TANGOBOND - Articoli a cura di Gualtiero Sans Avoir

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TANGOBOND - Articoli a cura di Gualtiero Sans Avoir

Messaggio da rolieg » mer nov 26, 2008 4:05 pm

Articolo a cura di Gualtiero Sans Avoir ,libero docente al dormitorio pubblico di via Ortles ,Milano

GREY MARKET, MERCATO OVER THE COUNTER E RISCHIO DI CONTROPARTE DEGLI ALTRI

Come sappiamo la maggior parte dei Tangobond venduti in italia sono stati acquistati dalle banche italiane sul Grey Market che non e' un Mercato Regolamentato e che sfugge al controllo di qualsiasi autorita'.

Il grey Market e' un "Private Placement" ,"Mercato Primario " che si svolge tipicamente "Over The Counter" ed e' riservato ai soli "Investitori Istituzionali".

Nel Grey Market le banche Lead manager e Co-Lead manager possono sottoscrivere i titoli prima dell'emissione, beneficiando di prezzi inferiori a quelli poi praticati sul mercato.
Questo "sconto" e' una forma di compenso perche' questi soggetti garantiscono una iniziale sottoscrizione dei titoli accollandosi i rischi dell'emissione.

Le banche che successivamente comperano, sempre in in fase di grey market da questi soggetti, gli Underwriters e Sellers, perdono parte di questo guadagno perche' si assumono minor rischio.

Poiche' il Grey Market non e' soggetto al controllo di qualsiasi autorita',
non e' dato conoscere l'entita' di questo sconto,
a meno che lo stato che emette le obbligazioni non decida di divulgarlo.

Nel caso Argentina, i tre parlamentari Didone ,Benvenuto ed Olivieri comunicarono, in sede di audizione davanti alla commissione parlamentare presieduta da Gorgio la Malfa l'entita ' di questo sconto comunicatogli dal Ministero del tesoro argentino.

Chi e' interessato puo' consultare gli atti di questa commissione.

SEDUTA DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE- Presidente Giorgio La Malfa – mercoledì 3.3.2004- commissione IV.
http://www.camera.it/dati/leg14/lavori/ ... omunic.htm

Pag. 84
Luigi Olivieri (DS – U) afferma : omissis
…. Al riguardo sottolinea la circostanza che il sistema bancario ha realizzato grandi utili tramite la commercializzazione delle obbligazioni argentine, non soltanto in termine di provvigioni, ma soprattutto acquistando sul mercato tali titoli a valori anche del 30% inferiori a quelli facciali per rivenderli quindi ai risparmiatori al 98 % del valore facciale.
Pag. 85
Giorgio La Malfa – presidente – osserva: omissis
…..osserva per altro che, ove si riscontrasse che taluno degli intermediari ha acquistato titoli argentini al 70% del valore nominale per poi rivenderli al 98 % dello stesso, cio’ risulterebbe particolarmente grave riservandosi di proprorre all’UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE l’opportunita’ di procedere ad una indagine conoscitiva in merito , al fine di meglio individuare le varie fattispecie concrete da tenere presenti in sede di regolamentazione legislativa.

Risulta ora chiaro che le banche italiane ,i cui profitti erano da sempre in concorrenza con l'attivita' di raccolta diretta del risparmio effettuata dal Tesoro Italiano con la vendita dei Titoli di Stato,una volta emancipate dal Tesoro italiano con la privatizzazione e mutata pelle da banche commerciali a banche universali, si siano risolte a creare in Italia un mercato consistente di titoli che privilegiava, per un motivo da approfondire, tra gli stati stranieri, i "Titoli di Stato Argentini"in concorrenza con i "Titoli di Stato Italiani"; Titoli di Stato argentini
dalla cui vendita ricavavano utili ben piu' consistenti
del magro 0,3% ricavato dal collocamento dei Titoli di Stato italiani,
dentro il mercato regolamentato.


DEFINIZIONE DEI MERCATI REGOLAMENTATI E NON REGOLAMENTATI

Mercati regolamentati e mercati OTC

MERCATO REGOLAMENTATO CARATTERISTICHE
(da: IL Mercato dei capitali,ilaria pirocchi@unibo.it)

• Mercati ufficiali (Consob)
• Prezzi ufficiali (prezzi di apertura,chiusura, ecc.)
• Negoziatori selezionati, limitati,preapprovati
• Generalmente negoziazione via
telematica ma anche “out cry”
(mercato alle grida)
• Per alcuni strumenti necessità di
marginazione (futures collateral)
• Generalmente con presenza di
controparte centrale (CC&G)
• Negoziatore può operare in conto
proprio e conto terzi



MERCATI OVER THE COUNTER( OTC) CARATTERISTICHE

• Mercati non ufficiali
• Prezzi non ufficiali rilevati da information
providers
• Negoziatori potenzialmente illimitati:
�� nessuna approvazione del negoziatore
da parte di autorità
�� ogni negoziatore deve approvare il
rischio controparte degli altri
• Negoziazione via telefonica ma ora anche via
telematica
• Normalmente senza possibilità di
collateralizzazione.
• il negoziatore opera sempre in conto proprio


DI ASSOLUTO RILIEVO
Per essere ammessi ad un mercato Over The Counter e' necessario che il partecipante sia disposto ad assumersi il Rischio di Controparte DEGLI ALTRI!.

Questo significa che nel Grey Market ,
ad ogni passaggio di mano,
chi compera i titoli si assume .
approvandolo,
anche il rischio contratto sugli stessi dal primo acquirente in assoluto degli stessi titoli.

A ben vedere detta regola ha un significato pratico,
perche'

"Il rischio di controparte degli altri "
si puo' valutare in termini reali,
solo dopo la pubblicazione delle offering circular ,
che pero' non esistono nel mercato grigio ,

perche' vengono emesse contestualmente lo stesso giorno dell'emissione dei titoli cioe' proprio ,
guarda caso,
quando detti titoli vengono trasferiti direttamente dalla banca al cliente retail

che pero' ha sottoscritto i titoli parecchi giorni prima sul foglio d'ordine,
quando non esistevano le offering circular.

Quindi ogni banca che acquista i titoli,

sul grey market accetta di approvare al buio
senza conoscerli
anche" I rischi della controparte degli altri"
viceversa il mercato non potrebbe realizzarsi per evidenti motivi pratici.

