“IL BUYBACK DELLE BANCHE DI HONG KONG SUI BOND LEHMAN”

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“IL BUYBACK DELLE BANCHE DI HONG KONG SUI BOND LEHMAN”

Messaggio da rolieg » dom feb 24, 2008 9:02 am

“IL BUYBACK DELLE BANCHE DI HONG KONG SUI BOND LEHMAN”



Come reagiscono le banche di Hong Kong al crack di Lehman Brothers? Certamente non come quelle italiane, dal momento che dopo le manifestazioni di protesta di 12mila investitori, hanno deciso di ricomprare i prodotti derivati emessi dalla banca americana per un valore di 1,6 miliardi di dollari.
A Hong Kong sono circa 40mila gli investitori che hanno sottoscritto derivati Lehman, venduti ad un taglio minimo di 5mila dollari, ed al momento sono sotto inchiesta due grandi banche d’affari locali.
F. R.
Ultima modifica di rolieg il mer ott 22, 2008 8:33 am, modificato 5 volte in totale.
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Lehman Brothers affondata

Messaggio da rolieg » mer ott 22, 2008 8:35 am

NEW YORK - Lehman Brothers affondata, Aig salvata in extremis: la crisi subprime non allenta la morsa. Ed é pronta a mietere nuove vittime, aggravando un bilancio già duro. Il mercato sembra scommettere che altre istituzioni soccomberanno schiacciate dai debiti: è partita la caccia alle possibili nuove vittime. Washington Mutual sembra la più probabile candidata a dover gettare la spugna. Ma l'attenzione é alta anche nei confronti delle due 'sopravvissute': Goldman Sachs e Morgan Stanley, in forte calo a Wall Street nonostante risultati trimestrali superiori alle attese. Le difficili condizioni dei mercati, secondo gli analisti, spingeranno le due banche d'investimento, le uniche rimaste indipendenti, a raggiungere un accordo, probabilmente con una banca commerciale così da cercare di ripristinare la fiducia. Il salvataggio dell'ultima ora deciso dal Governo americano non ha rassicurato i mercati, spaventati dal possibile annuncio di nuove imminenti debacle ma anche dal fatto che la Fed e il Tesoro, a questo punto, potrebbero aver sparato tutte o quasi le cartucce a loro disposizione. In soli dieci giorni, l'amministrazione ha assunto il controllo, di fatto quasi nazionalizzando, di tre colossi americani: prima Fannie Mae e Freddie Mac, poi Aig. Quest'ultima fa ancora più scalpore visto che non è neanche direttamente regolata dal governo federale, che ne controlla ora il 79,9% (il decimale mancante al raggiungimento dell'80% non è casuale: controllarne l'80% avrebbe infatti significato l'iscrizione a bilancio). Nella caccia alle prossime vittime spiccano due nomi di rilievo, gli unici finora portati ad esempio per solidità: Goldman e Morgan Stanley. "Fra un anno non avranno più la forma attuale: ambedue hanno bisogno di più depositi", sostiene l'amministratore delegato di Bank of America, Kenneth Lewis, artefice nel corso del fine settimana dell'acquisizione di Merrill Lynch. Solo fino alla metà di marzo, il panorama delle banche d'investimento contava su cinque protagoniste: ora ne sono rimaste solo due (dopo il passaggio di Bear Stearns a JpMorgan, quello di Merrill Lynch nell'orbita di Bank of America e il fallimento di Lehman Brothers), e sembrano addirittura in pericolo di vita. Secondo indiscrezioni, Morgan starebbe valutando se rimanere indipendente o convolare a nozze: un'ipotesi non da escludere se il titolo continuera a scendere (oggi è sceso sotto i 20 dollari). "Dobbiamo essere flessibili. Se il mercato decide che hai bisogno di depositi, è deciso", ha affermato il chief financial officer della società Colm Kelleher. Le attuali condizioni di mercato, così come la crescente pressione sui titoli, saranno - secondo gli analisti - due fattori determinanti in una eventuale scelta di Morgan Stanley. Wall Street continua a penalizzare anche il suo 'gioiellino', quello dal quale proviene anche il segretario al Tesoro americano Henry 'Hank' Paulson: Goldman Sachs oggi, per la prima volta negli ultimi 30 anni, è scesa sotto i 100 dollari ad azione. Anche per Goldman, gli operatori intravedono un possibile accordo. La prossima vittima più vicina in senso temporale appare però Washington Mutual. Indiscrezioni stampa riportano che il Governo sarebbe già al lavoro per approntare una soluzione privata: diversi istituti di credito sarebbero già stati contattati, ma l'ostacolo a un possibile salvataggio - proseguono i rumors - è che nessuno sa realmente cosa ci sia nei libri contabili di Wamu. Il board di Washington Mutual - ad avviso di Kenneth Bruce, analista di Merrill Lynch - potrebbe essere costretto a prendere seriamente in considerazione un'offerta di acquisto, anche a prezzo scontato, se la pressione continuasse a montare, anche alla luce del downgrade deciso nei giorni scorsi dalle agenzie di rating.
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la crisi dei mutui porta al fallimento la banca d'affari

Messaggio da rolieg » mer ott 22, 2008 8:37 am

la crisi dei mutui porta al fallimento la banca d'affari


Si profila un'altra giornata difficile sui mercati, dopo il tonfo di ieri sera a Wall Street che ha sofferto, ieri, una delle peggiori giornate degli ultimi anni, chiudendo con il Dow Jones a -4,43%. Questa mattina, le borse asiatiche (quasi tutte chiuse ieri per festività) sono andate a picco

A Tokyo l'indice Nikkei è crollato del 4,95% perdendo a 605,04 punti scendendo a 11.609,72 punti, ai minimi da tre anni a questa parte. In fortissimo ribasso anche Hong Kong e Shangai.


La fiducia degli investitori è stata testata dalla richiesta di amministrazione controllata avanzata ieri da Lehman Brothers, la quarta banca d'affari statunitense, e da quella che essenzialmente è stata una vendita forzata di Merrill Lynch a Bank of America per 50 miliardi di dollari in stock. Ma i problemi non sono finiti, e l'attenzione è ora tutta per American International Group, la più grande società di assicurazioni al mondo, in cerca di un'iniezione di capitale per salvarsi dal baratro. Un fallimento del colosso potrebbe avere implicazioni finanziarie ancora più drammatiche di quelle di Lehman, ad oggi la più grande bancarotta della storia americana.


Il crack di Lehman Brothers manda a picco le borse. Nella notte tra domenica e lunedi' la quarta banca d'affari Usa non trova un Cavaliere Bianco pronto a rilevarla, fa bancarotta e manda in amministrazione controllata la sua holding, mentre Bank of America (Bofa), invece di prendersi Lehman, si rivolge verso Merrill Lynch, un altro big di Wall Street in difficolta' per la crisi dei mutui, e l'acquista per 50 miliardi di dollari in azioni.


Intanto anche il colosso Aig, la prima assicurazione del mondo, in crisi bussa alla Fed per un prestito temporaneo da 40 miliardi di dollari. La Fed corre ai ripari, estendendo le sue garanzie sui prestiti alle banche d'investimento, mentre le dieci principali banche Usa fanno quadrato ed istituiscono un fondo da 70 miliardi di dollari per prestarsi soldi tra loro. Anche la Bce e la Banca d'Inghilterra fanno sapere di essere pronte ad agire e Francoforte lancia un'asta straordinaria da 30 miliardi di euro per garantire liquidita'.


Il segretario al Tesoro Usa Paulson fa sapere di stare lavorando per mantenere la stabilita' dei mercati finanziari.Tremano le piazze finanziarie. In una sola seduta i listini del Vecchio Continente bruciano oltre 120 miliardi di euro di capitalizzazione. L'indice Dj Stoxx 600, che raccoglie i titoli piu' capitalizzari, registra infatti una flessione del 3,47%. A Londra l'indice Ftse 100 a Londra cede il 3,92% a 5.204,20 punti, il Cac 40 di Parigi perde il 3,78% a quota 4.168,97 e il Dax 30 di Francoforte registra una flessione del 2,74% a 6.064,16 punti. In calo anche il Mibtel che a Piazza Affari segna un -3,49% a quota 20.989 mentre lo Smi di Zurigo arretra del 3,83% a 6.939,11 punti. A Wall Street gli indici cedono intorno all'1%. Crolla il colosso assicurativo Aig che cede oltre il 50%. L'effetto Lehman colpisce anche i mercati valutari, con l'euro che schizza oltre 1,44 dollari e poi frena, tornando intorno a 1,42 sul finale , mentre il petrolio crolla nettamente sotto i 100 dollari, col Light crude sotto 96 e il Brent sotto 93.

Cerca di rassicurare il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ed afferma che sta lavorando "per minimizzare" l'impatto dei "dolorosi" accadimenti sui mercati finanziari mondiali. Per Bush comunque i mercati del capitale Usa saranno in grado di reggere gli shock a lungo termine. Una settimana fa, di fronte alla crisi di insolvenza di Freddie Mac e Fannie Mae, le autorita' avevano optato per una rete di salvataggio, che costera' non meno di 200 miliardi di dollari.


In questi giorni pero', di fronte al crack di Lehman, Fed e Tesoro si sono dimostrate restie ad intervenire. Secondo le prime ricostruzioni Bofa, considerata la capofila di una cordata che doveva salvare Lehman, ha preferito dirottare verso Merrill e allora le autorita' Usa si sono rivolte alla britannica Barclays senza convincerla a intervenire.
A quel punto il destino di Lehman e' segnato e la banca chiede l'articolo 11.
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