CLAMOROSO !!!!!! Il premier «I soldi dei risparmiatori

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
Rispondi
rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

CLAMOROSO !!!!!! Il premier «I soldi dei risparmiatori

Messaggio da rolieg » ven mar 14, 2008 10:18 am

Berlusconi: difenderò banche italiane

Il premier rassicura i risparmiatori:
«I soldi dei risparmiatori al sicuro».

Immagine

Immagine
http://www.lastampa.it/multimedia/multi ... tipo=AUDIO


Tremonti: «Tensioni ingiustificate».
Brunetta ottimista: mercato ripartirà

MILANO
«Non consentirò attacchi speculativi alle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi». Silvio Berlusconi arriva a Napoli per fare il punto sull’emergenza rifiuti in Campania. Ma segue con preoccupazione la crisi finanziaria che ha colpito Wall Street e produce i suoi effetti anche sulla Borsa italiana.

Il Cavaliere pensa in particolare al caso Unicredit e assicura che lavorerà per impedire attacchi speculativi ai nostri istituti di credito. Ma nello stesso tempo, promette che non verranno toccati i soldi depositati dagli italiani. Tremonti fa eco al premier: «Le tensioni che si sono verificate sul mercato borsistico italiano in questi ultimi giorni - si legge in una nota del ministero del Tesoro - prendono le mosse dalla crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti, che ha di recente contagiato anche istituzioni finanziarie europee. Queste tensioni sono del tutto ingiustificate alla luce della solidità patrimoniale e della soddisfacente situazione di liquidità di tutte le principali banche italiane, come anche testimoniato dagli indicatori di solvibilità elaborati dal mercato e da esso continuamente aggiornati».

Al fine di proteggere il mercato italiano da «attacchi di natura speculativa» che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale, il ministro dell'Economia e delle Finanze d'intesa con il Governatore della Banca d'Italia «si impegna ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario ed a difendere i risparmiatori, secondo le indicazioni del Presidente del Consiglio», afferma la nota del Tesoro. E sulla crisi dei mutui scende in campo anche il ministro Brunetta che si dice «ottimista» perchè «alla fine il congresso Usa prenderà una decisione saggia nonostante le fibrillazioni degli ultimi giorni». Il ministro della Funzione Pubblica e Innovazione, nel corso di una conferenza stampa al ministero a proposito della crisi americana, aggiunge: «Comunque credo che le Borse sapranno valutare positivamente il pragmatismo dell'amministrazione statunitense e per quello penso che il mercato potrà ripartire».
Ultima modifica di rolieg il sab ott 11, 2008 8:58 am, modificato 12 volte in totale.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

E.Rolich pres. A.R.T. commenta le bufale di Berlusco...

Messaggio da rolieg » gio ott 02, 2008 9:24 am

rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Tremonti, in Italia rischi contenuti

Messaggio da rolieg » gio ott 02, 2008 9:35 am

ROMA, 2 OTT - 'I rischi per l'Italia restano contenuti' e questo vale per banche e assicurazioni, ha detto alla Camera il ministro Tremonti. Il titolare del Tesoro, in aula per illustrare la manovra, ha anche aggiunto che 'le banche hanno una liquidita' adeguata'. Dopo l'ok di ieri da parte della Commissione Ue alla proposta di riforma dei requisiti di capitale per le societa' finanziarie ci sara' a livello europeo 'una proposta di riforma per le societa' di rating'.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » gio ott 02, 2008 10:46 am

:cry: :cry: :cry:
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Il Cavaliere e le banche sotto schiaffo

Messaggio da rolieg » lun ott 06, 2008 2:41 pm

Gli istituti che ricorreranno al afondo statale saranno costretti a cambiare il management
AUGUSTO MINZOLINI
ROMA
Intorno a lui tutto il mondo sta cambiando. I grandi papaveri della finanza straniera, quelli che ieri facevano il bello e il cattivo tempo sui mercati, rischiano di finire in galera. I grandi banchieri nostrani, quelli che per quindici anni hanno interpretato il vero potere nel Belpaese, intervenendo su tutto dall’economia ai grandi giornali, che per anni lo hanno snobbato prima come imprenditore poi come uomo politico, adesso debbono rivolgersi a lui con ben altri toni per essere salvati. E lo stesso Walter Veltroni che appena una settimana fa, con lo tsunami finanziario già in movimento, lo definiva un Putin nostrano, adesso chiede di collaborare per scongiurare la crisi e depotenzia, per non dire sconvoca, quella che doveva essere la manifestazioni delle manifestazioni contro il governo.