Adesso sono sicuro che avete capito perche' si chiama "mercato grigio ".

Ma come puo' una banca approvare sul grey Market un
" Rischio di controparte degli altri"
per conto del cliente retail che ha prenotato quei titoli
che detta banca
va a comperare,

senza conoscere questi rischi "degli altri" ,
e nemmeno di conseguenza ,
senza avere potuto rappresentare ,
in anticipo al cliente,
questo rischio che deriva dall'obbligazione contratta da un terzo?

Qualcuno me lo deve spiegare!


Il "Rischio di Controparte" in realta' contiene
un sottoinsieme di rischi di un certo tipo che fanno rizzare i capelli,
che sono efficacemente elencati in una pagina di Wikipedia
che vi sottopongo.


DEFINIZIONE DI RISCHIO DI CONTROPARTE (da Wikipedia)


a)Rischio di credito (o Rischio di insolvenza):

rischio che nell'ambito di un'operazione creditizia
il debitore non assolva anche solo in parte ai suoi obblighi
di rimborso del capitale e di pagamento degli interessi
es. la società emittente di un prestito obbligazionario rimborsa solo il 20% del prestito

b)Rischio di liquidità:

nell'ambito di un'operazione creditizia
è il rischio che il debitore non adempia ai suoi obblighi monetari
nei tempi previsti.
In questo caso può essere considerato un caso particolare del rischio di credito; nell'ambito di una transazione di strumenti finanziari invece
può riferirsi alle difficoltà di liquidare sul mercato le posizioni detenute
nei tempi desiderati

c)Rischio Paese:

è il rischio, legato alle operazioni internazionali,
che il debitore estero non adempia per cause dipendenti dalle variabili macroeconomiche del Paese in cui opera

d)Rischio di regolamento:

rischio che nell'ambito di una transazione di strumenti finanziari
la controparte non adempia
es. in una compravendita di azioni una delle parti non consegna i titoli


CONCLUSIONE
Se si considera che la maggior parte delle iniziali operazioni di trasferimento dei tangobond dall'Argentina agli investitori Retail
sono avvenute proprio con prenotazioni raccolte da banche
che partecipavano al Grey Market
fra i loro clienti Retail,
durante la fase delle trattative sul Grey market,
cioe' in un mercato primario OTC ,

e' indubbio il fatto che ,
quando le banche hanno trasferito i titoli al risparmiatore Retail ,
lo stesso giorno dell'emissione
senza tenerli neanche un giorno nel loro portafoglio,
pagandoli con i soldi del risparmiatore ,
abbiano scaricato sullo stesso

IL

RISCHIO DELLA CONTROPARTE(DEGLI ALTRI) CONTRATTO CON LA PARTECIPAZIONE AL MERCATO OTC,

e sempre per avere accettato questo rischio ,
indispensabile per operare
sul mercato primario OTC

queste stesse banche

adesso non possono fare direttamente causa al Governo Argentino
per i residui titoli in default che ancora detengono in portafoglio
e che hanno appunto acquistato al Grey Market.

ALTRO CHE ASSENZA DI CONFLITTO DI INTERESSI QUANDO LA BANCA ,
CHE HA OPERATO NEL GREY MARKET
NON ERA ANCHE LEAD MANAGER DEL COLLOCAMENTO!

Quindi se la fattispecie si identifica nelle condizioni illustrate sopra ,
il conflitto di interessi sussiste anche nel caso in cui la banca che ha acquistato al Grey Market ,
su prenotazione del cliente retail ,
anteriore all'emissione di titoli non ancora esistenti,
non era lead manager di questo collocamento.

A questo proposito pare determinante distinguere nettamente
i casi
in cui i titoli sono stati trasferiti al cliente retail il giorno dopo l'emissione,
tenendo conto che il pagamento e la consegna dei titoli
all'interno del grey market ai Sottoscrittori Istituzionali

avvengono il giorno dopo dell'emissione scritta sulla Offering Circular,

cioe' quando l'accredito della valuta sul fissato bollato del risparmiatore
porta la stessa data del giorno dopo dell'emissione delle obbligazioni ,

dai casi in cui l'accredito della valuta porta una data successiva a quella del giorno dopo l'emissione dei titoli,

perche' questo ultimo caso indica che la banca venditrice li ha tenuti in portafoglio prima di venderli al cliente retail anticipando i soldi del pagamento.

Quanto sopra vale ad integrazione delle motivazioni adottate a supporto delle sentenze N° 3775/2000 trib. Milano ,Carla Romana Raineri
e trib. Parma 7 marzo 2007 pres. Bruno rel. Sinisi

Adesso,
sarebbe bene capire ,
perche' la CONSOB ,
durante l'audizione davanti alla
Commissione di inchiesta parlamentare,
si sia dimenticata di spiegare questi
"piccoli dettagli"
concernenti il concetto di
RISCHIO DI CONTROPARTE DEGLI ALTRI
ai signori parlamentari.
.

UNGUIBUS ET ROSTRO

Gualtiero Sans Avoir , Milano 5 gennaio 2009
Ultima modifica di rolieg il sab gen 24, 2009 11:01 am, modificato 3 volte in totale.
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1. TANGO BOND : LE BANCHE ITALIANE DAGLI APPENNINI ALLE ANDE

Messaggio da rolieg » sab gen 24, 2009 11:02 am

1. TANGO BOND : LE BANCHE ITALIANE DAGLI APPENNINI ALLE ANDE

· Articolo a cura di Gualtiero Sans Avoir libero docente al dormitorio pubblico di via Ortles – Milano


· LA TERNA VINCENTE : collocatori indiretti + diretti proprietari + membri del consorzio di collocamento

Finalmente uno dei tribunali piu’ prestigiosi del Bel Paese ha scoperto che alcuni dei Collocatori Indiretti di obbligazioni argentine oltre a fare parte del consorzio di collocamento dei Tango Bond erano anche i DIRETTI PROPRIETARI di due delle piu’ importanti banche dell’Argentina.

· LA DOCUMENTAZIONE

Durante il viaggio a Buenos Aires degli on. Benvenuto, Olivieri e Didone’, nell’intervista rilasciata all’Ansa il 21.2.2005, Didone’ dice: “in base alla documentazione acquisita, e’ comprovato vi sia stato un interesse primario da parte del SISTEMA BANCARIO ITALIANO, soprattutto nel 1999-2000 non solo a fare parte del sindacato di collocamento, ma ad essere manager leader del collocamento stesso, abbiamo ottenuto documentazione inconfutabile che le banche acquisivano in toto l’ammontare della obbligazione argentina e poi la collocavano sulla propria rete lucrando, correttamente, provvigioni assolutamente consistenti. Si puo’ parlare di un monte di provvigioni di circa 5000 miliardi di vecchie lire, una cifra comunque che e’ assolutamente approssimativa”.

A Buenos Aires i nostri parlamentari incontrarono Gustavo Nielsen, sottosegretario alle finanze argentine, esponenti della banca centrale argentina, ministri argentini, responsabili della provincia di Buenos Aires. Al termine della visita di 7 giorni hanno acquisito “ materiale legato al comportamento delle banche italiane”.

Ancora riferisce Benvenuto:
“la disponibilita’ del Governo argentino nel fornire documenti e la documentazione, ci ha permesso di capire anche che tutti nel 2000 sapevano che la situazione era grave, che il default era vicino “.

SEDUTA DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE- Presidente Giorgio La Malfa – mercoledì 3.3.2004- commissione IV.
http://www.camera.it/dati/leg14/lavori/ ... omunic.htm

Pag. 84
Luigi Olivieri (DS – U) afferma : omissis
…. Al riguardo sottolinea la circostanza che il sistema bancario ha realizzato grandi utili tramite la commercializzazione delle obbligazioni argentine, non soltanto in termine di provvigioni, ma soprattutto acquistando sul mercato tali titoli a valori anche del 30% inferiori a quelli facciali per rivenderli quindi ai risparmiatori al 98 % del valore facciale.
Pag. 85
Giorgio La Malfa – presidente – osserva: omissis
…..osserva per altro che, ove si riscontrasse che taluno degli intermediari ha acquistato titoli argentini al 70% del valore nominale per poi rivenderli al 98 % dello stesso, cio’ risulterebbe particolarmente grave riservandosi di proprorre all’UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE l’opportunita’ di procedere ad una indagine conoscitiva in merito , al fine di meglio individuare le varie fattispecie concrete da tenere presenti in sede di regolamentazione legislativa.
2.-
LA PRESENZA DELLE BANCHE ITALIANE IN ARGENTINA: BNL e BANCO SUDAMERIS
Fonte MicroFinanza srl – servizi finanziari per l’economia popolare “banche , le cifre del disastro”- di Francesco Terreri
www.microfinanza.it/Site/archivio/arc012.html
microfinanza web site

Conti delle banche argentine, pubblicati da BANCO CENTRAL DELLA REPUBBLICA ARGENTINA ( corrispondente alla nostra BANCA d’ITALIA)

BANCHE IN ARGENTINA – PORTAFOGLIO A RISCHIO AL NOVEMBRE 2001

- Banca Nazionale del Lavoro 23,3 %
- Banco General de Negocios 16,0 %
- HSDC Banc Argentina 15,8 %
- Banco Sudameris Argentina (Intesa BCE) 14,4 %
- Banca della Provincia di Buenos Aires 12,1 % settembre
- Banca Credicoop 11,7 %
- Banco Societe’ generale 9,9 %


In un sistema largamente dominato da gruppi esteri , l’istituto con la maggiore quota di crediti problematici e’ la BANCA NAZIONALE DEL LAVORO , controllata locale della BNL ITALIANA (sic ! )
A novembre 2001 il volume di impieghi BNL era pari a 2,2 miliardi di peso (2,2 miliardi di dollari al cambio ufficiale di novembre 2001 di 1 peso = 1 dollaro) che diventano 2,9 miliardi con i crediti di firma, cioe’ le garanzie concesse.
Il 23,3 % di questa cifra e’ a rischio :
- potenziale il 7, 5 %
- con problemi il 3,5 %
- con alto rischio di insolvenza il 10, 3 %
- irrecuperabile il 2 %.
L’ultimo dato sui crediti alle piccole imprese non e’ aggiornato : risale al dicembre 1999 e dice che BNL orienta solo il 6,7 % dei suoi finanziamenti ai clienti meno ricchi.
D’altra parte tra i suoi clienti piu’ importanti sono la FIAT Auto Argentina – quella che Torino vuole spostare in Brasile : per ora ha sospeso la decisione- e la PARMALAT Argentina…….ecc.
L’altra banca controllata da un gruppo italiano e’ la SUDAMERIS ARGENTINA che fa capo a INTESA BCI.
Su 1,8 miliardi di pesos ( 1,8 miliardi di dollari al cambio dicembre 2001 : 1 peso = 1 dollaro) di crediti e garanzia, il 14,4 % e’ in pericolo e l’ 8,8 % di esso e’ praticamente insolvente, ma i prestiti alle piccole imprese sono il 6,6 % del totale erano 8,2% a dicembre 2000.
Tra i clienti di rilievo : la TELECOM ARGENTINA (controllata da Telecom Italia e France Telecom) e la PARMALAT.

Le altre banche presenti in Argentina in ordine di dimensioni :
- Banche internazionali

HSBC ARGENTINA
Fa capo all’omonimo gruppo internazionale britannico


3.-

BANCO GENERAL DE NEGOCIOS
Banca privata controllata dagli investitori argentini e da tre grandi banche internazionali CREDIT SWISSE, FIRST BOSTON, DRESDER BANK e CHASE INTERNATIONAL FINANCE


- Banche locali

BANCA DELLA PROVINCIA DI BUENOS AIRES
Uno degli istituti pubblici e una delle maggiori banche del paese

BANCO CREDICOOP
Una delle poche banche cooperative del paese


FONTE : CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO – VECCHIANO (Pisa)
ESTRATTO DA “BREVE SCHEDA SU BANCA NAZIONALE DEL LAVORO” SITUAZIONE ANNO 2000

BNL e’ il sesto gruppo bancario in Italia, nel 2000 ha avuto una raccolta complessiva di 166 miliardi di euro per un utile netto di 476 milioni di euro.
Impiega 21.821 dipendenti
Presidente del Consiglio di Amministrazione : Luigi Abete (ex presidente di Confindustria e presidente di Lottomatica)
Uno dei due vice presidenti e’ Giovanni Zonin, proprietario dell’omonima impresa vini e presidente della Banca Popolare di Vicenza.
Il Gruppo e’ composto di 9 istituti di credito italiani ed esteri…….
Nel 2000 il Gruppo aveva un totale di crediti verso i Paesi a rischio pari a 1,3 miliardi di euro……
Tra i Paesi del Sud spiccano IRAK, ARGENTINA e BRASILE, particolarmente presente in America Latina dove ha varie filiali.
Non a caso e’ stata una delle banche che ha avuto maggior coinvolgimento nel debito dell’Argentina, attraverso prestiti concessi direttamente al Governo Argentino e attraverso collocamente sul mercato internazionale dei buoni del tesoro argentino……….

Nel 2000 BNL , assieme ad altre banche, ha subito una sanzione da parte della Banca d’Italia per restrizione grave e duratura della concorrenza, in quanto componente del cartello denominato “GRUPPO DEGLI AMICI DELLA BANCA”


FONTE : BNL – ROMA
Bilancio pubblicato da BNL – anno 2000.
Pag. 435 “BANCHE ED AFFILIATE AMERICA DEL SUD”

ARGENTINA - AFFILIATE ATTIVITA’

- BNL – INVERSIONE ARGENTINAS SA B.AIRES finanziaria

- BANCA NAZIONALE DEL LAVORO (sede centrale) credito
punti vendita 134 su tutto il territorio nazionale

4.-

- BNL SOCIEDAD GERENTE DE FONDOS COMUNES finanziaria
DE INVERSION SA B. AIRES

- BNL VALORES SA SOCIEDAD DE BOLSA B.AIRES finanziaria

- JUNCAL COMPAGNIA DE SEGUROS SA B. AIRES assicurativa

- JUNCAL COMPAGNIA DE SEGUROS DE AUTOS Y
PATRIMONIALES SA assicurativa

- JUNCAL COMPAGNIA DE SEGUROS DE VIDA SA assicurativa


. * . * . * . * . * . * . *


DIALOGO ATTORNO AI MASSIMI SISTEMI

Domanda :

Il magistrato afferma che Banca Intesa, tramite Comit, era proprietaria “ di una delle tre banche piu’ importanti dell’Argentina”. Di piu’ e’ risultata pacifica la partecipazione della banca quale collocatrice nel consorzio di collocamento “
Tutto giusto, ma chi e’ l’ALTRA delle 3 banche piu’ importanti dell’Argentina controllata dall’Italia ?

Risposta :

La BANCA NAZIONALE DEL LAVORO SA di B. Aires., con i suoi 134 sportelli su tutto il territorio argentino e le sue 6 affiliate che spaziano in tutti i settori : finanziario, assicurativo, assicurativo auto, patrimoniale, assicurazioni vita, piu’ una societa’ di gestione fondi e una societa’ di borsa.
Come si puo’ leggere a pag. 435 del bilancio pubblicato da BNL nel 2000.

Domanda :

Chi collocava sul piano internazionale assieme a SUDAMERIS (Intesa – Comit ) i buoni del tesoro Argentini ?

Risposta :

la BNL, se e’ vero quello che si legge sulla “breve scheda su BNL “ pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo Vecchiano – Pisa.


Domanda :

Chi prestava denaro attraverso prestiti concessi direttamente al Governo argentino o indirettamente attraverso il collocamento sul mercato di buoni del tesoro argentino ?

5.-

Risposta :

la BNL. Se e’ vero quanto pubblicato dal Centro di Studi di Vecchiano – Pisa – gia’ sopra menzionato.

Domanda :

Chi asserisce “che interesse primario da parte del sistema bancario italiano, soprattutto nel 1999-2000, non solo a far parte del sindacato di collocamento, ma ad essere manager leader del collocamento stesso : abbiamo ottenuto documentazione inconfutabile sul fatto che le banche acquisivano in toto l’ammontare dell’obbligazione argentina, poi la collocavano sulla propria rete, lucrando, correttamente, provvigioni assolutamente consistenti?

Risposta :

L’on. OLIVIERI. Se e’ vero quanto riportato nella sua intervista ANSA a B.Aires il 21.2.2000, assieme a Didone’ e Benvenuto.

Domanda :

Chi erano le banche argentine il cui portafoglio era piu’ a rischio al novembre 2001 ?

Risposta :

Prima assoluta BANCA NAZIONALE DEL LAVORO ARGENTINA con il 23,3 % del suo portafoglio a rischio, seguita in 4’posizione da SUDAMERIS (INTESA – Banca Commerciale Italiana) con un portafogli a rischio del 14,4 % (pero’ vicina al 2’ posto di Banco General di Negocios 16 % del portafoglio a rischio e al 3’ posto di HSBC BANC ARGENTINA con un portafoglio a rischio del 15,8 % .

Se e’ vero quello che pubblica il “BANCO CENTRAL DELLA REPUBBLICA ARGENTINA”(equivalente alla nostra Banca Italia) a novembre 2001 (microfinanza web site)

Domanda :

In sede di commissione parlamentare davanti al presidente Giorgio La Malfa, mercoledi’ 3 marzo 2004 comm. IV – pag. 83-84
Chi asserisce che le banche lucravano non solo sulle commissioni ma soprattutto acquistando “a valore anche del 30% inferiori a quelli facciali per poi rivenderle ai risparmiatori al 98% del valore nominale “ ?


Risposta :

L’on. LUIGI OLIVIERI (DS)
Se e’ vero quanto scritto negli atti della commissione sopra menzionati (www.camera.it).


6.-
Domanda :

Chi asserisce all’ANSA a B.Aires il 21.2.2005 che la “documentazione fornita dal Governo argentino ci ha permesso di capire che tutti nel 2000 sapevano che la situazione era grave, che il default era vicino “ ?

Risposta :

Giorgio Benvenuto, se e’ vera la sua dichiarazione rilasciata all’ANSA B. Aires 21.2.2005.


Domanda :

Il sistema bancario italiano era coinvolto con le vicende politiche economiche dell’Argentina ?

Risposta :

SI, perche’ due delle tre maggiori banche argentine BNL e SUDAMERIS erano di proprieta’ di BNL –Roma e B.INTESA BCI, una delle quali finanziava direttamente lo Stato argentino ed entrambe partecipavano al collocamento internazionale dei titoli di stato argentini.
In particolare BNL era presente con una sede e 134 punti vendita in tutto il territorio internazionale e possedeva addirittura una societa’ di borsa (BNL VALORES SOCIEDAD DE BORSA) e 5 societa’ presenti in tutti i rami finanziari e assicurativi, compreso ramo auto, vita, patrimoniale e gestione fondi.

Domanda :

Ma allora le banche sapevano che l’Argentina stava andando a remengo e che vendevano obbligazioni spazzatura ai risparmiatori italiani ?

Risposta : (delle banche)

NO ! ASSOLUTAMENTE NON SAPEVAMO NULLA !
Come potevamo saperlo ! Qui siamo nel paese degli APPENNINI, non sappiamo nulla del Paese delle ANDE !


LA CONCLUSIONE

L’affare dei TANGO BOND “un collocamento al dettaglio di rischio – Argentina senza eguali nel mondo al di fuori dei confini argentini” (vedi articolo SOLE 24 ORE 25.5.2006 pag 35 ) merita un’indagine piu’ approfondita che il rimborso sollecito e doveroso di quelle “ 4 vecchiette “ menzionate da Fazio che hanno investito in TANGO BOND e che conoscevano l’Argentina solo per avere letto alle scuole elementari il romanzo di Edmondo De Amicis “DAGLI APPENNINI ALLE ANDE”
Qui siamo in presenza di un sistema bancario argentino “largamente dominato da Gruppi esteri “ dove la maggior quota di crediti era nelle mani italiane, tramite il possesso di BNL e di INTESA, di “2 fra le 3 piu’ importanti banche argentine (BNL e SUDAMERIS) “


7.-

Non ci sono prove che queste banche , visto l’appossimarsi del default nel 1999-2000 non abbiano resistito alla tentazione di alleggerire il peso dei TANGO BOND detenuti nelle loro filiali argentine (ora nonostante il miracolo economico Argentino molto frettolosamente gia’ vendute) a spese dei risparmiatori italiani.
Ci auguriamo che cio’ non sia avvenuto, ma qui al dormitorio si dice che a pensare male si fa peccato ma ci si indovina quasi sempre e ci pare doveroso che qualcuno indaghi sulle transazioni tra banche argentine e le loro case madri italiane.
L’Argentina e’ un paese ricco di sorprese, se non ci credete chiedetelo al Cavaliere che all’Argenti- na e’ andato a chiedere i voti per se’ invece che i soldi per noi.

ABSIT INIURIA VERBO


Gualtiero Sans Avoir

Milano 26.5.2006
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LE BEAU GEST , I CERCHI NEL GRANO E LEHMAN

Messaggio da rolieg » sab gen 24, 2009 11:05 am

LE BEAU GEST , I CERCHI NEL GRANO E LEHMAN

Articolo a cura di Gualtiero Sans Avoir ,libero docente al dormitorio pubblico di via Ortles Milano


Recentemente dopo la UNIPOL e la BANCA DI CREDITO COOPERATIVO anche MEDIOLANUM e’ intervenuta per garantire i suoi clienti coinvolti nel fallimento di Lehman .

La dichiarazione e’ stata fatta ,
con una certa retorica,
dall’azionista di riferimento di Mediolanum ,
un simpatico ragioniere ,
facilmente riconoscibile per la sua fissazione di disegnare dei cerchi,
che somigliano in modo inquietante ad uno zero, attorno ai piedi dei propri clienti,

il quale non ha mancato di sottolineare,
che tale operazione verra' pagata ,
di tasca propria ,
meta’ proprio da lui e meta’ dall’altro azionista di riferimento di Mediolanum
il Patron di Fininvest.

Le BEAU GESTE del ragioniere geometra,
ha fatto storcere il naso agli altri banchieri dell’ABI,
che hanno percepito i toni di propaganda della dichiarazione ,
come un ‘altra occasione per non farsi sfuggire l’ennesima operazione di marketing .

Pero’ ,
al contrario di Unipol e Bcc ,
che hanno deciso di rimborsare l’intero capitale investito nelle polizze index linked,
Mediolanum si impegna a sostituire ,
ai suoi malcapitati clienti,
ben 10.000 sottoscrittori di polizze index linked ,
l’obbligazione di riferimento Lehman con altre obbligazioni che non sono andate in default.


Al di la delle retoriche esternazioni di solidarieta’ di queste banche,
nei confronti dei malcapitati sottoscrittori di polizze index linked ed obbligazioni Lehman ,
che in Italia sembra assommino globalmente a qualcosa come circa 7 miliardi di euro,
viene da chiedersi perche’,
tale solidarieta’,
non sia mai stata espressa anche per i sottoscrittori di obbligazioni Argentine ,Cirio e Parmalat ,
pure vendute a piene mani,
come le polizze index linked Lehman ,
dalle stesse Unipol ,Bcc e Mediolanum ai loro risparmiatori retail.


Infatti queste medesime banche,
hanno tuttora in piedi, in tribunale,
numerose cause contro risparmiatori da loro trombati con bond spazzatura come Argentina ,Cirio e Parmalat
e
continuano ,
pervicacemente,
ad accanirsi nel ricorrere in appello,
anche quando sono state sconfitte in primo grado dai loro vecchi disperati clienti ,
costituiti in maggioranza da anziani pensionati ,
che sono esausti ,
perche’ gia’ in ballo da otto anni.


Cosa ha convinto queste banche,
solo adesso,
a riconoscere i propri errori ed a mettere mano al portafoglio ?


I sette anni ,
passati senza gloria a calcare le scene dei tribunali nazionali,
che con la giurisprudenza che si e’ andata consolidando,
non hanno avuto i risultati sperati ?

Forse succede che,
come nel caso dell’Argentina ,
non si possono dirottare i risparmiatori contro l’emittente,
invece che contro l’intermediario,
per il semplice motivo che l’emittente Lehman non esiste piu’?.

A pesare sulla vendita delle obbligazioni Lehman sono inoltre anche le modifiche del TUF dettate nel 2005 ,
che obbligano la banca intermediaria di rispondere dei bond venduti ,
nei 12 mesi antecedenti .

Altra considerazione merita il consorzio Patti chiari sponsorizzato dall’ABI ,
anche se e’ vero che il fallimento invece che Lehman ,
poteva interessare un'altra banca d’affari,

quello che e’ successo


dimostra che non e’ sufficiente creare una lista di prodotti finanziari ,
a “basso rendimento ed a basso rischio”,
se poi non ci si impegna ad aggiornarla in tempo utile:

Quello che doveva essere sotto osservazione,
era il ruolo rivestito
delle banche d’affari americane,come protagoniste e vittime
dello scoppio della bolla speculativa sui prodotti derivati che avevano emessi .

Banche d'affari americane che si erano avvitate nel collasso dei loro titoli azionari ed obbligazionari che,
indipendentemente dalla effettiva sorte futura dell'emettitore ,
dovevano essere prudentemente tolti dagli elenchi di PATTI CHIARI .

Che l'epilogo non era cosi' imprevedibile,
lo dimostra il fatto clamoroso che l’hedge fund ,
dove e’ andato a lavorare due anni fa l’ex governatore della FED Alan Greespan ,

( il Grande Burattinaio dell'esordio in massa dei derivati,che detto per inciso, in tutto questo tempo , solo dopo esserne uscito , non ha mancato di irridere il comportamento irresponsabile della banca centrale USA)

ha guadagnato ben 3,7 miliardi di dollari ,
scommettendo sullo scoppio della bolla speculativa finanziaria.

Persino il Ministero del Tesoro Italiano e’ risultato coinvolto nel fallimento di Lehman Brothers ,
nonostante diverse interpellanze parlamentari,
ancora non si e’ riusciti ad avere una risposta esaustiva per capirne i dettagli e l’esposizione ,
a grandi linee dovrebbe trattarsi di swap
( in pratica scommesse sull'andamento futuro dei mercati)
conclusi con la Lehman in occasione dell’emissione di titoli esteri Italy Bond ,

emessi in valuta estera, su piazze finanziarie fuori dall’Italia ,
curata da Lehman ed avvenuta , se si da retta agli avversari politici,
proprio quando il ministro del Tesoro era lo stesso della presente legislatura,
ed era di moda il” laissez faire” anche degli Enti Locali.

Ma forse l’ABI ha pensato che fare uscire i prodotti finanziari delle Banche d’Affari americane dalla lista Patti Chiari,
avrebbe fatto franare rovinosamente le quotazioni delle banche italiane alla borsa di Milano,
ed ha ritenuto di tacere per un proprio conflitto di interessi ,
affidando la tutela dei risparmiatori ,
invece che a Patti Chiari,
all’intervento provvidenziale della Mano Invisibile di Adam Smith.

Per chi non lo sapesse la metafora della Mano invisibile di Adam Smith,
il padre della moderna scienza economica ,
dice sostanzialmente questo:

Prendete quattro sciacalli,
lasciate che facciano i loro piu’ privatissimi interessi,
senza esercitare alcun controllo su niente,
sui modi con cui si scambiano i loro prodotti ,
sui metodi usati,sui loro fini ,
su l’impatto che hanno le loro azioni sulla societa’
e questa magica Mano Invisibile,
fara’ in modo che,
tutto questo immane mercimonio ,
produca benessere.
PER TUTTI.

Per concludere ,
forse la saggia e intelligente decisione dei due azionisti di riferimento di Mediolanum ,
di chiudere la partita e pagare di tasca propria gli effetti della crisi Lehman,
sulle polizze index linked vendute ai propri clienti ,
ha una spiegazione piu’ semplice e banale :

Riuscite ad immaginare il devastante effetto di immagine politica in Italia ed all’estero,
che avrebbe l’indecoroso spettacolo
dei 10.000 inferociti risparmiatori di Mediolanum ,
inscritti nel cerchio della banca Tailor Made,
che intentano una class action contro il Patron di Fininvest ,
mentre e’ impegnato nel salvataggio delle banche italiane con i soldi pubblici ?

Viene da scommettere,dopo quello che e' successo al ragioniere geometra,
che da adesso in poi , i cerchi li faranno solo gli Alieni, nel grano.


CAUSA PATROCINO NON BUONA,PEIOR ERIT

Gualtiero Sans Avoir , Milano 24 nov. 2008
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TANGOBOND , BANCHE ,CDS E COPERTURA RISCHIO DEFAULT

Messaggio da rolieg » mar gen 27, 2009 8:01 am

TANGOBOND , BANCHE ,CDS E COPERTURA RISCHIO DEFAULT

Articolo a cura di Gualtiero Sans Avoir ,libero docente al dormitorio pubblico di via Orles, Milano

CREDIT DEFAULT SWAP (CDS)

Cosa sono questi misteriosi Credit Default Swap e che” ci azzeccano” con le obbligazioni argentine andate in default?

Ve lo spiego subito.

Immaginate di essere un’ Investitore Istituzionale,
ad esempio una” Banca Italiana” ,
che oggi o piuttosto nel 1999 ,
si mette in portafoglio i titoli di stato Argentini,
ma desidera essere coperta dal rischio
che la Repubblica Argentina non rimborsi in futuro i propri titoli, cosa fa?

Semplice,
questa Banca si compera un “Credit default Swap “ per il periodo di tempo che desidera essere assicurata dal rischio di default dell’Argentina.

I Credit Default Swap sono contratti accessibili solo a grandi operatori finanziari ,
non ai risparmiatori privati
e funzionano piu’ o meno come polizze assicurative ,
in quanto, pagando un premio ad una controparte,
un investitore puo’ assicurarsi contro l’insolvenza di qualunque emittente.


I CDS , che assicurano i sottoscrittori dei contratti,
sono slegati al valore cumulativo dei titoli effettivamente emessi ,
potendo raggiungere una massa in circolazione di valore multiplo della obbligazione sottostante.

I CDS dopo la loro emissione iniziale ,
ad esempio da parte di una banca od istituto assicurativo ,
come la Aig americana, ora nazionalizzata,
si possono comperare e poi rivendere
ed in questo caso l’onere di assicurare la copertura del rischio
passa dal venditore al compratore,
naturalmente nei confronti di chi ,
solo se e’ investitore istituzionale,
detiene effettivamente le obbligazioni argentine.
Perche’ i CDS non sono accessibili al risparmiatore Retail.

Le Banche,ad esempio, vendono e comperano CDS,
cioe’ vendono e comperano “protezione”simultaneamente da diverse controparti.

Il mercato dei CDS e’ un mercato non regolamentato,
uno scambio tra privati che avviene fuori da un luogo fisico ,
tipicamente Over The Counter.

Di conseguenza non esiste un organismo ufficiale di controllo che garantisce le transazioni concluse tra le controparti e fa da cassa di compensazione (clearing house centrale),
per cui in queste condizioni di operativita’,
chi compera o vende CDS accetta i
“RISCHI DI CONTROPARTE” ,
perche’ non e’ mai sicuro che la sua controparte sia in grado di soddisfare gli obblighi sottoscritti.


Ma quanto e’ il premio che il sottoscrittore paga a chi assicura i Tangobond ,
ad una certa data,
cioe’ quanto costa un CDS che assicura ad esempio per 5 anni una obbligazione emessa dallo stato Agentino del valore di 10 milioni di dollari?
Naturalmente questo costo sara’ associato al rischio paese realmente percepito dal mercato, indipendentemente dal Rating.

Ad esempio
come da tabella sottostante ,
in cui 100 punti nella tabella “current”
equivalgono a 100.000 dollari l’anno ,
per assicurare ogni anno ,per cinque anni, 10 milioni di debito,
il costo aggiornato al 31.12 .2008 era , per chi aveva 1000 punti,
un milione di dollari anno che assomma a 5 milioni per tutti cinque anni!

Poiche’ l’Argentina nella tabella di punti ne ha ben 3361,6
Lascio a voi il compito di calcolare la cifra.

Per l’Italia il punteggio e’ 184,
quindi il costo di un CDS sui titoli di stato italiani e’184mila dollari anno,
per cui diventano
920mila dollari per tutti i cinque anni per assicurare 10 milioni di dollari.

Chi ad esempio,come Istituzionale voleva speculare su un paese che aveva un “current” di 1000
e sapeva che un rifiuto di un prestito del Fondo monetario a questo paese era imminente come nella precedente campagna elettorale americana ,
quando Bush parlava di taglio di prestiti del FMI all’Argentina,
poteva acquistare un CDS per tenerlo un anno,
e con una spesa di 1 milione di dollari poteva incassarne 10 milioni, dopo il default.




Quindi ,
le banche Italiane mentre distribuivano i Tangobond ai risparmiatori italiani potevano comperare CDS sugli stessi titoli e guadagnare sull’imminente default.

Questa prospettazione non deve sorprendere perche’ e’realmente avvenuta di recente ,
per alcuni istituti di credito italiani con le obbligazioni Lehman,
che mentre continuavano a vendere ai risparmiatori le obbligazioni Lehman,
mantenendole dentro la lista del consorzio Patti chiari ,
fino al giorno della messa in amministrazione controllata in america (chapter 11),
si sono comperati dei CDS su Lehman,
assicurandosi contro il default ,
cosa che il piccolo risparmiatore non poteva fare.

Ora,
poiche’ queste Banche , adesso,
si difendono sostenendo che il crac non era prevedibile e che il rating non era cambiato,
il Sole 24 Ore in un articolo del 24 ott.2008 di Morya Longo si e’ sentito di intervenire dicendo:
“….i piccoli investitori non hanno accesso a quelle polizze assicurative anti-insolvenza chiamate credit default swap .
Ecco dunque una proposta provocatoria : le banche che hanno incassato un risarcimento in quel maxi –regolamento dei conti potrebbero condividerlo con i loro clienti?

Sarebbe possibile un gesto di clemenza ,nei confronti di chi ha acquistato allo sportello obbligazioni emesse da Lehman Brothers ma non ha avuto alcuna possibilita’ di assicurarsi contro il loro default?

Si tratta di una provocazione,ma senza dubbio permetterebbe di sanare un’ASIMMETRIA (aggiungo io,INFORMATIVA) tra investitoti Istituzionali e piccoli risparmiatori”


Parallelamente alla Camera dei Deputati XVI legislatura, seduta 8 genn. 2009,
un gruppo di deputati ha fatto interpellanza urgente riguardante l’esposizione di 1,8 miliardi di euro
in mano a 40000 risparmiatori italiani,
dicendo che fra le banche che hanno partecipato all’operazione assicurazioni:
“vi sono anche alcune banche italiane come
Intesa san Paolo,Montepaschi ,Banca Intermobiliare e Unicredit……in altre parole quali banche abbiano lucrato sul fallimento di Lehman Brothers ,
ignorando la condizione dei propri risparmiatori che nelle stesse ore vedevano svanire i propri risparmi.”

URBI ET ORBI

Cualtiero Sans Avoir, Milano ,26 genn 2009
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TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRET

Messaggio da rolieg » mar mar 17, 2009 7:58 am

TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRETTI”

LETTERA APERTA A TUTTE LE REDAZIONI DEI QUOTIDIANI ITALIANI
IL SOLE 24 ORE – Dott. Marco Liera
IL CORRIERE DELLA SERA – Dott. Severgnini – Dott. Mieli –Dott. Sartori
LA REPUBBLICA – Direttore E. Scalfari
LIBERO - Direttore V. Feltri
IL FOGLIO - Direttore G. Ferrara
LA PADANIA - on U. Bossi e On Maroni
A FORZA ITALIA e AN : On Tabacci - On Silvio Berlusconi – On Fini – On Tremaglia
A D.S. : On. Romano Prodi – On Benvenuto – On Di Pietro
LETTERA APERTA INVIATA A BEPPE GRILLO
LETTERA APERTA INVIATA A CONSOB
LETTERA APERTA INVIATA A BANCA d’ITALIA – Dott. Draghi e Dott. Visco
LETTERA INSERITA IN INTERNET www.ilcaso.it e nel FORUM di FINANZA ON LINE
LETTERA MANDATA PER RACCOMANDATA ALLA GUARDIA di FINANZA di ROMA e di MILANO – via M. Gioia 5 – 20124 Milano

TANGO BOND , LA FAVOLA DI PINOCCHIO e I “COLLOCATORI INDIRETTI”

Mentre tutti i tribunali d’Italia navigano a vista in una generosa e creativa gara di emulazione, emettendo sentenze contrapposte in giudizi, dove sono coinvolti TANGO BOND – BANCHE e RISPARMIATORI, disquisendo dottamente se applicare la nullità o l’annullamento, piuttosto che l’inadempienza contrattuale e su chi debba assumersi l’onere della prova, gettando nello sconcerto migliaia di risparmiatori con i loro avvocati che non sanno piu’ che pesci pigliare, FINALMENTE la montagna della giustizia ha partorito un “topolino “ : e’ nata la figura del “COLLOCATORE INDIRETTO”.
Uno dei tribunali piu’ prestigiosi del Bel Paese, ha infatti finalmente scoperto quello che noi, ex risparmiatori ora ospiti presso il dormitorio pubblico di via Ortles a Milano, sapevamo da tempo: cioè che le banche che hanno venduto tango bond ai loro risparmiatori attraverso i loro sistemi di sambio organizzati (SSO) erano dei “ COLLOCATORI AL PUBBLICO delle obbligazioni emesse dallo Stato Argentino”.
Infatti non poteva essere diversamente, visto che la vendita ha interessato “casualmente” una massa di almeno mezzo milione di risparmiatori retail.

