IL BENCHMARRK

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
Rispondi
rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

IL BENCHMARRK

Messaggio da rolieg » ven mar 14, 2008 8:51 am

IL BENCHMARK E ' UNA MISURA DEL RISCHIO A TUTELA DEI RISPARMIATORI: UNA SENTENZA DEI GIUDICI DI BIELLA


Per la seconda volta la banca cade sul benchmark. In attesa che la Mifid dispieghi i suoi effetti in materia di requisiti di adeguatezza e di appropriatezza, il solo strumento di tutela dei risparmiatori nel settore del gestito è proprio il vituperato (da parte delle Sgr) benchmark, il cui mancato rispetto dà spazio alle azioni di risarcimento della clientela. E anche in questo secondo caso l'istituto di credito soccombente è la Banca Sella IL tribunale di Biella (giudice unico Eleonora Reggiani) ha stabilito infatti che il gestore non ha «totale carta bianca» nel suo operato e che alla base di questo ci deve essere la prudenza, evitando di aggravare il rischio dei clienti oltre i limiti contrattuali. Così due clienti di Banca Sella si sono visti riconosciuto il diritto al risarcimento per perdite subite da unaa gestione patrimoniale presso l'istituto. I due risparmiatori avevano affidato alla banca oltre 400 milioni di lire in una gestione che prevedeva un benchmark costituito per il30% da titoli di Stato e per il 70% dall'indice globale delle Borse mondiali.
Per circa un anno la banca, senza tener conto di questo parametro, aveva investito quasi totalmente il patrimonio in titoli o fondi azionari; fra l'altro, concentrando una quota enorme nel settore tecnologico e Internet, proprio nel periodo in cui i segnali erano fortemente negativi e la «bolla speculativa» aveva iniziato a esplodere. L'avvocato dei ricorrenti, Giacomo Vassia, ha messo in evidenza come il benchmark (definito, sulla base anche delle norme in materia e delle circolari Assogestioni, un indicatore di rischio) non fosse stato rispettato, e ciò fosse stato la causa della perdita di oltre 50.000 euro subita dai clienti.
Nella propria difesa la banca ha utilizzato come parametro l'autonomia dell'operato (il gestore ha «carta bianca» nelle sue scelte e il benchmark non ha alcun valore contrattuale, ma è un semplice modo per «dare una pagella» al gestore sui risultati conseguiti. La perizia del tecnico di parte (Gianluigi De Marchi) ha messo in luce le carenze della banca, quantificando l'enorme divario tra il rischio teorico della gestione (misurato dal benchmark) e quello
effettivo, documentando inoltre operazioni di trading di marca speculativa che mal si adattano a una gestione patrimoniale. Nella sentenza il giudice ha affermato che «il benchmark costituisce una sintesi delle caratteristiche di gestione che esprime non solo quantitativamente ma anche qualitativamente il profilo di rischio della gestione: rappresenta i rischi di mercato, cui tipicamente è esposto il patrimonio gestito, e costituisce il modello di una strategia neutrale di investimento». Pur affermando, come è logico, che il gestore non è tenuto a ripetere passivamente il benchmark, il giudice ha sostenuto che si possono acquistare titoli o valori difformi da quelli inseriti nel parametro di riferimento, ma (e qui sta il punto nodale) «una diversa composizione del portafoglio non autorizza una diversa assunzione di rischio». Insomma, la banca ha violato i limiti gestionali ed è quindi stata considerata responsabile delle perdite. La sentenza è un precedente importante per il recupero dei risparmi perduti da parte di tutti i clienti di banche che hanno visto il loro capitale falcidiato da scelte errate dei gestori.
rolieg

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti