Anche il Cav. spara sulle Banche

Area di discussione generale aperta a tutti coloro che sono rimasti vittime dei default finanziari e desiderano apportare la loro testimonianza e il loro contributo.
Rispondi
rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Anche il Cav. spara sulle Banche

Messaggio da rolieg » lun feb 11, 2008 3:22 pm

NEL SUO DISCORSO ALLE CAMERE BERLUSCONI HA APERTO AL PD MA SUGLI ISTITUTI E' CON TREMONTI



Verrà ricordato come il discorso dell'apertura all'opposizione. Silvio Berlusconi si è presentato infatti ieri alle Camere per chiedere la fiducia con poche cartelle da leggere, ma tutte orientate a creare un nuovo clima di dialogo e collaborazione, pur nel rispetto dei ruoli, con Pd e Udc. Stessa disponibilità non sembra però riservata alle banche. Nel suo discorso programmatico il premier non ha usato i toni ultimativi del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ma la sostanza cambia poco. Le banche in questi anni hanno guadagnato molto e ora devono decidersi, o favoriscono il credito a famiglie e piccole impre¬se o dovranno pagare di più di tasse. «Per crescere», ha detto Berlusconi a Montecitorio,
«dobbiamo affrontare una situazione difficile dei mercati finanziari,
sfruttando la posizione di relativo vantaggio del nostro sistema bancario e chiedendo agli istituti di credito uno sforzo comune, uno sforzo aperto
alla giovane impresa, alle giovani famiglie, al popolo dei consumatori e dei risparmiatori, per rendere sempre più libera, sempre più coraggiosa e orientata verso la promozione degli utenti e dei consumatori la grande rete dell'economica italiana». Nel suo discorso, per la verità, qualche correzione rispetto all'impostazione di Tremonti Berlusconi l'ha fatta: ha graziato i petrolieri, non citandoli fra le categorie che insieme alle banche dovranno ora affrontare qualche sacrificio fiscale. Rispetto alle cose immediate da fare, Berlusconi non si è discostato invece da quanto sostenuto in campagna elettorale. Il governo partirà dall'emergenza rifiuti di Napoli e della Campania («uno scandalo che deve finire, e finirà»), dal pacchetto sicurezza, ma anche dall'abolizione dell'Ici per la prima casa e dalla detassazione degli straordinari
(«chi s'impe¬gna a lavorare di più e a contribuire alla competitività delle imprese va incoraggiato con una sensibile detassazione dei suoi guadagni»).
Per il resto il verbo più usato da Berlusconi (27 volte) è stato crescere, obiettivo da perseguire anche avviando una stagione di riforme istituzionali condivise. I tempi saranno importanti perché, ha spiegato il premier, con il voto «i cittadini hanno detto realizzate quanto avete promesso e fatelo in fretta perché una cosa è sicura, l'Italia non ha tempo da perdere». Parlando a Walter Veltroni e i suoi, Berlusconi ha poi aggiun¬to: «Il paese non chiede compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o mercanteggiamenti, ma di mettere il rispetto al posto della faziosità e la polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante».
Da parte sua la maggioranza, ha assicurato il presidente del Consiglio, è pronta al dialogo, che «deve cominciare da subito, non appena il governo sarà nel pieno delle sue attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia. Nessuno deve sentirsi escluso». E le riforme possono partire proprio dal Parlamento e dalla modifica dei regolamenti, a cominciare, probabilmente, dall'iter parlamentare della legge di bilancio.
La risposta del segretario del Pd arriverà oggi in aula, ma i toni nuovi sono stati apprezzati sia da Piero Fassino sia da altri esponenti del partito, ma tutti hanno aggiunto di attendere ora i fatti. Molto più cauti gli esponenti del Pd più vicini a Massimo D'Alema, come anche il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani. E per parlare di fatti, dal Pd non si fa mistero che il primo segnale importante che si aspetta è che la maggioranza non ricorra subito ai meccanismi della legge Gasparri per nominare i nuovi vertici Rai.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » ven mag 16, 2008 7:44 am

http://video.libero.it/app/play?id=6f0b ... 1964681873



non esiste il voto"perso" ognuno ha il diritto di votare chi crede,chenche' ne dica Berlusconi. Il quale non perde occasione per dire fesserie!! - ormai lo sanno tutti che lui e "filo banche" - infatti sul programma del P.d.L.non si parla di RISPARMIO TRADITO!!!!
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » ven mag 16, 2008 8:35 am