I COLLOCATORI sono stati ultimamente cosi’ appassionati al loro lavoro che il ritmo della ruota di collocamento, sempre piu’ veloce, era divenuto ormai INARRESTABILE !
Tanto che nel 2001 l’Argentina e’ riuscita a collocare in Italia , senza problemi, una emissione tripla di obbligazioni, pari alla somma di quelle che aveva emesso nei 3 anni precedenti (informiamo che i diagrammi delle emissioni annuali dell’Argentina sono stati pubblicati in passato dal SOLE 24 ORE).
Il fatto poi che l’Argentina, che solitamente metteva di routine ogni anno un volume pressocche’ equivalente di nuove obbligazioni, abbia improvvisamente emesso nel 2001 (in un anno) IL TRIPLO di tali volumi, non ha minimamente allarmato I COLLOCATORI INDIRETTI ( come – con felice eufemismo – li definisce il Giudice) i quali, anzi, furono ben felice di incrementare i loro profitti a spese della ricchezza nazionale.
Altro che patriottismo, altro che difesa dell’italianità delle banche ! E pensare che l’oscuro oggetto del desiderio dei partiti italiani e’ di possedere una banca !
Finalmente viene censurata la posizione della CONSOB quando, nella sua audizione davanti alla Commissione Parlamentare , si limita ad una interpretazione formalistica e non sostanziale dei fatti.
E’ doveroso , pero’, sottolineare che la CONSOB, a dispetto del suo ruolo di sorvegliante e delle sanzioni gia’ emesse, e’ purtroppo anch’essa parte in causa, avendo omesso di sanzionare le banche quando operavano con gli SSO in violazione degli art. 8 e 9 delle norme di attuazione del D.L. 24.2.98 – delibera Consob 11768 - applicando la contropartita diretta senza chiedere preventivamente assenso scritto del cliente per ogni ordine.
Questa circostanza purtroppo, fa di CONSOB un arbitro che non puo’ considerarsi al di sopra delle parti !
Di fatto, afferma il magistrato, le banche operavano “COME DEI COLLOCATORI INDIRETTI” comprando dall’Argentina i tango bond per poi rivenderli al pubblico tramite i loro sistemi di scambio organizzati (SSO), evitando cosi’ tutti gli obblighi di legge stabiliti dal mercato, tra cui quello fondamentale di pubblicare il PROSPETTO INFORMATIVO.
Non e’ difficile immaginare che l’eventuale pubblicazione di un prospetto informativo che ripeteva le avvertenze scritte in sede di emissione sulle offer circular dell’emittente Argentina,avrebbe suscitato nei consumatori un allarme tale da rendere praticamente invendibili i tango bond, tagliando cosi’ alla base le aspettative di guadagno dei solerti “collocatori indiretti”.
Da parte sua, il Governo Argentino, ben felice della fedele collaborazione delle banche italiane, dopo aver dichiarato il peggio sulle proprie offer circular per sollevarsi da ogni responsibilita’, sapendo dove arrivavano alla fine le proprie obbligazioni, decise cinicamente nel 2001 di farsi un regalo di Natale con i risparmi degli italiani, dichiarando il default nel dicembre del 2001, a ridosso dlel’ultima emissione.
Naturalmente , al momento del default, si scopre che quasi la totalita’ dei bond argentini presente in Italiana era “casualmente” in mano al pubblico dei risparmiatori, nonostante l’Argentina avesse indicato ai “collocatori indiretti” nelle sue offer circolar che tali “obbligazioni erano adatte ad investitori istituzionali capaci di valutare e sostenere rischi speciali “
Quanto abbiano pagato all’Argentina le banche italiane per queste obbligazioni spazzatura non e’ dato sapere.
Gli onorevoli Benvenuto, Olivieri e Didone’, al ritorno dal loro viaggio da Buenos Aires, fecero filtrare una notizia “di fonte argentina, che parlava del valore di questi bond intorno al 60% del facciale a fronte di un collocamento vicino al 100%.
Sapendo che i risparmiatori italiani detenevano circa 14 miliardi di euro, il conto sul guadagno delle banche italiane è presto fatto.
L’On. Tabacci, in un recente conferenza tenuta durante le giornate del risparmio presso la sede del SOLE 24 ORE a Milano, ha lamentato, davanti ad una platea qualficata – senza essere smentito – che i dati relativi a questi scambi “ SONO STATI SECRETATI . “ !
Secretati da chi ? E a quale scopo ?
Non si puo’ fare a meno di inorridire di fronte ad un sistema bancario italiano che si mette, per speculare, a disposizione di uno Stato straniero che si appropria del risparmio della ns. nazione, senza che gli organismi di controllo abbiano nulla da obiettare.
Il Security Act, con il pragmatismo che contraddistingue gli anglosassoni, sempre attenti all’azione, all’utilita’ pratica, dice che chi acquista titoli dall’emittente con l’intento di distribuire al pubblico (“in vew of distribution among the public”) E’ UN COLLOCATORE .
Ma probabilmente la BANCA D’ITALIA e la CONSOB, vista la collocazione delle loro sedi, avevano piu’ confidenza con il vernacolo romanesco dei furbetti del quartierino che non con la lingua inglese.
Per concludere : la vicenda dei tango bond si riassume bene con la favola di Collodi quando il gatto e la volpe convincono Pinocchio a seminare gli zecchini d’oro per far crescere l’albero degli zecchini.
Nella nostra vicenda: la volpe sta in Argentina, Pinocchio sta in Italia a risparmiare, il gatto sta dietro gli sportelli delle nostre banche.
Quello che non si sa e’ dove siano i GENDARMI ….
Speriamo che arrivino presto, anche perche’ – come affermava Keynes con sottile ironia – “ NEL LUNGO PERIODO SAREMO TUTTI MORTI “.

2 maggio 2006
Gualtiero Sans Avoir – libero docente al dormitorio pubblico di via Ortles - Milano
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