A Silvio Berlusconi, che è un uomo di esperienza, questi segnali dimostrano la profondità della crisi. Quando sarà superata nulla sarà più come prima e la geografia del potere nel globo e nello stivale sarà profondamente modificata. Ieri a Palazzo Grazioli, a Palazzo Chigi, al ministero dell’Economia i collaboratori del premier e di Giulio Tremonti hanno tenuto sempre sotto controllo le notizie provenienti dalla borsa. Hanno osservato gli alti e bassi di Unicredit, hanno interpretato le solite voci poco chiare sulla quantità dei titoli «intossicati» nei portafogli delle nostre banche, si sono informati su altre indiscrezioni, tutte da verificare, come il fagotto di titoli Lehman in mano alle Poste italiane. E l’altalena del mercato finanziario si è ripercossa sul tipo di provvedimenti che il governo avrebbe messo nel decreto legge varato ieri sera. Per tutta la giornata il premier ha tentato di armonizzare due esigenze: dare fiducia al Paese e, contemporaneamente, non dare l’impressione di sottovalutare lo tsunami finanziario.

Già, la crisi è profonda, addirittura non se ne conoscono ancora i contorni. Il ministro dell’Economia sono giorni che lo ripete. Lo ha detto al premier e ieri sera al Capo dello Stato. «Dobbiamo - ha spiegato in tutte le occasioni - preoccuparci davvero». E oggi alla Camera proprio Tremonti dovrà commisurare i due estremi del problema. Dovrà barcamenarsi tra una verità scomoda che potrebbe avere effetti sui titoli delle banche e, contemporaneamente, dare un segnale di fiducia all’opinione pubblica. Un compito tutt’altro che facile. Sì perchè in una situazione dai contorni delicati non è tanto difficile avere idee in testa sul da farsi quanto comunicarle senza indispettire i mercati. «La situazione - è stato il ragionamento che il premier ha fatto in privato - è seria. Fondamentale dare un segnale di fiducia alla gente. Lo Stato deve garantire i risparmi dei cittadini. Dobbiamo garantire che nel nostro paese nessuna banca fallirà perchè lo Stato è pronto ad intervenire. Ma proprio per trasmettere fiducia chi ha sbagliato deve assumersi le sue responsabilità».

«Fiducia», «intervento dello Stato» e «responsabilità»: queste le tre parole chiave della filosofia del governo. Tutte raccolte nel decreto varato ieri sera: lo Stato istituisce un fondo per evitare che le banche falliscano; gli istituti che hanno problemi di patrimonio possono ricorrerci o è la Banca d’Italia che li obbliga a farlo se li considera in difficoltà; lo Stato immette capitali che si trasformano in azioni «privilegiate», che non hanno diritto di voto, per cui non c’è una vera nazionalizzazione; c’è però una sorta di «precondizione», gli istituti che ricorrono al fondo debbono cambiare il management «perchè lo Stato - per dirla con Tremonti - non dà soldi a chi ha sbagliato».

Quindi, nessun dirigismo, nessun intervento diretto dello Stato, ma è proprio quell’ultima «precondizione» il grimaldello che cambierà la geografia del potere. In fondo la questione delle «responsabilità» il Cavaliere l’aveva già messa sul tavolo al vertice di sabato a Parigi. Ed è presente in tutte le dissertazioni a cui si lasciano andare in questi giorni i suoi consiglieri. «Da noi - fa presente da giorni Giampiero Cantoni, ex-presidente Bnl ed intimo del Premier - non paga mai nessuno, mentre negli Usa l’Fbi sta preparando i pullman per arrestare i grandi banchieri. Comunque se lo Stato deve intervenire per salvare una banca, deve cambiare come minimo la governance. Aver fatto la coda un’ora e mezzo per partecipare alle primarie del Pd non è più un titolo che ti assolve dalle tue responsabilità». «La cosa inaccettabile - sostiene Santo Versace, che si sta facendo spazio in Parlamento - è che chi ha sbagliato resti al suo posto». Mentre Fabrizio Cicchitto affronta al questione da lontano: «Per alcuni versi questa è la rivincita dell’ex- governatore Fazio. Il governo comunque sta intervenendo negli interessi del paese e senza guardare al colore di quel management bancario che in passato, senza che gli fosse richiesto, professò un orientamento politico diventando il nocciolo duro del potere prodiano».