Tremonti attacca banche e petrolieri.
«Giù il costo dei mutui o alzo le tasse»
Nel mirino anche le società energetiche
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA
Situazione «difficile», quella dell’economia italiana: il tesoretto «non c’è», i conti «non sono buoni», e qualche sacrificio ci sarà, anche se a stare in guardia devono essere soprattutto «banche e petrolieri». Giulio Tremonti, ministro del Tesoro, registra con Lucia Annunziata la puntata in onda oggi su Rai Tre di «In mezz’ora». Nella sua prima uscita pubblica adopera toni preoccupati, va all’attacco dell’opposizione (definendo «una squadretta che va bene per l’allenamento» il governo ombra del Pd). Lancia un’offensiva inattesa contro gli istituti di credito e le imprese dell’energia, fa capire che per il varo del provvedimento sulla detassazione degli straordinari ci vorrà tempo e qualche trattativa col sindacato. Infine, mette in soffitta l’Alitalia pubblica evocata da Berlusconi: «un conto è fare campagna elettorale - chiarisce con freddezza - e un conto governare».

Dunque, l’Italia deve affrontare una situazione difficile e non potrà contare su nessun tesoretto fiscale. «Posso escludere che abbiamo un tesoretto. L’andamento delle entrate fiscali non è buono e questo non perchè l’evasione da gennaio è ripartita. Basta guardare all’andamento dell’Iva sugli scambi interni che è negativo perché l’economia va male». Quanto alla finanza pubblica, anche lì c’è poco da gioire, anche se sembra esclusa una due diligence sui conti lasciati da Padoa-Schioppa: «Nei documenti dell’Ue c’è la parola “rischio” su tante voci, chiederemo di discutere i numeri di chiusura del 2007 e 2008, che purtroppo non sono buoni». Dunque, c’è aria di sofferenza. Chi dovrà fare i sacrifici? Tocca alle «banche e a chi incassa la rendita petrolifera, certo non ai poveri. Le banche - spiega il ministro - dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie». Mentre per quanto riguarda i petrolieri Tremonti dice che «prendono più soldi perché è aumentato il prezzo» del petrolio, e dunque incassano una forte rendita a spese delle famiglie. Per ora, mistero sui possibili interventi, che probabilmente riguarderanno le accise sull’energia e in campo creditizio il settore dei mutui immobiliari. Tremonti conferma che il primo Consiglio dei ministri, a Napoli tra due settimane, discuterà dei tre provvedimenti indicati dal premier Berlusconi: abolizione dell’Ici sulla prima casa, detassazione degli straordinari e rafforzamento della sicurezza nelle città. Norme su cui ora «testi scritti non ci sono». Sull’Ici, «seguiremo lo sgravio già ipotizzato, e chiaramente castelli e ville non saranno compresi nel provvedimento. Ma poi - ha aggiunto - parleremo anche dei mutui». Per quanto riguarda invece la detassazione degli straordinari il ministro chiarisce che se ne dovrà trattare con i sindacati: «Su quel provvedimento dovremo discutere. Ma penso ci sia una logica di dialogo costruttivo da entrambe le parti». Certo che la detassazione partirà con molti limiti e gradualità: «ci sono vincoli europei, e abbiamo il terzo debito pubblico più alto del mondo», ricorda Tremonti. Infine, l’opposizione: un segnale di pace sulla riforma della Costituzione (la proposta Violante su cui si è discusso nella scorsa legislatura «è una buona base di partenza»). Una bastonata al Pd sul governo ombra: «è una cosa saggia» però sembra «una squadretta da allenamento. Ma serve anche quello...».

Da Padova, il neoministro del Welfare Maurizio Sacconi dà ragione al suo collega. «L’eredità è pesante - dichiara - perché c’è una bassa crescita che peggiora tutti gli indicatori. A ciò si aggiunge la presenza di centri di spesa da verificare. Si è parlato di 7 miliardi di buco, il ministro Tremonti sta cercando di accertare queste spese non contabilizzate». Quanto alla previdenza, Sacconi ribadisce: «Non rimetteremo mano alla definizione delle età minime per andare in pensione. Anche se riteniamo che sia stato un errore farlo da parte del governo Prodi». Insomma, aumenta la spesa previdenziale, «ma sarebbe un errore se introducessimo instabilità nella disciplina pensionistica».
_________________
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Tremonti ,manovra le tre mosse addio class action !!!!

Messaggio da rolieg » lun giu 16, 2008 7:43 am

Nel mirino pensioni di invadilità, Comunità montane e class action
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA
Immagine
Tremonti
Mancano ormai poche ore al varo del massiccio pacchetto di provvedimenti da parte del Consiglio dei ministri di domani. La manovra sarà triennale, e il governo ne anticiperà una fetta consistente: energia, tasse sui petrolieri, dismissioni e liberalizzazioni, lavoro. Ma tra le novità dell’ultim’ora si fanno strada tre interventi che faranno discutere: un nuovo drastico giro di vite sulle invalidità civili, l’abolizione delle Comunità Montane, la sospensione (in vista di una riscrittura, almeno così dice l’Esecutivo) della class action. Erano almeno due-tre anni che non si tornava a mettere mano al settore delle pensioni di invalidità civile, che negli anni ‘70 e ‘80 proliferarono in modo davvero impressionante dando vita a una montagna di abusi.

Parliamo delle pensioni - di natura assistenziale, e non di origine previdenziale ed erogate dall’Inps - a cui hanno diritto i cittadini con redditi insufficienti e una riduzione della capacità di lavoro totale o parziale: ciechi, sordomuti, e così via. Un tempo queste pensioni venivano erogate senza formalità e controlli: di qui i casi di interi Comuni (soprattutto delle Regioni più povere del Sud) con il 30% (a volte più) di «invalidi civili». Di qui i casi di «mutilati» pescati a giocare a calcio, sordi trovati ad ascoltare la radio, ciechi pizzicati a consultare le pagelle delle partite di serie A. Di qui i casi di «invalidi» premiati dal prefetto - cioè dal ministero degli Interni - solo perché inseriti nelle clientele democristiane giuste. Poi le crisi di finanza pubblica imposero ripetuti giri di vite e soprattutto cambiamenti nelle procedure di assegnazione: oggi sono le Regioni a riconoscere formalmente l’invalidità, attraverso commissioni mediche presso le Asl, e poi l’Inps eroga mensilmente l’assegno.

Oltre alle invalidità, bisogna considerare altre prestazioni simili, come le indennità di accompagnamento. Non si tratta di somme imponenti: in media, gli assegni di invalidità civile ammontano a 4.333,94 euro l’anno. Soltanto che i beneficiari sono ancora moltissimi: in tutta Italia, nel 2005 erano 2.668.540 (980.000 al Nord, 520.000 al Centro, 1.168.000 al Sud e Isole). Risultato, sempre nel 2005 per questa voce sono stati spesi ben 11 miliardi e mezzo. Erano circa 6 nel 2000, dovrebbero essere cresciuti a quota 13 miliardi secondo le previsioni 2008. Il governo intende metterci le mani e - possibilmente - risparmiare, visto che c’è la convinzione che nelle pieghe del meccanismo di concessione e controllo (spezzettato tra troppe istituzioni) alla fine scappino troppi «non invalidi».

La seconda novità riguarda le Comunità Montane, le cui ore - a quanto pare - sono ormai segnate. Nel quadro di un ampio pacchetto di tagli e liberalizzazioni che investiranno gli Enti locali (a cominciare dal settore dei servizi pubblici) sembra ormai presa la decisione di cancellare del tutto - o far morire indirettamente - le aggregazioni di Comuni in montagna. Un obiettivo già perseguito dal governo Prodi, che dovette fare marcia indietro, e che però stavolta sembra alla portata. In ballo c’è un risparmio di circa 150 milioni, che potrebbe essere raggiunto in due modi. Con una secca abolizione delle Comunità Montane, che dovrebbero devolvere le loro funzioni a Consorzi o Unioni volontarie di Comuni, che le svolgerebbero «volontariamente» e senza spese di funzionamento.

Oppure, abolendo le paghe per gli amministratori delle Comunità, facendole morire per così dire per inedia. Infine, in ballo c’è la sospensione dell’entrata in azione delle class action, ovvero il sistema di cause civili collettive con cui i cittadini nei sistemi legali anglosassoni agiscono contro un’impresa. Nei palazzi di governo si afferma che in realtà l’obiettivo è quello di ridefinire una norma - quella del governo Prodi - scritta male e da rivedere, peraltro ampliandola anche al settore pubblico. Vedremo.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » lun giu 16, 2008 7:48 am

ALLORA QUANDO DICIAMO CHE BERLUSCONI E FILO BANCHE NON CI SBAGLIAMO.

http://video.libero.it/app/play/?id=6f0 ... 1964681873


VERGOGNATI TREMONTI ,DICI SOLO CRETINATE...... I FONDI DORMIENTI ???? L'ALITALIA???? AGIRE CONTRO LE BANCHE ????

BRAVI DI QUESTO PASSO NON DURERETE MOLTO .


CI SONO 460.000 BONDHOLDER CHE ASPETTANO GIUSTIZIA DA 7 ANNI
VERGOGNATEVI.
Ultima modifica di rolieg il lun giu 16, 2008 9:28 am, modificato 4 volte in totale.
rolieg

rolieg
Site Admin
Messaggi: 2183
Iscritto il: ven mar 25, 2005 4:18 pm

Messaggio da rolieg » lun giu 16, 2008 7:52 am

POPOLO DI BONDHOLDER SOLLEVATI, FAI SENTIRE LA TUA VOCE IL TUO SDEGNO PER QUESTA CLASSE DI POLITICI FANNULLONI MANGIAPANE A TRADIMENTO COLLUSI CON LE BANCHE.
rolieg

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti