini di Profumo si sgolano per spiegare che non si comprende perché una banca che nel 2008 farà presumibilmente un utile netto di 4 miliardi debba essere trattata allo stesso modo di una qualsiasi Deutsche Bank che 4 miliardi - al contrario - li mette in bilancio sotto la voce «perdite». Ma sono sforzi che non pagano: di rado si è visto un mercato che si muove in modo così diametralmente opposto - da inizio anno a oggi il titolo ha perso poco meno del 40% - ai messaggi rassicuranti che arrivano da un soggetto quotato. A voler essere maliziosi, comunque, l’Unicredit un po’ nazionalizzato lo è già.

Non dallo Stato italiano, ma dalla Libia, che nel giro di pochi mesi e attraverso la sua banca centrale è diventato secondo azionista con il 4,9%, ha fatto al parte del leone - 750 milioni su 3 miliardi totali - nel sottoscrivere i bond convertibili che proprio ieri Mediobanca ha collocato e si appresta a mettere nel consiglio il suo governatore Fahrad Bengdara. Ma non è solo il caso eclatante della banca di piazza Cordusio, che oggi si potrebbe comprare tutta con meno di 14 miliardi, a dare il senso dei rapporti tra governo e mondo del credito. I grandi banchieri che domani a Milano ascolteranno il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi all’appuntamento annuale del Forex, sono infatti alle battute finali per quei Tremonti-bond sulle cui condizioni hanno trattato duramente. Le banche italiane sono abbastanza in salute da poter negoziare con il governo, sebbene quando le obbligazioni sottoscritte dal Tesoro e destinate a rafforzare i loro patrimoni arriveranno difficilmente se ne troverà una che non le accetterà: così facendo rischierebbe di trovarsi in svantaggio rispetto ai concorrenti. Ieri sera il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto di sperare che proprio oggi «arrivi l’ok definitivo di Bruxelles» ai bond, «titoli mirati a mantenere il finanziamento delle imprese». Nel secondo round che si sta decidendo davanti alla Commissione europea potrebbe scomparire il tasso di interesse progressivo che penalizzava soprattutto le banche che rimborsavano dopo pochi anni, sostituito da un tasso fisso per alcuni anni che dovrebbe essere all’8,5%.

Anche il «codice etico», quello che doveva dare un segnale forte sui compensi dei banchieri e sull’impegno delle banche ad aumentare i prestiti in modo direttamente proporzionale al sostegno pubblico ricevuto, è stato finalmente messo nero su bianco all’inizio di questa settimana. Ma sarà inevitabilmente espresso in termini piuttosto generici, che dovranno poi essere calibrati nell’intesa bilaterale sottoscritta da ogni istituto con il Tesoro. Per quel che riguarda i compensi dei manager bancari, l’orientamento è quello di affidarsi alle norme di Vigilanza della Banca d’Italia - già esistenti - che stabiliscono che debbano essere commisurati al rendimento di lungo periodo delle attività.
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Messaggio da rolieg » ven feb 20, 2009 4:18 pm

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