Un modo per tirar in ballo, senza far nomi, i vari Profumo, Bazoli e non solo. Del resto chi parlò per primo una settimana fa di una sorta di nazionalizzazione di Unicredit fu un banchiere amico del Cavaliere, quel Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca, cioè dell’istituto dove sono presenti protagonisti del mondo berlusconiano come la figlia Marina e il numero uno di Mediolanum, Ennio Doris. E se si va a vedere la cartina delle banche più in difficoltà, quelle che in questo momento rischiano di non raggiungere il coefficiente di solidità dal nome imperscrutabile «core tier-one», si scopre che ci sono molti interlocutori vicini al centro-sinistra: Unicredit, Intesa, Monte dei Paschi di Siena, Unione banche italiane. «Proprio per questo - fa presente uno dei consiglieri più intimi del Cavaliere - Veltroni ha fatto una conversione di 360 gradi e ora vuole collaborare».
Ultima modifica di rolieg il sab ott 11, 2008 8:50 am, modificato 1 volta in totale.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » mar ott 07, 2008 7:09 am

:cry: :cry: :cry:
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Il governo vara il decreto anti-crisi:

Messaggio da rolieg » gio ott 09, 2008 8:03 am

Il governo vara il decreto anti-crisi:
un fondo per salvare banche a rischio

Via libera del Cdm straordinario.
Berlusconi: nessun istituto fallirà
ROMA
L’estensione della garanzia dello Stato, oltre quella già prevista dal fondo interbancario, sui depositi dei risparmiatori e un fondo che consenta allo Stato di partecipare alla ricapitalizzazione di banche che dovessero avere difficoltà. Sono i due pilastri del decreto legge con cui il Governo risponde alla crisi finanziaria internazionale e, soprattutto, alle conseguenze che potrebbero riguardare anche l’Italia.

Un provvedimento che, come recita l’ordine del giorno del Cdm straordinario che lo ha approvato, punta a garantire la stabilità delle banche e del risparmio. In un contesto esterno che non accenna a migliorare: nonostante il taglio dei tassi deciso in simultanea da sei fra le maggiori banche centrali, Bce e Fed in testa, le borse mondiali hanno vissuta una nuova giornata nera. Ad illustrare i contenuti del provvedimento, in una conferenza stampa, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Ad approfondire gli aspetti che riguardano la possibilità per lo Stato di partecipare ad eventuali operazioni di ricapitalizzazione delle banche è il titolare del ministero di Via XX Settembre. Il Governo, spiega, «non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d’Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato». L’ingresso dello Stato, aggiunge, sarà «sterile ai fini del potere». L’apporto di capitale sarà quindi «temporaneo e neutrale». Sul fronte dei depositi, il ministro aggiunge che il decreto offre una «garanzia addizionale pubblica» in aggiunta a quella già assicurata dal Fondo interbancario. Il presidente del Consiglio si sofferma, invece, sugli aspetti più strettamente politici, garantendo che «nessuna banca italiana fallirà e nessun risparmiatore rischia», confermando così il messaggio già lanciato a Napoli.

Un messaggio che il Premier conferma «con assoluta tranquillità». Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha partecipato in prima persona alla definizione di alcuni aspetti del provvedimento. Per poi sottolineare, in conferenza stampa, che il sistema bancario italiano «è solido» ma anche come gli effetti della crisi americana «stiano arrivando». In questa ottica, aggiunge, il decreto di oggi «è stato approvato per prudenza», per «preparare le armi per il futuro». La decisione del Consiglio dei ministri è arrivata al termine di una giornata convulsa, vissuta tra vertici ufficiali e consultazione frenetiche fra Governo, Banca d’Italia e Consob. Con uno occhio sempre fisso sui terminali di borsa, che hanno descritto impietosamente l’ennesima giornata nera. Il Mibtel ha chiuso con un calo del 5,72% e lo S&P/Mib del 5,71% , nostante la decisione straordinaria di un taglio dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale concordato da sei banche centrali, Fed e Bce in testa.

In questo quadro, è maturata la decisione del governo. Già in mattinata, il Tesoro aveva anticipato in una nota le intenzioni dell’esecutivo. «Il Governo italiano si impegna ad adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare il sistema finanziario e per tutelare il risparmio», chiariva Via XX Settembre, aggiungendo: «Il Ministro dell’economia e delle finanze italiano condivide le misure preannunciate questa mattina dal Governo inglese per assicurare la stabilità delle istituzioni finanziarie». Misure considerate «in linea con quanto stabilito dai capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea nella riunione del 6 ottobre e con quanto successivamente precisato dai ministri economici e finanziari nel consiglio Ecofin del 7 ottobre». Poi, poco prima dell’ora di pranzo, il vertice fra lo stesso Tremonti, il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e quello dell’Abi, Corrado Faissola. Fin qui, dunque, le istituzioni. All’incontro, però, hanno partecipato anche i vertici di Mediobanca, il presidente del Consiglio di Sorveglianza Cesare Geronzi e il consigliere delegato Alberto Nagel. A testimoniare la centralità di Piazzetta Cuccia nel sistema finanziario italiano.

Il pressing di Veltroni: pronti a collaborare
Prima della riunione del Cdm, il ministro dell’Economia è salito al Quirinale per illustrare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i contenuti del provvedimento. Domani, invece, Tremonti riferirà in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, sugli ultimi sviluppi della crisi finanziaria internazionale, fornendo ovviamente spiegazioni sui provvedimenti approvati stasera. Sul fronte politico, da registrare anche la riunione del Governo ombra del Pd. Al termine, il leader Walter Veltroni ha assicurato «la piena disponibilità a contribuire in un momento così drammatico per uscire positivamente dalla crisi». «Siamo una grande forza nazionale che ha a cuore l’interesse del Paese anche sopra i propri interessi», ha aggiunto il segretario, sottolineando che Tremonti è informato sulle proposte del Pd e auspicando che «in Parlamento si crei un rapporto tra governo e opposizione, che non può non esserci in un momento così difficile». E, nel caso in cui la crisi dovesse acuirsi, il Partito Democratico è pronto anche a mettere in discussione la manifestazione contro il governo, prevista per il 25 ottobre.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Paolo Guzzanti attacca Berlusconi

Messaggio da rolieg » sab ott 11, 2008 9:04 am

Paolo Guzzanti attacca Berlusconi:
"E' amico di Putin, mi fa vomitare"

Duro affondo del senatore del Pdl:
«Silvio ha paragonato il presidente
georgiano a Saddam. Parole terribili»
ROMA
Le parole di Silvio Berlusconi in difesa di Putin sono «nauseanti e fanno vomitare», e sono paragonabili alle giustificazioni che nel ’39 si facevano del comportamento di Hitler. Il durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per la sua posizione sulla crisi georgiana e il rapporto con Putin, arriva da Paolo Guzzanti, deputato Pdl e - come dice lui stesso - «leale ma non fedele» al leader del suo partito.

Da tempo Guzzanti incalzava il governo e il premier sulla crisi georgiana e sui rapporti con Putin, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il discorso di ieri sera con i parlamentari del Pdl: «Ho ascoltato da Berlusconi parole terribili e inaccettabili che non avrei mai voluto ascoltare». Parole che hanno aperto in Guzzanti «una insuperabile crisi di coscienza», tanto da affidare al suo blog parole di fuoco contro Berlusconi: «Ciò che ho trovato più grave, inaccettabile e nauseante è stato il tono con cui Berlusconi ha ripetuto a megafono le storie della propaganda russa, dicendo che bisognava andare a "prendere quello là, quel Saddam", intendendo il presidente Saakashvili».

Le parole di Guzzanti scuotono Forza Italia. Il Pdl apre il fuoco contro l’ex presidente della commissione Mitrokhin, il mantra è sempre lo stesso: «Non ha capito le parole di Silvio Berlusconi ed è il caso che chieda scusa al premier per averlo attaccato così duramente». «Normalmente questo tipo di deformazione avviene ad opera di coloro che vogliono denigrare l’avversario - afferma Maurizio Lupi - e spiace che l’onorevole Guzzanti sia sceso a questo livello: distorcere la realtà per fini incomprensibili». Prende le difese del presidente del Consiglio anche Luigi Casero: «Non sono questi i toni con cui ci si rivolge al Presidente del Consiglio e Presidente del PdL. L'on. Guzzanti ha preso un abbaglio perché chiunque era presente alla riunione del gruppo ieri sera ha ascoltato chiaramente un resoconto di cronaca da Berlusconi».

Il presidente della commissione Difesa del Senato, Gianpiero Cantoni, si dice «certo che Guzzanti debba chiedere scusa al Presidente Berlusconi. Anzitutto perché non è vero quanto da lui asserito: anche alla riunione del PdL di Milano il Presidente ha raccontato la versione russa degli eventi in Ossezia senza dare alcun suo giudizio». «Il ruolo determinante giocato dall’Italia e in particolare dal presidente Berlusconi in occasione della crisi del Caucaso, per evitare disastrose contrapposizioni in un quadro internazionale estremamente complesso - attacca Gaetano Quagliariello - non può essere messo in discussione e tantomeno liquidato con affermazioni di dubbio gusto. Né si può far finta di non sapere che le piaghe della storia non si rimarginano nell’arco di una generazione. Prima di scrivere sciocchezze sarebbe meglio prendere cognizione dei problemi di cui si parla».
rolieg

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti